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BTp Italia ai raggi X: pro e contro del bond che scommette…

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da oggi il collocamento

BTp Italia ai raggi X: pro e contro del bond che scommette sull’inflazione

E con questa sono 13. Da oggi a mercoledì il Tesoro collocherà presso il pubblico retail la nuova edizione del BTp Italia. Come per tutti gli altri (il primo risale al 2012 ai tempi della crisi dello spread) sarà indicizzato all’inflazione italiana e prevede un premio fedeltà (per chi lo mantiene fino a scadenza) dello 0,4%. Come per tutti i titoli di Stato il prelievo fiscale sulle cedole è agevolato, pari al 12,5% anziché del 26% che vige su sulle rendite finanziarie degli altri strumenti (conti di deposito, azioni, ecc.).

A differenza del BTp Italia numero 12, lanciato lo scorso novembre, il Tesoro ha deciso di allungare la durata: da 6 a 8 anni. Questo spiega il motivo per cui il tasso minimo garantito reale (a cui aggiungere poi di volta in volta il tasso di inflazione per ottenere il tasso nominale) è un po’ più alto di quello fissato sei mesi fa: dallo 0,25% precedente ora siamo saliti allo 0,4%.

BTP ITALIA
Tutte le emissioni del BTp indicizzato all'inflazione italiana

Va detto che la scelta di allungare la durata è stata sostanzialmente un passo obbligato. Considerando che oggi un BTp a 6 anni non indicizzato all’inflazione paga sul mercato secondario un rendimento dell’1% (scontando una break-even inflation dello 0,95%), se il Tesoro avesse scelto la durata di 6 anni anche per il nuovo BTp Italia avrebbe dovuto proporlo a un tasso reale minimo garantito dello 0,05%/0,1%. Un livello francamente poco appetibile che avrebbe probabilmente penalizzato ulteriormente una domanda che nelle ultime edizioni si è rivelata in ogni caso in calo rispetto ai fasti delle prime emissioni per questo tipo di prodotto.

LA CURVA DEL DEBITO IN ITALIA
I tassi dei titoli di Stato sulle varie scadenze (Fonte: Ufficio Studi Il Sole 24 Ore)

Per cercare di capire quanto possa oggi convenire per un piccolo risparmiatore questo strumento il ragionamento non può che volgere sulle aspettative di inflazione. Sul mercato secondario i BTp con durata residua 8 anni pagano in questo momento l’1,35%. Questo spiega agevolmente la scelta di Via XX Settembre di fissare il tasso reale minimo garantito allo 0,4%, proprio perché basato su un’ipotesi di break even inflation - ovvero il tasso d'inflazione implicito nelle quotazioni di un titolo indicizzato che permette al rendimento a scadenza di uguagliare quello di un bond a cedola fissa non indicizzato - pari allo 0,95% (la stessa stima su cui si è basata l’emissione del BTp Italia di novembre).

Considerando gli ultimi dati sull’inflazione al momento la stima risulta per eccesso dato che l’indice dei prezzi al consumo ha terminato il 2017 allo 0,7% e ad aprile 2018 è calato allo 0,5% su base annua. Di questo passo sarà difficile centrare le previsioni del Fondo monetario internazionale che si aspetta un’inflazione in Italia per il 2018 acquisita all’1,6%. Se così fosse, e ipotizzando che anche le stime sul 2019 (1,3%) e fino al 2023 (tra l’1,4% e l’1,6%) risultino credibili, la scommessa del BTp Italia acquistato oggi potrebbe essere vinta.

INFLAZIONE IN ITALIA
Storico (2007-2017) + aspettative (2018-2023). (Fonte: Ufficio Studi Il Sole 24 Ore)

Ma se l’inflazione non dovesse ripartire e dovesse galleggiare intorno agli attuali livelli puntare su un titolo indicizzato all’inflazione con una durata molto ampia (8 anni) potrebbe rivelarsi poco efficiente.

L’inflazione è come il colesterolo. C’è quella buona (da salari) e quella cattiva (generata da aumento delle materie prime). Per rendere la 13esima edizione del BTp Italia interessante all’interno di un portafoglio diversificato è necessario che l’economia e la politica spingano la prima tipologia, con azioni indirizzate all’aumento dei salari. È questo quello a cui dovrà guardare nei prossimi anni, più che i monitor delle quotazioni finanziarie, chi oggi punta sul BTp Italia.

twitter.com/vitolops

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