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Cina e Fmi danno slancio all'Europa, Milano chiude a +1,37 con…

la giornata dei mercati

Cina e Fmi danno slancio all'Europa, Milano chiude a +1,37 con le banche

Andamento titoli
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Chiusura in deciso rialzo per i principali mercati europei con sorpasso sul finale della borsa di Francoforte che ha strappato a Piazza Affari la maglia rosa per la prestazione di giornata. Milano ha chiuso infatti a +1,37% mentre il Dax è salito dell’1,57%. Bene anche Londra (+0,50%) e Parigi (+0,76%). Al “sentiment” di giornata ha contribuito in primis la crescita superiore alle attese del pil cinese nel primo trimestre del 2018 (+6,8%) mentre è risultata ininfluente la debole performance dello Zew tedesco, sceso in aprile sotto le attese a -8,2 punti. Positive invece le notizie giunte dall’altro lato dell’Atlantico dove il Fondo Monetario Internazionale ha confermato al 3,9% le stime di crescita dell’economia globale per il 2018 e il 2019 ma ha alzato quelle del 2018 per l’Italia all’1,5%, un decimo meglio delle proiezioni di gennaio. L’Italia rimane tuttavia fanalino di coda in Europa per il tasso di crescita e per il prossimo anno è atteso un rallentamento all’1,1%. Positivo anche l’impatto dell’apertura di Wall Street sulla scia degli ottimi risultati trimestrali riportati da gruppi del calibro di Goldman Sachs e Netflix. Fra i titoli buona prova dei bancari dopo l’accordo Intesa Sanpaolo (+0,94%) con Intrum sugli npl. La palma per la migliore prestazione di giornata è andata a Fca (+3,7%) e Cnh Industrial (+2,95%) .

La maxi offerta per gli Npl Intesa fa volare le banche, Banco Bpm capofila
Brilla tutto il comparto bancario a Piazza Affari dopo la maxi offerta di Intrum sugli Npl di Intesa Sanpaolo con gli operatori che adesso scommettono su un effetto domino sugli altri istituti italiani. La proposta, che sarà valutata oggi dal cda dell'istituto, riguarda due operazioni distinte: il 49% della piattaforma di servicing di Intesa (valutato 500 milioni) e 10,8 miliardi lordi di crediti in sofferenza, che saranno oggetto di cartolarizzazione e vengono valutati 3,1 miliardi (cioè il 28,7% del valore lordo). Il tutto genererebbe per Ca' de Sass - che oggi in Borsa recupera l'1% a 3,1 euro - una plusvalenza di 400 milioni di euro. Ma a salire, come detto, è tutto il settore delle banche a Piazza Affari con Banco Bpm capofila seguito da Bper, Ubi Banca e Unicredit l'1%. Il motivo? Secondo Equita, «la cessione dell`attività di servicing di Intesa apre la strada ad altri deal simili anche perché la regolamentazione aumenta gli standard di performance richiesti dal regolatore sul recupero degli Npl». Al momento, ricorda la stessa Equita, Unicredit, Intesa e Mps hanno già ceduto le piattaforme di recupero, mentre Banco Bpm, Ubi e Bper gestiscono internamente l'intero processo. «Riteniamo molto probabile che anche queste banche decidano di mettere sul mercato i rispettivi business in modo da realizzare capital gain e accelerare il derisking, riducendo così ulteriormente il rischio regolamentare», aggiunge il broker: secondo i suoi calcoli, ipotizzando un pricing per l`attività di recupero degli Npl simile a quello annunciato da Intesa Sanpaolo, la valutazione dei business in questione potrebbe risultare di circa 200 milioni per Banco Bpm e 90 milioni per Ubi e Bper.

Strappa Cnh dopo sentenza Corte Suprema su passività pensionistiche

Cnh Industrial ha chiuso in rialzo del 2,96% a 10,23 euro sulla scia di una sentenza favorevole della Corte Suprema americana del 20 febbraio 2018 - resa nota questa notte - in base alla quale il gruppo ha annunciato che modificherà il meccanismo di calcolo delle passività pensionistiche. Ciò porterà ad un beneficio pre-tasse di 500-550 milioni (che in base agli US Gaap, secondo gli analisti, transiterà ad equity nell`arco di 4/5 anni). Per gli analisti di Mediobanca, che giudicano il titolo outperform con target price a 13 euro, si tratta comunque di un impatto pari al 3% dell'attuale capitalizzazione di Cnh che dovrebbe essere computata dagli analisti quando valuteranno il gruppo con il metodo della somma delle parti.

