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Milano aggiorna i massimi da 3 mesi, + 2,2% in una…

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La giornata dei mercati

Milano aggiorna i massimi da 3 mesi, + 2,2% in una settimana. Tim regina di seduta

Andamento titoli
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Nonostante il freno del settore petrolifero, le Borse europee consolidano, con una performance di contenuto incremento, i rialzi settimanali e guardano agli appuntamenti dei prossimi giorni con le riunioni della Banca centrale europea e della Bank of Japan e ai dati sul Pil di Usa per il primo trimestre. Con l'eccezione di Francoforte, debole, i principali indici chiudono positivi e Piazza Affari sale di un altro 0,16%, portando a +2,2% circa il saldo sull'intera settimana, e il Ftse Mib aggiorna i massimi da tre mesi esatti. La giornata dei mercati finanziari è stata caratterizzata ancora da vendite consistenti sui titoli di Stato, con il rendimento del Treasury a 10 anni in area 2,93%, e dal rafforzamento del dollaro (sotto quota 1,23 euro a 1,2277) a conferma di un clima più orientato a scommettere sull'accelerazione dell'inflazione dopo la volatilità degli ultimi giorni sulle materie prime. L'altro focus è stato il vertice di Gedda, in Arabia Saudita, tra i Paesi Opec e gli altri grandi produttori di greggio per discutere la conferma degli accordi sui tetti produttivi a sostegno dei prezzi dell'oro nero: sui lavori si è inserito il tweet del presidente Usa Trump che ha criticato le strategie del «cartello» e ha innescato le vendite sul barile di petrolio dopo i massimi da oltre 3 anni toccati in settimana. Il Wti cede lo 0,7% a 67,8 dollari al barile, il Brent lo 0,7% a 73,2 dollari (segui qui l'andamento del petrolio).
Tornando all'azionario, gli acquisti si sono concentrati su tlc, costruzioni e banche. A Milano ancora Telecom Italia regina (+1,6%) alla vigilia della decisione del Tribunale di Milano sui ricorsi presentati in merito all'ordine del giorno della assemblea dei soci del 24 aprile, primo teatro dello scontro tra Elliott e Vivendi. Bene Ubi (+1,5%) tra i bancari. Vendite su Campari (-2,5%) e Cnh (-1,8%). Exploit Astaldi (+8%): gruppi giapponesi e indiani guardano al costruttore romano per possibili partnership azionarie e industriali. Fuori dal Ftse Mib in evidenza il settore delle torri con i balzi intorno al 5% messi a segno da Inwit e da EiTowers.
Sull'intera settimana Piazza Affari è stata la migliore (+2,14%) seguita da Parigi (+1,8%) e da Londra (+1,4%). Netto rialzo per il settore delle materie prime, bene anche costruzioni e l'oil&gas.

Banche positive, Generali chiude la settimana vivace
Complessivamente positiva la performance delle banche italiane (+0,66% l'indice di riferimento): oltre a Ubi, in evidenza Bper (+1%), Intesa Sanpaolo (+0,76%) e Banco Bpm (+0,71%). Generali (+1%) ha completato una settimana vivace in cui il titolo è stato sotto i riflettori sia per l'assemblea annuale, e il focus sulle posizioni dei soci italiani, sia per l'accordo per la cessione delle attività in Belgio.

Utility in evidenza, pioggia di vendite su St

In evidenza anche le utility (+1% Italgas, +0,8% Snam e Terna), mentre ha sofferto il comparto petrolifero a cominciare da Saipem (-0,8%) e da Eni (-0,3%). Ottava da dimenticare per StMicroelectronics (-1,5%) investita dalle vendite che hanno interessato il settore tecnologico e in particolare quello dei semiconduttori dopo le stime deludenti diffuse da Taiwan Semiconductor Manifacturing : la prossima settimana il gruppo italo-francese diffonderà i numeri trimestrali.

