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In arrivo il nuovo BTp Italia: quando conviene

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In arrivo il nuovo BTp Italia: quando conviene

Il prossimo 14 maggio andrà in collocamento la tredicesima emissione del BTp Italia, il titolo di Stato indicizzato all’inflazione concepito per gli investitori retail: può essere un buon momento per fare il punto sulla gestione dei propri risparmi. Qualcuno potrebbe anche prendere in considerazione questo strumento come alternativa al conto corrente tradizionale, che in pratica non rende nulla e ha dei costi di gestione: una scelta che, spiegheremo dopo, non è adatta a tutti.

Convenienti con inflazione dallo 0,8% in su
C’è da dire che l’inflazione particolarmente bassa, in questa fase, rende poco attrattivi i titoli indicizzati a partire dai BTp Italia già in circolazione. A oggi serve un’inflazione tra lo 0,8 e lo 0,9% media per renderli convenienti a scadenza rispetto ai titoli ordinari e l’ultimo dato è fermo allo 0,7 per cento.

Da questo punto di visto sono più attrattivi i BTp indicizzati all’inflazione europea, che viaggia sopra l’1 per cento, anche se il mercato non fa sconti. «Ha senso - spiega Gianni Lupotto, ad Alfa Scf - detenere una quota di bond indicizzati in portafoglio se l’investitore vuol mettersi al riparo dall’inflazione, che in futuro potrebbe rialzare la testa. Solo la scadenza 2024 del BTp a oggi ha un rendimento reale positivo e quindi è adatto in futuro per qualsiasi scenario si prospetti».

La forbice tra Usa ed Europa
Mentre negli Stati Uniti l’inflazione ha ripreso a salire oltre il 2%, in Europa le dinamiche sono molto più lente. In particolare, non vedendo un aumento significativo dei prezzi, la Bce continua a essere molto più prudente nella comunicazione rispetto alla Fed. Detto questo, in un’ottica di medio termine l’indice dei prezzi è destinato a rialzare la testa dagli attuali livelli. «In questa fase d’incertezza - spiega Luca Rescigno dell’ufficio studi di Marzotto Sim - i titoli indicizzati all’inflazione sono per un investitore obbligazionario conservativo un’ottima opportunità d’investimento, avendo un minor rischio tasso ((duration più bassa dei titoli a tasso fisso, ndr) e beneficiando di un eventuale aumento dell’inflazione sopra le attese».

Cedola reale intorno allo 0,5%
Il nuovo BTp Italia in collocamento tra pochi giorni avrà scadenza 2026. Sulla base del rendimento del BTp nominale di pari scadenza e ipotizzando una break even inflation dello 0,95%, quella dell’ultima emissione del BTp Italia in circolazione, è probabile una cedola reale intorno allo 0,5%. Vedremo poi nei prossimi giorni come evolverà il mercato: il tasso reale minimo garantito verrà comunicato l’11 maggio.

Treasury più attrattivi ma c’è il rischio cambio
Molto più attrattivi in termini di rendimento sono i titoli governativi dell’area dollaro. Il Treasury biennale offre addirittura il 2,5% e rappresenta un’opportunità senza andare a investire sui titoli indicizzati. La variabile più imprevedibile è legata però al rischio cambio. Una svalutazione del dollaro può vanificare gli effetti della cedola. Secondo Rescigno, poi, «rispetto ai Tips (i bond Usa indicizzati all’inflazione, ndr), il cui rendimento ad inflazione attesa è ben allineato con i Treasury, i BTp Italia offrono al momento un rendimento atteso di circa 40 punti superiore ai BTp a tasso fisso con scadenza equivalente». Il rendimento atteso del BTp Italia viene calcolato sommando al rendimento reale del titolo l’inflazione attesa (implicita nel livello degli inflation swap con scadenza equivalente): oggi ad esempio per le scadenze a 4 anni è superiore all’1,2%.

Strumento non privo di rischio
Il BTp Italia resta uno strumento di investimento, che ha l’obiettivo di proteggere dall’inflazione con una cedola reale garantita e preferibilmente da portare a scadenza. Non può essere un’alternativa tout court al conto corrente, che ha come obiettivo di rendere disponibile sempre la liquidità senza subire perdite. «Se vediamo le oscillazioni di prezzo del BTp Italia ottobre 2020 dall’emissione - continua Lupotto - notiamo che i valori sono passati da 100 a 106,6. Ci sono delle fasi in cui il titolo ha perso uno o due punti in poche settimane. Il rischio di perdite, non compensate da cedole molto basse, è alto e quindi non è paragonabile al comportamento del conto corrente da cui ci si aspetta zero volatilità». Il BTp Italia ha delle componenti di rischio che non lo rendono pienamente confrontabile con un conto corrente. Per chi vuol puntare su una gestione della liquidità più remunerata l’alternativa al conto corrente tradizionale resta in primo luogo il conto di deposito.

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