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Mustier: «UniCredit in anticipo sul piano e l’Italia guida la…

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Mustier: «UniCredit in anticipo sul piano e l’Italia guida la crescita degli utili»

  • – di Alessandro Graziani
Il Ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier (Ansa)
Il Ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier (Ansa)
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«I risultati di questi tre mesi del 2018 ci consegnano il miglior primo trimestre degli ultimi undici anni. Segno che il piano è efficace e che il management team sta lavorando bene in gruppo. Ma la nostra maratona non è finita, non è il tempo del giro di campo dopo la vittoria. Teniamo i piedi per terra, abbiamo ancora molto lavoro da fare». Il chief executive officer di UnicreditJean Pierre Mustier è soddisfatto della velocità del turnaround della banca ma non intende staccare il piede dall’acceleratore. La Borsa ha accolto con favore risultati che sono in anticipo rispetto alle tappe del piano triennale. In particolare gli investitori vedono con soddisfazione l’anticipo dei tempi del rundown della non core bank (dal 2025 al 2021) spostando così il focus sui risultati della Core bank che nel primo trimestre ha realizzato un Rote del 10,4% e ha visto scendere l’Npe ratio al 4,7%.

Visto che i target del piano Transform 2019 sono in anticipo, è possibile che il nuovo piano venga anticipato?
In questa fase siamo fortemente impegnati ad attuare Transform 2019. I passi successivi arriveranno quando la gran parte degli obiettivi del piano attuale sarà stata raggiunta.

Il piano procede a ritmo spedito come dimostrano le azioni di derisking e il taglio dei costi. Ma come vi state muovendo sul piano dei ricavi?
Il dato più significativo di questo trimestre è per me la ritrovata forza del network della banca. A livello di gruppo abbiamo erogato in tre mesi 5,1 miliardi di prestiti addizionali, rispetto ai 9,6 miliardi dell’intero 2017. In netta crescita anche le commissioni da servizi di investimento e servizi transazionali. Segno che commercialmente la banca ha ripreso a girare a pieno regime. E a conquistare quote di mercato, come in Lombardia dove siamo saliti dell’1%.

A sorpresa ora è l’Italia ad andare meglio della Germania. Il ritorno sul capitale allocato è del 14% mentre in Germania è del 7,5%...
Al netto di diversi elementi stagionali, è vero che in Italia il turnaround è più visibile e procede più velocemente del previsto. Credo sia possibile migliorare ancora, quando andrà completamente a regime il previsto piano di riduzione dei costi.

Non teme, come i mercati sembrano segnalare negli ultimi giorni, una fase d’incertezza legata all’insediamento del futuro Governo tra Lega e M5S?
Se guardiamo all’andamento dei mercati da inizio anno, la Borsa italiana è quella che ha realizzato la migliore performance in Europa. Finora dunque i mercati ci hanno detto di non avere timori. Come banca non commentiamo la politica, ma certo il nuovo Governo lavorerà nell’interesse del Paese. E per quanto riguarda le banche non esiste più in Italia alcun rischio sistemico.

Vincent Bolloré è azionista di Mediobanca. Nei giorni scorsi è stato indagato in Francia per presunti reati in Africa e in Italia è stato sconfitto dal fondo Elliott nel rinnovo del cda Tim. Crede che questo comporterà novità nell’azionariato di Mediobanca?
Non vedo cambiamenti nè novità. Per quanto ci riguarda, la partecipazione era ed è un investimento finanziario. Siamo soddisfatti dei risultati di Mediobanca, lasciamo che il management lavori con successo.

Periodicamente investitori e Autorità di Vigilanza tornano a puntare su ipotesi di aggregazioni bancarie, anche cross border. Vi considerate protagonisti del riassetto futuro?
È presto per dire cosa accadrà tra qualche anno. Il nostro piano è basato su presupposti di crescita organica e siamo solo al chilometro 18 di una maratona lunga 42. Anche se stiamo procedendo ad un ritmo sostenuto, il piano va realizzato completamente.

Nei giorni scorsi avete reagito duramente alle illazioni di un hedge fund che ha messo in discussione la compatibilità dei cashes con il capitale primario Cet1. Come risponde?
Abbiamo già risposto che i cashes sono con trasparenza noti da sempre agli investitori e a tutti i Regolatori che li hanno validati. Sono coerenti con le regole passate e con quelle attuali e non prevediamo, in nessuna circostanza, impatti sul nostro Cet1. C’è solo da aggiungere che abbiamo segnalato la vicenda alle autorità e che stiamo valutando iniziative legali a tutela della banca e di tutti gli stakeholders.

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