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Saipem: segnali di ripresa, pronti ad alleanze mirate

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disco verde al nuovo cda

Saipem: segnali di ripresa, pronti ad alleanze mirate

(Ansa)
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Il secondo mandato di Stefano Cao al vertice di Saipem, con l’innesto di Francesco Caio alla presidenza al posto di Paolo Andrea Colombo, comincia senza particolari scossoni, almeno a giudicare dai numeri con cui ieri l’assemblea dei soci - presente il 61,9% del capitale - ha approvato il nuovo board. Così la lista presentata congiuntamente da Eni e Cdp Equity (che controllano, rispettivamente, il 30,5% e il 12,5%) ha raccolto il 70,93% dei consensi, con l’asticella salita poi al 93,68% quando all’assise è stato chiesto di esprimersi sulla nomina di Caio. Che entra così, oltre a Cao, nel cda, dove siederanno altresì Claudia Carloni, Leone Pattofatto, nonché gli indipendenti Paolo Fumagalli e Maria Elena Cappello (estratti dalla lista Eni-Cdp), mentre, in rappresentanza delle minoranze, sono stati designati Federico Ferro-Luzzi, Ines Maria Lina Mazzilli e Paul Simon Schapira, tutti in possesso dei requisiti di indipendenza.

A valle dell’assemblea, che ha accordato il proprio ok anche a un programma di buyback fino a un massimo di 38,5 milioni di euro (a supporto del piano di incentivazione 2016-2018 già licenziato dai soci nell’aprile 2016), il cda ha quindi sancito la nomina di Cao, lasciando inalterato l’equilibrio tra ad e presidente con la conferma «delle attribuzioni già in essere nel corso del precedente mandato consiliare». Come dire che, per ora, non ci saranno rivoluzioni nell’assetto del vertice, chiamato a proseguire il delicato processo di ristrutturazione e rilancio avviato da Cao fin dal suo arrivo alla guida.

Il ceo ha perciò ribadito davanti agli azionisti quanto sottolineato in occasione dei conti trimestrali diffusi nei giorni scorsi. «La Saipem ha sempre avuto la capacità di capire nella sua storia e identificare quali erano quei segmenti e quei settori che potessero appunto consentirle di continuare nella propria storia di successo», ha spiegato il top manager per poi aggiungere come questo «è un tema che è stato aggressivamente rilanciato dal management con il supporto del cda» e «un processo che vede in qualche maniera la luce alla fine del tunnel». Il ceo ha poi rimarcato che, in questo momento, per il mercato petrolifero vede «dei segnali deboli di ripresa» e che Saipem è pronta a cogliere eventuali opportunità sul mercato per accordi o joint venture su particolari settori di business.

Cao è quindi tornato sul confronto con la Consob che, come noto, ha contestato il bilancio 2016 e il prospetto informativo sull’aumento di capitale del 2016: la società ha depositato il 27 aprile il ricorso al Tar del Lazio contro la delibera dell’Authority sui conti. Allo stesso tempo, Cao ha precisato che il gup di Milano, lo scorso 11 aprile, ha fissato per il prossimo 16 ottobre l’udienza preliminare in merito all’indagine sul profit warning del 2013 accogliendo le richieste di rinvio a giudizio. Il ceo ha altresì chiarito che il cda non ha deliberato alcuna azione di responsabilità su quel versante.

Infine, un passaggio sulla chiusura del contenzioso con Sonatrach sollevato da un socio in assemblea che ha chiesto ragguagli sull’entità dell’accordo. «L’importo della transazione - ha replicato Cao - non è stato comunicato. La transazione è stata contabilizzata nel bilancio 2017 e pagata nel corso del primo trimestre 2018 ed è comprensiva del pagamento dell’arbitrato Lpg. L’indicazione dell’importo tra i 150 e i 200 milioni dollari (riportata dallo stesso azionista, ndr) è stata fornita dall’ad di Sonatrach».

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