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Piazza Affari chiude poco mossa e aspetta novità sul nuovo Governo

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la giornata dei mercati

Piazza Affari chiude poco mossa e aspetta novità sul nuovo Governo

Andamento titoli
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Piazza Affari ha chiuso poco sopra la parità una giornata vissuta nell’attesa di sviluppi nel confronto tra Movimento 5 Stelle e Lega per la formazione del nuovo Governo. L’incertezza politica, che sembra destinata a protrarsi per alcuni giorni, ha condizionato l’andamento delle quotazioni, consigliando prudenza agli investitori. Il FTSE MIB ha chiuso così a +0,26%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, Pirelli & C ha guidato i rialzi in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali. Bene anche Davide Campari e Banca Pop Er, mentre Azimut ha continuato a risentire dei dati di bilancio deludenti comunicati giovedì. Nel resto del listino, i numeri del trimestre hanno invece sostenuto ancora Banca Mps, mentre Bialetti è affondata dopo che i revisori di Kpmg non hanno certificato il bilancio 2017 della società.

L'incertezza è stata il tema dominante della giornata anche sui mercati azionari europei, combattuti tra le tensioni in Medio Oriente e l'allentarsi dello scontro commerciale tra Stati Uniti e Usa, che sta sostenendo da parte sua le quotazioni di Wall Street. Il presidente americano Donald Trump, del resto, ha deciso di lavorare con il presidente cinese Xi Jinping per aiutare l'azienda cinese ZTE a rimettersi in piedi. Un mese fa gli Usa avevano impedito ai gruppi americani di fornire componentistica a all'azienda. Tornando al Medio Oriente, nei giorni scorsi il consigliere alla Sicurezza nazionale americano, John Bolton, ha indicato la possibilità di sanzioni da parte degli Stati Uniti nei confronti delle aziende europee che faranno affari con l'Iran, dopo l'uscita degli States dall'accordo sul nucleare con Teheran. Desta inoltre preoccupazione la scelta degli States di spostare a Gerusalemme la propria ambasciata, con Ivanka Trump e il marito Jared Kushner che inaugureranno la nuova sede.

Btp Italia, ordini già oltre soglia 1 miliardo euro
Sul fronte del debito pubblico italiano, gli ordini per il nuovo BTp Italia offerto da oggi dal Tesoro hanno già superato la soglia di 1 miliardo di euro. Senza aver girato la boa di metà giornata finora la domanda per il BTp Italia scadenza maggio 2026, registrata sul MoT, ha raggiunto 1,152 miliardi di euro a fronte di poco più di 17mila contratti. Tuttavia nel primo giorno di offerta del precedente BTp Italia, offerta a novembre 2017, le richieste degli investitori retail raggiunsero quota 2,186 miliardi di euro. La prima fase del periodo di collocamento, dedicata a risparmiatori individuali, si è aperta oggi e durerà fino al prossimo mercoledì 16 maggio, salvo eventuale chiusura anticipata che lascerà comunque garantite le prime due giornate intere di collocamento.

