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Facebook, il peggio è passato: in Borsa torna ai livelli…

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DOPO CAMBRIDGE ANALYTICA

Facebook, il peggio è passato: in Borsa torna ai livelli pre-datagate

Nemmeno due mesi. Lo scandalo Cambridge Analytica sembrava l'inizio dell'apocalisse per Facebook. A metà marzo, in Borsa il titolo precipitò vertiginosamente, bruciando un centinaio di miliardi di dollari in poco tempo. A distanza di 55 giorni, però, il gap è stato ricolmato, e il titolo Facebook è tornato ai livelli pre datagate. Ieri, sulla piazza americana, le azioni del social network sono state battute a 185,53 dollari: esattamente il valore del 16 marzo scorso, quando lo scandalo Cambridge Analytica non era ancora esploso.

La capitalizzazione di mercato dell'azienda di Menlo Park è tornata a valori importanti, sui 530 miliardi di dollari, dopo che il caos sui dati l'aveva fatta precipitare intorno ai 440 miliardi. E di conseguenza, la ripresa in borsa ha giovato anche alle tasche di Mark Zuckerberg, in rapida ascesa nella Bloomberg Billionaires Index. Oggi il Ceo di Facebook si riprende la quarta posizione fra i paperoni del mondo, dietro a Jeff Bezos, Bill Gates e Warren Buffet. Il patrimonio di Zuck viaggia adesso sopra la quota dei 76 miliardi di dollari, mentre il 27 marzo scorso, nel periodo più caldo dello scandalo, era “precipitato” a quota 62 miliardi.

Due mesi difficili
I dati finanziari dicono che per Facebook la tempesta è finita. Ma la storia invita alla prudenza. Il capitolo dati personali è un vulcano sempre acceso, e a Menlo Park ne conoscono i pericoli. Zuckerberg e i suoi hanno passato due mesi difficili. Sicuramente i più complessi della storia recente di Facebook. Il caso Cambridge Analytica ha catalizzato le attenzioni di mezzo mondo sul social network, e sono emerse tutte le ombre dell'algoritmo che ha fatto le fortune di Zuck. Il Ceo è stato chiamato a comparire davanti al Congresso Usa, è stato costretto a uscire allo scoperto ammettendo a più riprese gli errori commessi. Addirittura qualcuno ne ha messo in discussione anche la sua carica, all'interno del board. Zuckerberg ha retto l’urto. La piattaforma ha rilasciato una dozzina di aggiornamenti, tutti protesi a rendere più sicuro il trattamento dei dati degli utenti (con adeguamenti obbligati per gli utenti Europei, visto l'arrivo del Gdpr). E oggi, nel frenetico mondo digitale, questa storia sembra appartenere già al passato.

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Una trimestrale salutare
La rapida ripresa finanziaria di Facebook è dovuta principalmente a una trimestrale che andata al di là delle stime degli analisti. Nei primi tre mesi dell'anno Facebook ha registrato utili per azione da 1,69 dollari, contro gli 1,35 previsti e gli 1,04 di un anno fa, buoni per un totale che ha sfiorato i cinque miliardi, in rialzo del 63 per cento. Il giro d’affari ha registrato a sua volta un incremento vicino al 50% e ai 12 miliardi, rispetto agli 11,41 miliardi previsti. Anche il numero mensile degli utenti è aumentato senza soste, ne sono arrivati altri 70 milioni gonfiando i ranghi a 2,2 miliardi. Numeri che hanno consentito a Facebook di riemergere in fretta. In attesa di un futuro imperscrutabile.

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