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Tim, scende in campo anche Consob

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la sfida a vivendi

Tim, scende in campo anche Consob

Telecom riunisce oggi l’ennesimo consiglio straordinario. Questa volta per rispondere alla Consob, che ha inviato una richiesta di informazioni ai sensi dell’articolo 114 del Tuf. Si tratta di informazioni da rendere pubbliche sul mercato, sia con un comunicato sia con documenti da allegare al materiale informativo della prossima assemblea del 24 aprile. A quanto stato possibile ricostruire, le informazioni riguarderebbero le dimissioni presentate “in massa” da sette consiglieri in quota Vivendi il 22 marzo scorso, subito dopo le dimissioni rassegnate da Giuseppe Recchi con effetto immediato a causa di sopraggiunti incarichi lavorativi all’estero. Recchi a parte, la sostanza che la maggioranza del board ha ritenuto di rispondere alle richieste del fondo Elliott (revoca e nomina di sei consiglieri) convocando un’altra assemblea, il 4 maggio, per rinnovare integralmente il cda con il voto di lista.

I cinque consiglieri in quota Assogestioni si erano dissociati, allora e successivamente, facendo mettere a verbale le loro motivazioni che solo parzialmente sono state riassunte nel comunicato stilato dagli stessi amministratori di minoranza. I quali, in sintesi, hanno denunciato l’illegittimit delle delibere del cda prese a maggioranza con il voto determinante dei revocandi che non avevano denunciato il loro conflitto d’interessi (a sottrarsi al voto di revoca). Quasi tutti sono stati poi riproposti nella lista di Vivendi per il 4 maggio, con l’eccezione di Recchi - che non poteva essere pi disponibile - e di Flicit Herzog, la cui indipendenza stata messa in forse da una pregressa consulenza con il gruppo Bollor. Il terzo nome cambiato quello del cfo di Vivendi, Herv Philippe, che nell’elenco stato sostituito da un altro manager del gruppo, Stphane Roussell, gi presente nel board di Tim al primo ingresso dei francesi.

Sul punto in corso una contesa legale, con Tim e Vivendi che hanno fatto ricorso d’urgenza al Tribunale di Milano (procedimento assegnato ieri a Elena Riva Crugnola) per contrastare la decisione del collegio sindacale di riammettere all’ordine del giorno del 24 i punti richiesti da Elliott che il board Telecom, a maggioranza, aveva invece ritenuto superati.

Il mercato - finora non si registrano voci discordanti - si schierato dalla parte del fondo attivista Usa che lamenta, da parte del gruppo che fa capo a Vincent Bollor, una gestione insoddisfacente e minata da continui conflitti d’interesse. Tant’ che Telecom, prima che scattasse la corsa a posizionarsi, aveva sottoperformato il settore con uno sconto che non accennava a riassorbirsi. La contesa si snoda per in questa fase soprattutto sul piano tecnico-legale e i veri obiettivi non sono ancora chiari. Supponendo che Elliott riesca a piazzare i suoi sei candidati il 24 aprile, 45 giorni dopo si ritrover a dover affrontare una nuova assemblea per la richiesta - scontata - da parte di Vivendi di tornare al voto sul rinnovo del consiglio. Vivendi non si capisce perch voglia proprio andare allo scontro il 4 maggio, quando invece nominando in assemblea a fine aprile i due consiglieri che mancano ad arrivare a 15 avrebbe la possibilit di mantenere quattro non indipendenti nel board. Se va come sembra - il proxy advisor Iss ieri ha raccomandato di votare per la lista di Elliott il 4 maggio - Vivendi rischia infatti seriamente di finire in minoranza anche nella seconda adunanza dei soci. In questo caso avrebbe s cinque posti in consiglio ma, per le regole statutarie su genere e indipendenza, potrebbe contare solo su due non indipendenti, Amos Genish e Arnaud de Puyfontaine. Franco Bernab, che stato riproposto come terzo nome espressamente con le deleghe su sicurezza e Sparkle, dovrebbe farsi da parte. Verrebbero eletti, oltre ai primi due, Marella Morelli, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo. Affermandosi come maggioranza, Elliott avrebbe invece dieci posti in cda rispetto ai sei che ha prenotato per il 24 aprile. Evidentemente entrambi gli sfidanti stanno ancora giocando a carte coperte.

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