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I listini europei resistono alla crisi siriana, a Milano bene le banche

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la giornata dei mercati

I listini europei resistono alla crisi siriana, a Milano bene le banche

Andamento titoli
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L’esplodere delle tensioni in Siria, colpita nel week end dai bombardamenti della coalizione formata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito, al momento non spaventa i listini azionari mondiali, che hanno ripreso le contrattazioni senza particolari scossoni. La tenuta degli indici europei (qui l'andamento) è stata favorita dalla buona giornata delle banche, grazie ai conti migliori delle attese annunciati da Bank of America, mentre le vendite hanno colpito in primo luogo i titoli del petrolio, con il greggio in discesa dai massimi toccati venerdì. Maglia nera del Vecchio Continente è stata Londra, zavorrata dal tonfo del gigante della pubblicità Wpp dopo le dimissioni dell’a.d. Martin Sorrell in seguito ai un’indagine condotta dall’azienda per comportamenti scorretti. A Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso invariato con le banche in evidenza: Ubi Banca ha guadagnato l'1,59%, Banca Pop Er l'1,01% e Banco Bpm lo 0,96%. Bene anche Leonardo - Finmeccanica (+1,56%), mentre Moncler (-1,12%) è stata colpita dalle prese di beneficio dopo aver toccato venerdì il nuovo top storico.

Sul mercato dei cambi, euro in rafforzamento a 1,2368 dollari (1,2331 venerdì in chiusura) e 132,65 yen (132,38), mentre il rapporto dollaro/yen è a 107,24 (107,35). Debole il petrolio: il future maggio sul Wti cede l’1,23% a 66,56 dollari al barile, mentre la consegna giugno sul Brent cede l’1,14% a 71,75 dollari. Venerdì, in seguito all’acuirsi della crisi siriana, il greggio aveva terminato le contrattazioni ai massimi da giugno 2015 per quanto riguarda il Brent (in area 72,6 dollari) e al top da dicembre 2014 per quanto riguarda il Wti.

Sotto i riflettori anche Telecom Italia: secondo le ricostruzioni di stampa, è attesa una affluenza molto elevata di soci nell'assemblea del 24 aprile prossimo (su cui pende comunque il ricorso presentato dalla società e da Vivendi sulle materie all'ordine del giorno) e questo quadro sembra favorire l'affermazione del fondo Elliott alla conta dei voti. Piatta Generali che ha completato la vendita delle sue attività a Panama e Colombia per 170 milioni di euro.

A Londra cade Wpp su uscita Ceo. Elliott entra in Whitbread

A Londra, in caduta il gigante della pubblicità Wpp dopo le dimissioni con effetto immediato del suo ceo Martin Sorrell dopo i risultati di una indagine condotta dall'azienda per comportamenti scorretti. Sempre nella City spicca il caso Whitbread, catena di hotel e ristoranti. Il fondo attivista Elliott ha comunicato di essere titolare di una posizione superiore al 6%: la mossa arriva a pochi mesi dalle pressioni sul management da parte dell'hedge Sachem Head per lo spin-off della catena Costa Coffee dal resto delle attività di ricezione e ristorazione.

Prese di profitto su petroliferi, C.Suisse ottimista su Saipem
Dopo il +8% per Wti e Brent nell'ultima settimana, accompagnato dal +2% circa dello Stoxx600 Oil&Gas sull'azionario, sono scattate le prese di beneficio su entrambe le asset class mentre gli investitori aspettano di capire quali evoluzioni ci potranno essere per la crisi siriana dopo i bombardamenti del week end guidati da Usa, Regno Unito e Francia. A Milano Tenaris e Saipem sono le peggiori del FTSE MIB dopo aver guadagnato rispettivamente il 5,1% e il 3,3% nell'ultima settimana. Per entrambe comunque, secondo gli analisti, lo scenario generale sembra promettente: su Tenaris Mediobanca Securities, alla luce dei dati settimanali Baker Hughes che segnalano un ulteriore incremento della perforazione negli Stati Uniti, resta positiva sul titolo perché ritiene che il miglioramento complessivo dei fondamentali del mercato petrolifero si tradurranno in un aumento dell'attività a cui si accompagna l'impatto dall'introduzione delle misure antidumping in Usa contro i produttori coreani di tubi. Su Saipem invece Credit Suisse ritiene che il gruppo così come TechnipFmc e SubSea possa beneficiare dall'incremento dei contratti visto il momento molto favorevole delle commesse (13 miliardi di dollari su progetti offshore da inizio anno, calcola il broker).

Frenata di Fca, ma l'attenzione del mercato resta alta

Frenata di Fca dopo i recenti rialzi. Il mercato guarda al dossier Marelli e aspetta il piano di giugno, valutando inoltre le indicazioni emerse nel corso dell'assemblea degli azionisti di venerdì: dall'ultima seduta di marzo le quotazioni sono salite del 16% circa a fronte di un movimento al rialzo del 2% circa lo Stoxx Euro600 delle quattroruote. L'ottimismo del management sulla capacità di ottenere in Nord America margini più alti rispetto ai competitor e l'apertura del ceo Sergio Marchionne alla distribuzione di un dividendo o a piani di acquisto di azioni proprie una volta centrato l'obiettivo di azzerare il debito netto sono stati i messaggi più apprezzati tra quelli forniti in occasione della adunanza dei soci ad Amsterdam. «Se avremo la piacevole sorpresa il primo giugno», ovvero l'azzeramento del debito industriale netto del gruppo, «il dividendo apparirà in futuro», ha detto ad Amsterdam. Alcune case di investimento ipotizzano che questo possa già avvenire nel 2019 e Intermonte, prendendo come riferimento i grandi costruttori globali, pensa che il payout possa attestarsi tra il 20% e il 40%.

Bank of America: +30% utile I trim. a 6,9 miliardi $, sopra le stime
Intanto sul fronte dei risultati delle grandi banche Usa, nel primo trimestre 2018 Bank of America ha visto salire l'utile netto del 30%, superando le previsioni degli analisti. A sostenere i risultati sono i cambiamenti introdotti dalla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump l'anno scorso: il settore bancario, dopo i salati oneri una tantum registrati nel trimestre precedente, e' ora tra quelli che traggono maggiore beneficio dall'abbassamento dell'aliquota corporate. Ulteriore aiuto arriva dal progressivo rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Federal Reserve: Bank of America, come le rivali, genera profitti dalla differenza tra quello che paga sui depositi e quello che incassa sui prestiti. Nei tre mesi a marzo, la banca di Charlotte ha riportato profitti netti per 6,92 miliardi di dollari, 62 centesimi per azione, contro i 5,34 miliardi, 45 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso e meglio dei 59 centesimi attesi dagli analisti. Il fatturato dell'istituto guidato da Brian Moynihan si è attestato a 23,125 miliardi, in crescita del 4% rispetto ai 22,25 miliardi del primo trimestre 2017 e anche in questo caso sopra i 23,06 miliardi previsti.

Spread BTp-Bund in lieve calo a 127 punti base

Chiusura in frazionale calo per lo spread tra BTp e Bund, sul mercato secondario dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il titolo decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco si ferma nel finale a 127 punti base contro i 128 punti del finale di venerdì sera. Fermo il rendimento del decennale italiano all'1,80% del closing precedente.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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