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Tim, nella guerra dei voti spuntano i fondi francesi: pacchetto fino al…

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elliott contro vivendi

Tim, nella guerra dei voti spuntano i fondi francesi: pacchetto fino al 5%

Il finanziere francese e capo di Vivendi, Vincent Bollor (Afp)
Il finanziere francese e capo di Vivendi, Vincent Bollor (Afp)
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Chi vincer tra Vivendi e il fondo Elliott all'assemblea Telecom del 24 aprile? Se si volesse scommettere, probilmente la vittoria francese sarebbe “pagata” molto di pi. Insomma, l'impressione, negli ambienti finanziari, che alla conta dei voti il peso dei nuovi azionisti, il fondo Elliott (8,8%) e Cdp (4,2%), insieme agli investitori istituzionali, risulter decisivo per mettere in minoranza il finanziere bretone Vincent Bollor (23,9%). Ci sono per delle variabili che potrebbero sparigliare le carte.

Due in particolare: l'affluenza effettiva all'assemblea del 24 aprile e il peso degli alleati “sconosciuti” di Vivendi. L'affluenza perch se la stessa sar contenuta, quel 23,9% dei francesi potrebbe pesare moltissimo.

Il peso degli alleati D'Oltralpe perch solo da inizio marzo quasi il 23% del capitale di Telecom Italia passato di mano e dunque qualcuno, oltre Cdp ed Elliott che insieme hanno il 13%, ha comprato.

Attesa affluenza superiore al 60%
Sul primo punto, e cio la stima della percentuale del capitale di Tim che si presenter in assemblea, torna utile ripercorrere le passate assemblee del gruppo telefonico, soprattutto quelle che si preannunciavano calde. In linea generale, negli ultimi 5 anni gli azionisti che si sono presentati all'appuntamento dell'assemblea hanno depositato titoli per un quantitativo superiore al 50%. Il picco si registrato a maggio del 2016 con il 60,48% del capitale presente in una adunanza peraltro priva di spunti straordinari. Nell'ultima assemblea dello scorso maggio la stessa affluenza stata del 58,75%, ma la stessa stata significativa perch Vivendi ha strappato una maggioranza all'ultimo voto con il 29% del capitale contro il 28,8% della lista Assogestioni. Insomma in quell'occasione la differenza l'hanno fatta gli astenuti (1,22%).

Se si guarda poi ancora pi indietro, a dicembre 2015, quando in gioco c'era la conversione dei titoli rnc, tanto voluta dai fondi, ma stoppata dai francesi emergono alcuni elementi di riflessione. In quell'occasione si trattava di un'assemblea straordinaria con una affluenza del 55,6%: l'operazione ha ottenuto il s del 62,5% del capitale presente (34,7% del capitale ordinario) che coincideva con tutti gli istituzionali presenti in assemblea e rappresentati dall'avvocato Dario Trevisan. Una maggioranza schiacciante rispetto al pacchetto dei francesi che all'epoca potevano contare sul 20,4% del capitale. Tuttavia l'astensione del gruppo di Bollor non ha permesso di raggiungere il quorum deliberativo previsto per le assemblee straordinarie, pari ai due terzi del capitale presente. Insomma il peso dei fondi era di gran lunga superiore, ma l'escamotage ha fatto passare la linea francese.

Tutto ci, peraltro, avvenuto in un momento in cui il libro soci di Tim non vedeva outsider che oggi sono rappresentati da Elliott, forte di un 8,8% del capitale, e dalla Cassa depositi e prestiti, con una quota del 4,2%. Un 13% in pi che si andrebbe a sommare alla forza degli istituzionali se non per intero almeno per una parte. Dunque, in linea del tutto teorica, e considerando che nelle partite che contano c' stata sempre una massiccia partecipazione dei fondi, l'assemblea del 24 aprile potrebbe vedere quasi il 70% del capitale di Tim all'adunanza. Un record che potrebbe penalizzare il fronte transalpino.

Il peso degli azionisti francesi
E se i francesi avessero altri appoggi nel capitale di Tim? La domanda legittima. Per almeno due buoni motivi. Il primo che da inizio marzo, e cio poco prima che il fondo Elliott uscisse allo scoperto, i volumi sul titolo Tim sono esplosi. Tant' che da allora stato scambiato quasi il 23% del capitale. Senza considerare dunque il pacchetto azionario del fondo attivista e quello del braccio finanziario del Tesoro, manca all'appello un 10% del capitale che potrebbe essere finito ovunque. Non solo. Nel capitale di Tim figura figura da tempo con una quota che oscilla tra lo 0,5% e lo 0,8%, Caisse des Dpts, l'omologa cassa e depositi francese. Come voter?

E ancora. Se si scorrono i principali soci d'Oltralpe nel libro soci di Tim si scopre, secondo i dati di Bloomberg, che insieme gli investitori istituzionali transalpini hanno quasi il 5%, dallo 0,44% di Financiere De L'echiquier allo 0,3% di Credit Agricole fino a Natixis ed exane (0,57%). Un pacchetto importante a cui si potrebbe sommare la quota della Cdp francese e che se allineato a Vivendi potrebbe portare il fronte anti Elliott vicino al 30%.

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