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Wells Fargo, multa da un miliardo $ per la truffa su polizze auto e…

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Wells Fargo, multa da un miliardo $ per la truffa su polizze auto e mutui

Assicurazioni stipulate all’insaputa dei clienti che chiedevano un prestito per acquistare l’auto. E «fee» che venivano caricate in automatico nei conti di chi apriva un mutuo per la casa per poter così dichiarare tassi di interesse più bassi. Per questi motivi Wells Fargo ha patteggiato con le autorità americane il pagamento di una maxi-multa da un miliardo di dollari, la più alta comminata sotto l’amministrazione Trump, nonostante i tanti proclami del presidente a favore della deregulation finanziaria, in attesa della legge che verrà.

L’Agenzia governativa per la protezione finanziaria dei consumatori (Cfpb), guidata peraltro dal repubblicano conservatore dei Tea party Mich Mulvaney, accusato finora dai democratici per la lentezza delle sue decisioni, assieme all’Agenzia governativa che regola l’attività bancaria (Occ) hanno deciso una doppia sanzione combinata di 500 milioni di dollari nei confronti della banca.

Gli investigatori delle due Agenzie governative hanno scoperto, ad esempio, che nei mutui aperti per l’acquisto dell’auto, molto frequenti negli Stati Uniti, la banca aveva stipulato migliaia di polizze auto non richieste. Molti di questi clienti in ragione dei costi maggiori caricati non riuscivano a ripagare il loro debito e andavano in default costretti, grazie a questa frode, a restituire l’auto alla banca che ci guadagnava due volte, rivendendola. La stessa maestria veniva applicata nei mutui immobiliari, offerti a tassi più bassi rispetto alle banche concorrenti: in questo caso per recuperare, agli inconsapevoli clienti venivano caricati costi occulti, pagamenti una tantum e non giustificati, per poter così dichiarare tassi di interesse più bassi rispetto a quelli effettivi praticati.

Per Wells Fargo, che è la terza banca americana con oltre mille miliardi di asset, lo scandalo è stato enorme in termini di reputazione. «Abbiamo intrapreso queste azioni data la severità delle mancanze riscontrate e delle violazioni della legge», afferma in una nota l’Agenzia governativa che controlla le banche:  «Abbiamo riscontrato mancanze nella compliance della gestione del rischio» con l'adozione di pratiche «avventate e non sicure». «Anche se abbiamo ancora del lavoro da fare, l’accordo mostra che condividiamo con le autorità le stesse priorità e siamo impegnati a lavorare con loro» dice il nuovo amministratore di Wells Fargo, Timothy Sloan, chiamato all’arduo compito di ripulire l’immagine dell’istituto di credito. L'annuncio della maxi sanzione è solo l'ultimo in ordine temporale delle autorità americane contro Wells Fargo. Lo scorso febbraio la banca è stata oggetto di una decisione senza precedenti da parte della Fed che, notando «diffusi abusi a danno dei consumatori», le ha imposto di non crescere oltre i 1.950 miliardi di dollari di asset che aveva alla fine del 2017.

Dopo essere emersa dalla crisi, Wells Fargo è stata travolta da diversi scandali, che hanno intensificato l'esame delle autorità sull'istituto. Il maggiore è stato quello dei conti finti aperti all'insaputa di 3,5 milioni di clienti. Da lì i problemi si sono allargati a macchia d'olio, travolgendo l'istituto e innescando anche diversi cambi al vertice.

La maxi sanzione, questa volta, era attesa. Per questo il titolo in Borsa è salito. Il presidente Trump che a parole vorrebbe trasformare il settore finanziario e del credito in una sorta di prateria libera, un far west senza le regole scritte dalla Dodd-Frank e volute dal suo predecessore Barack Obama dopo la crisi dei mutui subprime, nel dicembre scorso in un tweet aveva indicato la via: «Sanzioni severe per le cattive azioni contro i propri clienti». Così è stato.

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