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generazioni a confronto

In Francia nel mondo del business è l’ora della “generazione Macron”

Nel mondo del grande business in Francia è scoccata l’ora dei quarantenni. Tanto che c’è già chi parla della presa del potere da parte di una «generazione Macron», destinata a sostituire la generazione Sarkozy, con una nuova classe dirigente più allineata al 40enne presidente della Repubblica che punta a rilanciare il ruolo della Francia in Europa e nel mondo. I primi segnali concreti della svolta generazionale riguardano la nomina di quattro top manager al vertice di quattro grandi gruppi industrali e finanziari: Publicis Groupe Sa, Carrefour Sa, Rothschild e Vivendi. I quattro nuovi chief executive officer hanno in media un’età compresa tra i 37 e i 46 anni, livello ben inferiore ai 59 anni di media dei componenti dei consigli di amministrazione delle società francesi quotate che fanno parte dell'indice Cac 40.

In Italia si è molto parlato del passaggio di testimone al vertice di Vivendi con l’uscita di scena di Vincent Bollorè a favore del figlio Yannich, accreditato di migliori rapporti con il presidente Macron. Motivazione possibile ma tutta da verificare, a differenza dell'evidente esigenza di Vincent Bollorè di abbandonare la guida del gruppo a fronte dell'inchiesta penale su un presunto caso di corruzione in Africa relativa alle società di famiglia.

È certo però che il mondo del business in Francia sta andando verso una svolta generazionale, cui non sono estranee le relazioni del 40enne Macron, arrivato alla politica dalla porta principale di ministro dopo una breve esperienza come banchiere d’affari in Rothschild. E proprio Rothschild è uno degli epicentri finanziari del salto generazionale con l’ascesa al vertice del 37enne Alexandre de Rothschild al posto del 75enne padre David, banchiere di lungo corso e tra i più influenti tra le due sponde dell'Atlantico. Un rinnovamento “temperato” dall’approdo in Rothschild di un banchiere d’esperienza come il 54enne Francois Perol che è stato nominato managing partner e co-presidente del comitato esecutivo della banca.

Macron al dibattito a Stasburgo


La successione al vertice di Rothschild era pianificata da tempo ma certamente la nomina al vertice del giovane Alexandre, praticamente coetaneo di Macron, può ulteriormente migliorare le performance della banca d’affari che, secondo recenti dati Thomson Reuters, è quella che nel corso del 2017 ha meno risentito della concorrenza delle big Usa nell’m&a mantenendo una quota di mercato superiore al 50% nelle fees assegnate ad advisor francesi. Un mercato ricco e destinato a crescere, nelle attese degli osservatori finanziari, soprattutto nelle acquisizioni dalla Francia verso l'estero. Già nel 2017, dopo l’insediamento di Macron, le attese di una politica pro-business e di tagli alle tasse delle aziende, ha portato l’attività di M&a in Francia al record decennale di 226 miliardi di euro, con il 56% di operazioni dalla Francia verso l'estero (al record dal 2000).
Parte della generazione Macron viene considerato anche Athur Sadoun, 45 anni, che da un anno è diventato presidente e ceo di Publicis, colosso pubblicitario che in Borsa capitalizza oltre 14 miliardi di euro. Sadoun è succeduto a Maurice Levy, artecipe nei precedenti ternta anni della internazionalizzazione del gruppo. Al nuovo ceo spetterà la complessa sfida dello sviluppo del business nella nuova era digitale.

Praticamente coetaneo di Sadoun è anche Alexandre Bompard, classe 1972, che da luglio del 2017 è diventato presidente e direttore generale di Carrefour, il secondo più grande gruppo distributivo del mondo. Diplomato all'Ena, la celebre École Nationale de l'Administration, Sadoun è stato per un breve periodo consigliere tecnico di François Fillon, allora Ministro degli affari sociali, lavoro e solidarietà, da aprile dicembre 2003.Per poi passare al settore televisivo, con incarichi manageriali in Canal+ e poi in Europe 1 e Europe 1 Sport, fino a diventare pdg del gruppo Fnac che ha pilotato alla quotazione in Borsa nel 2013.

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