Mediobanca promuove Fca, avanza il titolo

Chiusura da prima della classe per Fiat Chrysler Automobiles, che dopo la battuta d'arresto di ieri (-0,78%) ha chiuso oggi con un +3,7% a 19,57 euro, Dopo l'assemblea di venerdì scorso, che ha approvato il bilancio 2017, e durante la quale il ceo, Sergio Marchionne, ha aperto la porta a un possibile ritorno al dividendo in futuro, è scattato il conto alla rovescia per i conti del primo trimestre 2018. Fca pubblicherà i risultati trimestrali giovedì 26 aprile e Marchionne terrà una conference call. Questa mattina gli analisti di Mediobanca hanno confermato il giudizio 'outperform' con target di prezzo a 22 euro, indicando che il primo trimestre è comunque il più debole per il gruppo a causa del tipo di attività e i prossimi catalizzatori per il gruppo sono la presentazione del nuovo piano industriale al 2022 e lo spin-off di Magneti Marelli. Per gli analisti di Piazzetta Cuccia, tornando al primo trimestre 2018, Jeep continuerà a guidare l'aumento dei margini, aspettandosi un Ebit di gruppo in rialzo del 9% su anno a 1,67 miliardi di euro, nonostante l'attesa di un calo delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo di un anno fa e un effetto cambi più sfavorevole. Nel trimestre, invece, l'indebitamento industriale netto dovrebbe salire leggermente rispetto alla fine del 2017.

Bene Snam, si avvicina conquista della greca Desfa

Chiusura positiva anche per Snam che ha guadagnato lo 0,66% dopo la forte accelerata nella gara per il 66% dell'operatore greco Desfa, in cui il gruppo guidato da Marco Alverà ha sostanzialmente ipotecato la vittoria come capoguida di un corsorzio che include Fluxys ed Enagas con un'offerta che secondo i media greci si aggira attorno a 535 milioni di euro. In una nota ai clienti, Credit Suisse ha sottolineato come l'operazione è in linea con la strategia internazionale di Snam e avviene a una valutazione interessante (anche se la banca d'affari sollecita maggiori dettagli sulla Rab di Desfa).

Notizie positive dal fronte macro americano

In marzo i nuovi cantieri negli Stati Uniti sono saliti dell'1,9%, superando le stime, così come ha battuto le previsioni la componente sui permessi per costruire, cartina al tornasole del futuro andamento del mercato immobiliare, sono aumentati del 2,5%. E' un segnale positivo, di rafforzamento del real estate, trainato dalla costruzioni di condomini. Positiva anche la performance della produzione industriale che in marzo è cresciuta dello 0,5%, un decimo in più delle attese degli analisti mentre il tasso di utilizzo degli impianti si è attestato al 78%, un decimo sopra il consensus.

Euro chiude in lieve calo, invariato il petrolio

Sul fronte dei cambi, l'euro ha chiuso a quota 1,2342 dollari (da 1,236 ieri in chiusura) e a 132,23 yen (da 132,6). Dollaro/yen a 107,14 (da 107,24). Per quanto riguarda il petrolio, il wti con consegna maggio ha chiuso invariato a 66,23 dollari al barile.

Migliora lo spread a 124.9 punti

Chiusura in miglioramento per lo spread che ha terminato a 124,90 contro i 127 punti della chiusura di ieri. il rendimento in chiusura è fissato all'1,76% contro l'1,80% dell'ultima rilevazione di ieri.

Borsa Tokyo: si allentano tensioni in Medio Oriente, Nikkei chiude invariato
Chiusura poco variata per la Borsa di Tokyo, che ha beneficiato dell'allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della pausa nella fase di apprezzamento dello yen. L'indice Nikkei ha terminato con un rialzo marginale pari allo 0,06%, a quota 21.847,59, con un guadagno di 116 punti, mentre il più ampio Indice Topix ha ceduto lo 0,4% a 1.729,98 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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