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Freeda Media: investitori internazionali per il round da 10 milioni

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Freeda Media: investitori internazionali per il round da 10 milioni

Finanziamento da 10 milioni di dollari per Freeda Media, la startup che ha lanciato un progetto editoriale dedicato alle donne tra i 18 e i 34 anni. Il round serie A è stato guidato dal fondo francese Alven Capital al quale si sono affiancati anche diversi investitori privati. In particolare hanno partecipato all’aumento di capitale la società di investimenti U-Start che ha contribuito con circa 2 milioni di dollari raccolti da vari family office italiani, e i business angels Stefano Sala (Publitalia), Henri Moissinac (ex head of mobile di Facebook) e Paloma Castro Martinez (ex global director corporate affairs di Lvmh). Il round arriva dopo 18 mesi dalla nascita di Freeda Media e segue un precedente finanziamento di 3,5 milioni di euro sottoscritto a settembre 2016 da Ginevra Elkann, Mario Gianani e Lorenzo Mieli. «Grazie a questo nuovo finanziamento puntiamo a espandere la società oltre il mercato italiano, motivo che ci ha spinto anche a cercare investitori internazionali» spiega Gianluigi Casole, co-fondatore della startup assieme a Andrea Scotti. La prima tappa di questo processo di espansione sarà la Spagna visto che, come precisa Casole «c’è un bacino potenziale di oltre 100 milioni di donne che parlano lo spagnolo e partire da lì potrebbe aprirci le porte del Sud e anche del Nord America dove la popolazione di lingua spagnola è la seconda più numerosa».

Oltre all’espansione all’estero, nei progetti della startup c’è anche la volontà di creare nuovi contenuti da distribuire su piattaforme terze come Amazon o Netflix. «Al momento siamo nella fase di sviluppo – precisa Scotti – e nei prossimi mesi presenteremo queste iniziative editoriali». Grazie a questi nuovi progetti e al consolidamento del mercato italiano dove Freeda ha al momento oltre 20 milioni di utenti unici al mese, la startup si propone di quadruplicare il proprio fatturato: «A oggi – rivela Scotti - abbiamo 1,3 milioni di like su Facebook, quasi 600mila su Instagram e ogni giorno i nostri post raggiungono oltre 3 milioni di persone. Abbiamo chiuso il primo anno con un milione di euro di revenue e contiamo di aumentare questa cifra di 4/5 volte nel corso di quest’anno».

Nato poco più di un anno fa, Freeda Media risponde all’esigenza individuata dai due soci di «riempire un vuoto nel mercato dell’informazione femminile che aveva finora tenuto ai margini le ragazze tra i 18 e i 34 anni». Un target cui la startup ha scelto di rivolgersi in una forma inedita, caratterizzata dall’assenza di un sito web navigabile: i contenuti, sia testuali che video, sono solo sulle pagine Facebook e Instagram dove vengono ospitate anche campagne pubblicitarie di aziende partner che sono oggi alla base del suo modello di monetizzazione. «Nonostante ciò, il contenuto pubblicitario – chiarisce Scotti – oggi pesa solo per il 10% sui nostri contenuti e stiamo anche valutando nuove forme di capitalizzazione come prodotti, eventi o esperienze a pagamento».

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