Banche contrastate, ma corre Mps
A Piazza Affari giornata contrastata per le banche, con Banca Pop Emilia Romagna e Banco Bpm in rialzo, e Intesa Sanpaolo e Unicredit (-0,1%) in lieve ribasso. Fuori dal paniere principale continua a salire Banca Mps (+5%), dopo la volata del 17% registrata venerdì scorso e innescata dai conti del primo trimestre. Nel corso del fine settimana, intanto, Il Sole 24 Ore ha riferito che il Tesoro entro il 2019 dovrà indicare alle autorità europee la road map per uscire dal capitale dell'istituto entro il 2021. Come sostiene il quotidiano ciò «obbligherà il maggiore azionista della banca senese, con una quota del 68%, a tirare le fila sulle future strategie immaginate per l’istituto, incluse eventuali ipotesi di M&a». Del resto le azioni devono recuperare ancora molta strada, per consentire a via XX Settembre di uscire senza perdite: il Tesoro aveva sottoscritto i titoli di Mps a 6,49 euro. «C’è molto scoperto sulle azioni di Banca Mps. In pochi investitori hanno i titoli, cosicché non appena la scorsa settimana sono stati pubblicati i conti migliori delle attese, sono scattati acquisti e ricoperture che proseguono anche oggi», ha commentato un trader. Oggi gli analisti di Equita hanno confermato la raccomandazione di ‘Hold’ con target di prezzo più elevato delle quotazioni di Borsa e pari a 3,9 euro sulle azioni Mps. Gli esperti hanno apprezzato i miglioramenti strutturali che la banca ha realizzato nella qualità dei propri asset. «La nuova guidance per l’intero 2018 è migliore della nostra stima e porterebbe - se incorporata nel modello - ad anticipare già al 2018 l`utile del 2019», hanno aggiunto. Il focus, hanno ricordato gli analisti, passa nelle prossime settimane dalla cessione delle sofferenze, già avvenuta, alla riduzione dei così detti ‘Utp’, crediti problematici, ossia 'Unlikely to Pay'. In conference call Morelli ha indicato che la banca conta di poter raggiungere un target di dismissione di 4 miliardi di euro di Utp nel corso del 2019, superando il target di 2 miliardi di euro fissato dal piano di ristrutturazione. Per il 2018 il target fissato su questo fronte è invece pari a 1,5 miliardi, di cui 0,2 miliardi già ceduti nei primi 3 mesi del l'anno, 0,4 miliardi sul mercato nei prossimi mesi e un pacchetto di ulteriori 0,6 miliardi già sul mercato con una scadenza per le offerte vincolanti fissata a giugno 2018. «Verranno ceduti entro il secondo trimestre 1,3 miliardi di euro di Utp, mentre il target 2019 è migliorato da 2 miliardi a 4, con target di ratio delle sofferenze (Npe) che passa da 12,9% al 10% al 2021», hanno sottolineato gli analisti di Equita.

Scatta Pirelli, occhi puntati su Fca nell'attesa delle mosse di Trump

Stmicroelectronics dopo un avvio tonico ha invertito rotta. Si distinguono invece le Pirelli & C, nell'attesa della trimestrale che verrà diffusa a mercati chiusi. Ferrari e Fca rimangono sotto la lente nell'attesa delle mosse del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato un innalzamento dei dazi sui veicoli importati, dal 2,5 al 20%. Ne pagherebbe le conseguenze Ferrari, che non produce negli Stati Uniti. Subirebbe un contraccolpo anche Fca, visto che Alfa Romeo e Maserati non hanno impianti produttivi negli States.

Juventus debole, Astaldi in retromarcia , debuttano Somec e Icf
Fuori dal paniere principale la Juventus Fc cede terreno, anche se la squadra bianco-nera ha vinto con una domenica di anticipo il campionato italiano di serie A. Sono in netto ribasso le Astandi, nell'attesa del cda che dovrebbe riunirsi nei prossimi giorni, come ha indicato IL Sole 24 Ore.

Sul mercato Aim hanno debuttato due società: si tratta di Somec, gruppo attivo nell’industria delle navi da crociera, e di Icf Group, la società arrivata sul listino dopo la fusione con la spac promossa da Equita e Pep. La prima In fase di collocamento ha raccolto 32 milioni di euro e capitalizza circa 124 milioni di euro. I titoli sono trattati a 18 euro, prezzo al quale sono stati collocatu. Icf produce invece prodotti tecnici per incollare e rinforzare calzature, pelletteria di ogni genere e manufatti industriali.

Euro tenta di rafforzarsi sul dollaro, petrolio inverte rotta e torna a salire
Sul mercato dei cambi, l’euro si rafforza a 1,1967 dollari (1,1938 venerdì in chiusura) e 131,18 yen (130,61), mentre il rapporto dollaro/yen è a 109,62 (109,41). Le tensioni sull’Iran, dopo l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare, hanno sostenuto, infine, il prezzo del petrolio: il future giugno sul Wti ha guadagnato lo 0,62% a 71,14 dollari al barile, mentre la consegna luglio sul Brent è salita dell’1,23% a 78,07 dollari.

Poco mosso lo spread BTp-Bund, rendimento all'1,91%
Sull'obbligazionario, si è chiusa nella seconda parte della seduta la forbice dello spread tra i BTp e i Bund per effetto della debolezza dei corsi dei titoli tedeschi che registrano un'impennata dei rendimenti. Nel finale il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco è sceso sotto i 130 punti dell'apertura a 129. Il rendimento dei decennali italiani è indicato all'1,91 per cento (dall'1,89%). I Bonos decennali rendono l'1,33 per cento.

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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