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«I dipendenti Fca Usa sapevano delle emissioni alterate».…

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DOCUMENTI PRESENTATI DALL’ACCUSA

«I dipendenti Fca Usa sapevano delle emissioni alterate». L’azienda nega

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Alcuni dipendenti di Fca negli Usa erano a conoscenza dei meccanismi di alterazione delle emissioni dei motori diesel per superare i test negli Stati Uniti. Lo afferma l’accusa in una serie di documenti depositati lunedì in una Corte federale a Manhattan nell'ambito dell'azione legale avviata da uno degli azionisti di Fiat Chrysler Automobiles. Documenti che citano chat ed e-mail nei quali i dipendenti discutono l’uso di falsi dispositivi per modificare il dato sulle emissioni di pick-up e suv.

Fiat Chrysler nega di aver mai alterato le emissioni e afferma che i documenti citati dall’accusa sono estrapolati senza tener conto del contesto.
«È inappropriato trarre conclusioni da comunicazioni isolate e delibere interne - afferma Fca in una nota - Ci difenderemo vigorosamente da ogni accusa di aver creato uno schema per falsificare le emissioni».

Sempre dalla documentazione depositata in tribunale emerge che l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, aveva rimproverato l'ex portavoce della società negli Stati Uniti, Gualberto Ranieri, per aver frettolosamente dichiarato nel 2015 che il gruppo non usava alcun software illegale sulle sue auto per superare i test sulle emissioni diesel negli Stati Uniti.
La dichiarazione rilasciata da Ranieri era arrivata nei giorni successivi all'ammissione da parte di Volkswagen di aver ingannato per superare i test sulle emissioni diesel negli Stati Uniti. «Sei fuori di testa?» aveva scritto Marchionne a Ranieri in una email riportata dall'agenzia Bloomberg, definendo la sua azione «completamente stupida e irragionevole».

Fca in una nota chiarisce che «è comprensibile che l'amministratore delegato possa aver avuto una reazione così forte nei confronti di qualsiasi dipendente che esprima opinioni su un argomento così importante e complesso senza che la questione sia stata prima attentamente rivista attraverso i canali appropriati». Questo - aggiunge Fca - «è particolarmente vero dato che le dichiarazioni in questione sono state fatte solo pochi giorni dopo che il caso emissioni di Volkswagen divenisse di dominio pubblico e prima che fosse possibile effettuare dettagliate analisi interne e le opportune discussioni con i fornitori competenti». Solo a seguito di indagini e verifiche interne Fca aveva successivamente negato di aver intenzionalmente utilizzato dispositivi illegali
per le emissioni.

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