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Multa Tim, il governo prende tempo: no al golden power…

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Multa Tim, il governo prende tempo: no al golden power sull’ingresso di Cdp

(Afp)
(Afp)

Il governo prende tempo sulla possibile multa a Telecom Italia per la violazione degli obblighi collegati alla normativa sui poteri speciali. In base al cronoprogramma predisposto dal comitato ad hoc, che affianca Palazzo Chigi nell’esercizio del «golden power», l’iter per l’eventuale sanzione all’ex monopolista si sarebbe dovuto concludere ieri. In zona Cesarini, però, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, sarebbe arrivata una proroga di trenta giorni che consente di scavallare il 24 aprile, la data in cui è fissata l’assemblea dei soci del gruppo di tlc nella quale dovrebbe andare in scena il redde rationem con cui il fondo attivista Elliott punta a stringere all’angolo Vivendi.

L’obiettivo, insomma, è attendere l’esito dell’assise, in cui anche la Cassa depositi e prestiti, schierata per presidiare gli interessi nazionali, giocherà la sua partita, forte del suo 4,26% , raggranellato anche muovendosi sul mercato over the counter e comunicato mercoledì alla Consob al superamento della soglia di rilevanza. Contestualmente Cdp ha poi notificato l’avvenuta acquisizione anche alla presidenza del Consiglio dei ministri. Una mossa evidentemente già nota al governo, ma la comunicazione si è resa necessaria in virtù della stessa disciplina del golden power (decreto 21 del 2012).

La legge, come si ricorderà, prevede infatti l’obbligo di notifica per chiunque rilevi una partecipazione superiore alla soglia prevista dall’articolo 120 del testo unico della finanza (il 2%), nonché al superamento di ulteriori asticelle (a partire dal 3 per cento). La spa di Via Goito si è quindi allineata al dettato normativo e il governo non ha perso tempo. Così, con un consiglio dei ministri straordinario convocato ieri, ha accordato il via libera alla Cassa con il mancato esercizio dei poteri speciali, come peraltro era già avvenuto a fine marzo per lo stesso fondo statunitense.

Tornando alla multa, invece, i tempi si dilatano ancora. Ma è bene chiarire che, in queste settimane, il gruppo di coordinamento e, soprattutto, il ministero dello Sviluppo Economico - cui spetta formalmente il compito di redigere la proposta per l’eventuale sanzione nei confronti dell’ex incumbent tricolore - non sono rimasti con le mani in mano, ma hanno chiesto il supporto dell’Autorità per le comunicazioni e dell’Avvocatura dello Stato (che nei giorni passati ha prodotto anche un’integrazione al parere già rilasciato nei mesi scorsi). Obiettivo: chiarire il quadro di applicazione della possibile sanzione, anche in considerazione del fatto che ci si muove su un terreno legislativo completamente nuovo e non privo di incertezze. Perché, se alla fine si arriverà alla multa, magari già con il nuovo governo insediato vista l’ulteriore dilazione, la decisione dovrà risultare comunque tecnicamente ineccepibile.

Sempre in tema di golden power, poi, a Palazzo Chigi si sarebbe esaminato ieri anche un primo resoconto delle prescrizioni imposte a Piaggio Aero e al fondo Mubadala alla luce della cessione, come noto, a Pac Investment del ramo d’azienda Evo (quello relativo agli aeromobili a uso civile P180) della società genovese. L’esecutivo avrebbe poi approvato anche un Dpcm integrativo del precedente - con cui a ottobre scorso sono stati esercitati i poteri speciali -, per sciogliere alcuni dubbi tecnici sulle misure richieste, tra cui la nomina, già effettuata dall’azienda, di un consigliere di amministrazione gradito al governo.

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