Beni Stabili si allinea a prezzi dell'offerta targata Fonciere des Regions

Beni Stabili ha guadagnato il 3,75% portandosi a 0,7575 euro e avvicinandosi ai prezzi dell'offerta annunciata dalla sua controllante Fonciere des Regions per realizzare una fusione tra le due società: le azioni della società francese hanno chiuso le contrattazioni a 88,75 euro. Il rapporto di cambio proposto è di 8,5 FdR per mille Beni Stabili ordinarie (post cedola).

Franco svizzero sotto 1,20 euro ma banca centrale non cambia policy

Sul fronte valutario il franco svizzero rimane in chiusura di giornata sotto la soglia di 1,20 rispetto all'euro (ora scambia a 1,1971), ovvero la soglia indicata nel 2011, nel pieno della crisi greca, come invalicabile dalla banca centrale svizzera. All'epoca il rapporto fra euro e franco, che alla nascita della moneta unica era di 1,60 franchi svizzeri per un 1 euro, era arrivato alla parità e questo minacciava di produrre gravi conseguenze sull'economia elvetica. La decisione fu dunque quella di annunciare che non si sarebbe più tollerato un apprezzamento del franco svizzero sotto quota 1,20, una strategia mantenuta in vita fino al gennaio 2015 attraverso pesanti e costosi interventi sul mercato valutario per calmierare l'apprezzamento del franco tramite l'acquisto di valute estere.

Nel gennaio 2015 tuttavia questa strategia era diventata troppo costosa e fu abbandonata all'improvviso consentendo un immediato apprezzamento del franco che addirittura superò la parità con l'euro. Per cercare di contrastare il fenomeno, la banca centrale svizzera abbasso' i tassi sui depositi a -0,75%, rendendo dunque poco conveniente acquistare e depositare i franchi presso la banca centrale per gli investitori stranieri. Nonostante questo ci sono voluti circa 3 anni per tornare a quella soglia di 1,20 che era stata abbandonata nel gennaio del 2015 e ora la banca centrale non ha alcuna intenzione di cambiare la propria linea di azione.

Il 23 stacco cedola per 7 big di Piazza Affari

Saranno sette big del Ftse Mib e altrettante quotate sugli altri listini di Piazza Affari a inaugurare lunedì la stagione dei dividendi che, nel suo primo giorno, farà arrivare agli investitori oltre due miliardi di euro di cedole. L’assegno più importante sarà quello staccato da Unicredit, circa 715 milioni di euro, che pagherà 32 centesimi per azione (1,78% circa il rendimento lordo ai prezzi attuali) seguito da quello da quasi 500 milioni di euro che sarà distribuito da Luxottica (1,01 euro e yield lordo dell’1,9%). Sotto il profilo del rendimento, ai valori attuali è Finecobank a risultare più appetibile (2,9% circa). Gli altri stacchi tra le quaranta società a maggiore capitalizzazione sono quelli di Ferrari, Recordati, Cnh Industrial e Prysmian: l’incidenza sull’indice Ftse Mib in apertura sarà pari allo 0,36%. Fuori dal paniere Ftse Mib, attenzione soprattutto a Banca Mediolanum, che staccherà il saldo da 20 centesimi di un dividendo complessivo di 40 centesimi (per un rendimento totale del 5,6%) ma anche sugli stacchi da 1 euro di De Longhi, Banca Ifis e Autostrade Meridionali.

BTp: spread con Bund recupera e termina a 119 punti base
I BTp decennali scambiati sul secondario telematico recuperano terreno nella seconda parte di seduta rispetto ai Bund in una giornata in cui hanno prevalso le prese di beneficio su tutto il comparto del reddito fisso europeo. Nel finale il differenziale di rendimento tra il titolo decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco è indicato a 119 punti base dai 120 punti base dell'avvio (118 punti alla chiusura di giovedì). Ritraccia la rotta anche il rendimento del benchmark decennale italiano che ha aperto all'1,79% e ha chiuso all'1,78% confermando il valore della vigilia. I Bonos rendono l'1,28 per cento.

( Il Sole 24 Ore Radiocor)

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