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Leonardo, ricavi in crescita del 3,8%. L’utile resta…

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i risultati del primo trimestre

Leonardo, ricavi in crescita del 3,8%. L’utile resta stabile a 50 milioni

Gli addestratori M346, un «bestseller» di Leonardo
Gli addestratori M346, un «bestseller» di Leonardo

Ricavi in crescita del 3,8% grazie alla divisione elicotteri, utili tutto sommato stabili a quota 50 milioni. Istantanee dalla trimestrale di Leonardo, varata oggi dal cda dell’azienda di aerospazio e difesa controllata dal Tesoro il cui cda, sotto la guida del presidente Gianni De Gennaro. E in più arriva la conferma per la guidance 2018 e nasce Leonardo International.
I ricavi della ex Finmeccanica si sono attestati a 2.451 milioni, mentre gli ordini sono a quota 2.164 milioni, in calo del 18,2% rispetto al 2017 quando erano stati contabilizzati gli ordini acquisiti nell’Aeronautica per l’attività di supporto alla flotta dei velivoli Efa. Numeri «sostanzialmente in linea» con quelli del trimestre 2017 corrispondente. Gli altri dati riguardano il portafoglio ordini, che si attesta a 33.360 milioni di euro rispetto ai 33.637 milioni del dicembre 2017; l’Ebita, pari a 153 milioni con una limatura rispetto ai 155 del primo trimestre 2017 e l’Ebit, pari a 121 milioni contro i 123 dei tre mesi corrispondenti.

I risultati del primo trimestre 2018 di Leonardo

Free opeating cash flow negativo
Registra un risultato negativo, invece, il freee operating clash flow (Focf) che mostra un rosso per 1.057 milioni, un valore, commenta il gruppo, «in linea con la usuale tendenza del gruppo a registrare significativi assorbimenti di cassa nei primi trimestri, mentre il dato del primo trimestre 2017 beneficiava in misura eccezionale dell’apporto del contratto Efa Kuwait, con l’incasso nel trimestre del secondo anticipo». L’assorbimento di cassa ha ovviamente impatto sull’indebitamento netto del gruppo che sale a 3.595 milioni.

Risultati «in linea con le attese»
«I risultati del primo trimestre 2018 sono in linea con le attese», ha commentato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profum. «E, come previsto, gli Elicotteri mostrano segnali di ripresa. Siamo focalizzati sull’esecuzione del Piano Industriale: abbiamo approvato la creazione di Leonardo International con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri, facendo leva sul modello One Company, per garantire una presenza unitaria nei confronti dei clienti e di tutti gli stakeholders».

“Abbiamo approvato la creazione di Leonardo International con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri facendo leva sul modello One Company”

Alessandro Profumo, ad di Leonardo 

L’andamento del primo trimestre del 2018 evidenzia i primi positivi segnali di ripresa della divisione elicotteri «a conferma della bontà del percorso intrapreso». Sull’elettronica di difesa il periodo in esame è caratterizzato da volumi di ricavi in linea con quanto registrato nell’analogo periodo del 2017 e da una redditività in flessione per effetto, in particolare, del diverso mix di attività sviluppate nel periodo.

Nuovi ordini per l’aereonautica
Sul versante aereonautica, dal punto di vista commerciale il primo trimestre 2018 è stato caratterizzato dall’acquisizione di alcuni importanti ordini sia nella divisione velivoli, tra cui si cita quello per la fornitura al ministero della Difesa della Polonia di ulteriori quattro velivoli M346 Advanced Jet Trainer che si aggiungono agli otto già in servizio presso l’Aeronautica militare polacca, sia nella divisione aerostrutture che ha ricevuto ordini per la fornitura di 100 sezioni di fusoliera B787 e di 21 fusoliere Atr. Dal punto di vista produttivo, nel corso del primo trimestre 2018 sono state effettuate consegne pari a 35 sezioni di fusoliera e 22 stabilizzatori per il programma B787 (nel primo trimestre 2017 consegnate 35 fusoliere e 20 stabilizzatori), e 20 fusoliere Atr (dieci nel primo trimestre 2017). Per le produzioni C-27J è stato completato un velivolo destinato all’Aeronautica Militare slovacca. Sullo spazio, il minor risultato del trimestre rispetto a l 2017 è riconducibile ai maggiori costi per attività di ricerca e sviluppo registrati nel periodo, relativi in particolare a piattaforme satellitari di nuova generazione.

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