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la giornata dei mercati

Piazza Affari (+0,64%) più forte dell'effetto cedole. Telecom giù

Andamento titoli
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Chiusura in positivo per Piazza Affari nonostante l’effetto cedole (-0,36% complessivo) che ha pesato sulle performance di sette big del paniere delle blue chips. Il listino milanese è riuscito a tenere il passo delle altre principali piazze borsistiche europee che hanno tutte beneficiato dell’indebolimento dell’euro, sceso nell’arco di pochi giorni da un rapporto di parità con il dollaro fissato a 1,24 a quota di poco sopra 1,22. Il FTSE MIB ha chiuso a +0,64% mentre Parigi ha preso lo 0,48%, Francoforte lo 0,25% e Londra lo 0,33%. Sul fronte macro, l’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona è sceso leggermente in aprile a 56 punti dai 56,6 in marzo mentre negli Stati Uniti le vendite di case esistenti sono crescite in marzo dell’1,1%, sopra le attese del consensus. Sul fronte geopolitico si respira un maggiore senso di ottimismo dopo l'annuncio da parte della Corea del Nord di uno stop unilaterale ai testi missilistici e nucleari in vista dei colloqui bilaterali con la corea del Sud. Fra i titoli da registrare il ribasso del 2,17% fatto registrare da Luxottica su cui pesava tuttavia un effetto stacco pari all’1,9%.

Fca balza del 2%, Morgan Stanley non crede in addio Marchionne

Solida performance invece per Fiat Chrysler Automobiles che ha guadagnato il 2,11% grazie anche a un’analisi sul titolo di Morgan Stanley in cui si osserva come non sembra esserci al momento un chiaro percorso di selezione del successo di Sergio Marchionne nell’arco per i prossimi 12 mesi. «Non saremmo sorpresi – scrivono gli analisti della banca americana – di vederlo rimanere come il boss».

Tim giù: per il rinnovo del cda si va al 4 maggio
Telecom Italia chiude in rosso dopo la decisione del Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso presentato dalla società e dal suo socio di controllo Vivendi in merito all'ordine del giorno dell'assemblea che si terrà domani: pertanto sarà l'assemblea degli azionisti già convocata per il 4 maggio prossimo a determinare il rinnovo dell'intero consiglio di amministrazione dell'azienda di telecomunicazioni. Fuori dal Ftse Mib, pesanti Juventus Fc e Ovs.

Unicredit chiude a +0,93% nonostante stacco cedola

Fra gli altri titoli che hanno staccato la cedola, da segnalare il rialzo dello 0,93% messo a segno da Unicredit grazie anche al giudizio positivo espresso da diversi broker in vista dei conti trimestrali che saranno esaminati dal cda il prossimo 9 maggio. Gli analisti di Barclays hanno portato la raccomandazione da "equalweight" a "overweight" alzando a 19,5 euro il target di prezzo mentre per gli analisti di Deutsche Bank, Unicredit è il titolo preferito nel settore bancario italiano. Fra gli altri titoli in stacco cedola, da segnalare Cnh Industrial (-0,59%), Ferrari (-0,08%), FinecoBank (+0,16%), Prysmian (-0,93%) e Recordati (-0,60%).

Bene Saipem (+0,87%) dopo annuncio nuovi ordini

Nel comparto petrolifero, rialzo dello 0,87% per Saipem dopo che il gruppo di servizi per l'oil&gas ha annunciato venerdi a mercati già chiusi l'aggiudicazione di contratti nel drilling offshore (perforazione nelle acque norvegesi) e nell'engineering&costruction offshore (lavori di smantellamento nel Mare del Nord e lavori di ingegneria, costruzioni e installazione nel Golfo Arabico) per complessivi 190 milioni di dollari

Ubs scivola a Zurigo, giù Fresenius che dice no ad acquisto Akorn
Nel resto d'Europa, prese di beneficio su Ubs (-2,5%) che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 1,5 miliardi di franchi svizzeri (+19%). A Francoforte cade del 4% Fresenius che ha rinunciato al progetto di acquisizione dei laboratori farmaceutici americani Akorn accusando la società di violazioni ai regolamenti dell'Agenzia Usa del farmaco. Ad Amsterdam, balzo del 5% per Philips Kon dopo la pubblicazione della trimestrale che ha visto l'utile scendere del 27% a 94 milioni di euro a causa di oneri di ristrutturazione e acquisizione ma anche di un più elevato costo del debito: il gruppo ha fornito indicazioni sulle prospettive a 3 anni aspettandosi un incremento tra il 4% e il 6% del giro d'affari nel periodo 2017-20. A Londra infine balzo del 13% per Capita Group sebbene il gruppo abbia riportato perdite in aumento nell'ultimo trimestre e abbia svelato un piano di aumento di capitale da 701 milioni di sterline.

Dati macro Usa: salgono vendite case esistenti e pmi manifatturiero

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti a marzo sono salite dell'1,1% a un tasso annualizzato di 5,60 milioni di unita'. Gli analisti attendevano un incremento a 5,55 milioni di unita'. Su base annuale l'indice ha invece fatto registrare un calo dell'1,2%. Il prezzo mediano di una casa esistente a marzo e' cresciuto su base annua del 5,8% a 250.400 dollari . L'indice Pmi già relativo ad aprile è invece salito a 56,5 punti dai 55,6 del mese precedente.

Euro chiude in calo a 1,2218, scende anche lo spread

Sul fronte dei cambi, l’euro ha chiuso a 1,2218 da 1,2288 venerdì sera mentre il rapporto di parità con lo yen è fissato a 132,63. Dollaro/yen a 108,55. In calo infine il prezzo del greggio che risente dell’apprezzamento del dollaro. Un barile di greggio wti viene scambiato a 67,95 dollari, in calo dello 0,67% rispetto alla chiusura di venerdì. In calo del 2% anche lo spread che ha terminato a 216 punti

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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