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Da Tim a Saipem alle nuove regole: le partite aperte della Consob

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Da Tim a Saipem alle nuove regole: le partite aperte della Consob

Il nuovo presidente della Consob, Mario Nava, al Salone del Risparmio (Ansa)
Il nuovo presidente della Consob, Mario Nava, al Salone del Risparmio (Ansa)

Mario Nava, responsabile della direzione generale per la stabilità finanziaria e dei mercati dei capitale (Fisma) della Commissione europea, debutta lunedì prossimo nelle vesti di presidente della Consob. Non farà in tempo a mettere piede negli uffici di piazza Verdi, a Roma, che sul tavolo si troverà dossier caldi che reclamano attenzione inerenti la contesa in atto per il controllo di Telecom Italia. Contesa nella quale ha preso apertamente posizione una società a controllo pubblico, la Cassa depositi e prestiti, rilevando una partecipazione del 4,2 per cento del capitale.

L’Authority è stata chiamata in causa già due volte dai legali del fondo Elliott: un esposto è stato presentato per denunciare l’anomalia delle dimissioni di 8 consiglieri del board di Telecom espressi da Vivendi, considerate «abusive» e strumentali a far decadere l’intero consiglio. La riprova è nella lista che l’azionista francese ha presentato per l’assemblea del 4 maggio, quando è prevista la nomina del nuovo board: figurano i nomi dei consiglieri dimissionari. Una nuova segnalazione è stata inviata sabato scorso: alla Consob è stato chiesto di vigilare sul fatto che sia lasciata la libertà agli azionisti di minoranza di esprimersi con il voto nell’assemblea del 24 aprile. Una mossa preventiva in vista del board di Telecom di lunedì scorso, quando è stato deciso il ricorso di urgenza contro la richiesta del collegio sindacale della società di integrare l’ordine del giorno dell'assemblea del 24 per consentire già in quella sede di votare su revoca e nomina di 6 consiglieri Telecom. La delibera del board è stata inviata all’Autorità.

Uno scontro serrato, dunque, sul quale Consob non potrà esimersi dal dare risposte. Probabilmente ben prima del 24 aprile la commissione sarà chiamata a dare qualche segnale.

L’attenzione della Consob sulle sociatà a matrice pubblica non si ferma al dossier Telecom. Due contestazioni sono già state inviate al management di Saipem, che nei giorni scorsi ha visto rinnovare il vertice con l’arrivo alla presidenza di Francesco Caio (Stefano Cao è confermato ad). Una relativa alla contabilizzazione di alcune voci del bilancio 2016 e un’altra relativa al prospetto per l’aumento di capitale varato due anni fa e basato su una serie di assunzioni del piano industriale che vengono messe in discussione.

L’arrivo di Nava coincide con il recepimento in Italia, avvenuto a inizio anno, della direttiva Mifid2 che introduce misure aggiuntive a tutela degli investitori e dota la Consob di quei poteri speciali spesso invocati in passato: la «product intervention», che consente di vietare il collocamento presso il pubblico di strumenti finanziari considerati troppo rischiosi, soprattutto per il risparmiatore. Sinora questi poteri non sono stati attivati: toccherà a Nava darne per la prima volta attuazione in Italia? È singolare il fatto che della possibilità di utilizzare un simile veto si sia a lungo discusso nell'ambito della commissione di inchiesta sulle banche a fine 2017. E questo perché le crisi bancarie hanno mietuto vittime, in termini di risparmio tradito, tra i sottoscrittori di bond bancari subordinati che venivano emessi per cercare di evitare il peggio da istituti sull'orlo del default. La Consob oggi potrebbe vietare il collocamento di quei prodotti. Bene: Nava nel suo incarico precedente, si è occupato molto di crisi bancarie, anche di quelle italiane, e delle operazioni di salvataggio di Mps e della liquidazione delle banche venete. Ha condiviso la linea, ritenuta intransigente in Italia, in base alla quale gli istituti italiano avrebbero dovuto e devono fare di più in termini di accantonamenti sugli Npl e sulla loro cessione. Cambierà il suo punto di vista una volta che sarà un vero e proprio arbitro, anche in virtù dei nuovi poteri, in queste partite?

La sfida più grande che si apre per Consob, però, è quella con il futuro. Nel sistema bancario la rivoluzione in atto, destinata a stravolgere l'intero business nell'arco di qualche anno, si chiama Fintech. A questa si accompagnano le transazioni su blockchain e su tutte le piattaforme similari che cominciano a monopolizzare le contrattazioni. L'Autorità è attrezzata per affrontare queste sfide? Sicuramente dovrà cambiare, in termini di skill professionali ma probabilmente anche in termini di organizzazione dell'istituzione. Anche il modo di vigilare e di uniformarsi alle norme si deve adeguare ai tempi. È ancora un volta dal settore bancario, e da quello assicurativo, che si propaga l'innovazione. Dopo il Fintech si fa strada il RegTech, che sfrutta le nuove tecnologie per gestire, in maniera agile ed efficace, le enormi banche dati degli istituti bancari e assicurativi, rendendo l’attività di regulatory management più semplice. L'obiettivo è quello di creare processi standardizzati in modo da accelerare tempi e ridurre costi. Per riuscirci, gli specialisti del RegTech sfruttano approcci altamente innovativi come quello dei big data, robotics, soluzioni applicative completamente integrate e allineate agli standard normativi.

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