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Risparmio, virtù e rischi delle famiglie italiane

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IL PORTAFOGLIO

Risparmio, virtù e rischi delle famiglie italiane

L’Italia sta uscendo dalla crisi? Forse. Intanto il Rapporto sulla stabilità finanziaria 2018 di Bankitalia mette in evidenza segnali incoraggianti per i risparmiatori italiani e al tempo stesso sottolinea anche i possibili rischi che potrebbero minare la crescita e la tenuta dei mercati. Secondo l’analisi dell’organo di vigilanza la situazione finanziaria delle famiglie rimane solida. Il debito si mantiene stabile rispetto al reddito disponibile e su livelli molto contenuti nel confronto internazionale. La quota di debito detenuta dai nuclei più vulnerabili resta su valori bassi rispetto al passato.

Stanno crescendo i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni e a fronte di ciò i tassi di interesse sui mutui continuano a diminuire. Le famiglie ne traggono vantaggio anche ricontrattando le condizioni applicate ai prestiti già in essere. L’anno scorso sono stati rinegoziati circa il 6% dei finanziamenti e continua ad aumentare la quota dei mutui a tasso fisso, meno esposti al rischio tassi.

Anche sul fronte dei consumi lo scenario è in miglioramento e, grazie ai bassi tassi di interesse e alla crescita del reddito disponibile, le famiglie italiane oggi registrano minori difficoltà a ripagare i debiti. L’incidenza dei prestiti deteriorati sui finanziamenti in essere è infatti diminuita all’8,7%. Le proiezioni del modello di microsimulazione di Banca d’Italia indicano che alla fine del 2018 la quota di famiglie vulnerabili e l’incidenza dei loro debiti sul totale sarebbero pari, rispettivamente, all’1,8 e all’11,4%: circa la metà rispetto ai valori (3,1 e 24,2%) del 2008, all'inizio della crisi finanziaria.

Il rapporto sottolinea come in uno scenario particolarmente avverso, caratterizzato da un rialzo dei tassi di interesse di 200 punti base e da una riduzione del tasso di crescita del reddito nominale di 4 punti percentuali, l’incidenza del debito delle famiglie vulnerabili aumenterebbe al 13,4 per cento. Le famiglie con le maggiori difficoltà sarebbero quelle residenti nel Mezzogiorno e quelle più giovani gravate da un mutuo.

I bilanci delle famiglie sono oggi più solidi, rafforzati dal possesso di attività finanziarie poco rischiose e facilmente liquidabili. Nel 2017 la ricchezza finanziaria lorda pro capite ha superato 70mila euro, un valore di poco inferiore al livello massimo raggiunto prima della crisi. In questo contesto prosegue la ricomposizione del portafoglio: crescono i depositi e il risparmio gestito mentre continuano a non essere rinnovati gli ingenti volumi di obbligazioni bancarie in scadenza. È sul fronte dei mercati finanziari che rimangono oggi i maggiori rischi. Il rapporto di Bankitalia mette infatti in guardia sui possibili focolai di instabilità a cui è bene che i risparmiatori facciano estrema attenzione.

La crescita robusta dell’economia globale sta mitigando i rischi per la stabilità finanziaria ma i mercati azionari e obbligazionari appaiono particolarmente esposti a eventi economici e geopolitici inattesi, che potrebbero innescare variazioni anche ampie dei prezzi dei titoli. Bankitalia ricorda che in diverse economie, sia avanzate sia emergenti, i bassi tassi di interesse hanno favorito la crescita dell’indebitamento delle imprese non finanziarie, soprattutto di quelle con merito di credito contenuto. In caso però di un’accelerazione del rialzo dei tassi di interesse a lungo termine potrebbero verificarsi problemi di rifinanziamento per le società più indebitate. Il rapporto di Bankitalia pone poi l’accento sui rischi legati alla volatilità delle criptovalute. All’inizio del 2018 il loro valore ha raggiunto i 660 miliardi di euro (poco meno dell’1% della capitalizzazione di tutte le Borse) per dimezzarsi poi in poche settimane. Il volume non è tale da alimentare rischi rilevanti per la stabilità finanziaria, ma è un altro fattore a cui i risparmiatori dovranno sempre più prestare molta attenzione.

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