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Il cantiere Aim non si ferma: con Somec tocca quota 101

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Il cantiere Aim non si ferma: con Somec tocca quota 101

La volatilità cresce, gli investitori diventano più selettivi e le aziende iniziano a fare marcia indietro sui propri propositi di quotazione in Borsa. Nella storia di questo primo scorcio del 2018 c’è però anche chi si muove controtendenza e insiste nel voler approdare sul listino, anche a costo di vedere in parte ridimensionati la raccolta di capitali iniziale e il valore della società che si pensava di spuntare soltanto qualche mese fa. È il caso di Somec, che ieri è diventata la numero 101 fra le quotate di Aim Italia, il listino dedicato espressamente alle piccole e medie imprese italiane.

Tanto piccolo il gruppo trevigiano - uno dei principali operatori mondiali nei settori della progettazione, produzione su misura e posa di involucri vetrati ad alto contenuto ingegneristico e particolarmente attivo nel settore navi da crociera - in realtà non è. Con i 32 milioni di euro raccolti ieri si colloca al quarto posto all’interno di Aim Italia (escluse le Spac) e con una capitalizzazione attorno ai 124 milioni ha dimensioni pressoché confrontabili con quelle di Itema, che invece ha rinunciato all’ultimo momento allo sbarco sul listino principale milanese.

La loro scelta di andare avanti con il progetto Borsa è stata però molto ponderata, e non certo indolore: «Qualche settimana fa ci siamo riuniti con Intermonte, che ci ha assistito in questa operazione, e abbiamo deciso di procedere, anche se con un prezzo ridotto del 14% rispetto alle indicazioni iniziali», ha spiegato a Il Sole 24 Ore Oscar Marchetto, presidente di Somec. Una rinuncia motivata con l’importanza di «accedere in modo rapido a risorse per finanziare la crescita», di «dare disciplina al gruppo fissando degli obiettivi chiari», e anche di «aumentare la visibilità per continuare ad attirare le migliori professionalità del settore».

Nei piani del gruppo trevigiano Aim Italia è l’evoluzione naturale di un percorso iniziato con il programma Elite e destinato a sua volta a proseguire nell’Mta, ripercorrendo così le orme di altre storie di successo di Piazza Affari. «La Borsa è uno strumento molto potente a servizio di strategie di crescita ambiziose per imprenditori capaci con piani di sviluppo credibili e in grado di generare valore per gli investitori nel medio-lungo periodo», ha ricordato Barbara Lunghi, Head of Primary Markets di Borsa Italiana, commentando il traguardo delle 101 società raggiunto dal listino delle «piccole».

Credibilità e lungimiranza sono concetti che fanno del resto parte del ragionamento dello stesso Marchetto: «Ci siamo presentati agli investitori - ha aggiunto il presidente di Somec - con una storia che offre prospettive importanti di crescita di valore e abbiamo accettato quotazioni più ragionevoli perché crediamo più in una buona azienda valutata con i multipli giusti che abbia poi la possibilità di crescere nel tempo convincendo il mercato con i risultati conseguiti». Rinunciare a un «guadagno» immediato in modo da ottenere fin da subito i fondi necessari a finanziare l’espansione e garantirsi quindi una «ricompensa» più equa in futuro è dunque il ragionamento di fondo. Il tempo dirà se quella di Somec è stata la scelta giusta.

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