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Pace fatta con Saint-Gobain: il gruppo Sika resta svizzero

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chimica per l'edilizia

Pace fatta con Saint-Gobain: il gruppo Sika resta svizzero

Lugano- La inusuale, lunga contesa attorno a Sika, gruppo svizzero attivo nella chimica per l'edilizia e presente anche in Italia, è giunta a un punto di svolta. È stata infatti siglata la pace tra il gigante francese Saint-Gobain, che da tempo voleva acquisire Sika ma ne sarà invece azionista non di controllo, e il management e una parte degli azionisti, sostenitori dell'autonomia del gruppo elvetico e dunque contrari al passaggio nei ranghi del gruppo francese.

L'accordo pone fine a quasi quattro anni di controversie e sancisce di fatto l'autonomia di Sika. L'intesa è stata salutata alla Borsa svizzera con sonori rialzi dell'azione al portatore del gruppo elvetico nei giorni scorsi: +8% venerdì, +1,4% lunedì. Oggi il titolo è rimasto in pausa dopo l'impennata e poi si è attestato attorno agli 8.160 franchi, vicino ai suoi massimi. La lunga battaglia sul controllo ha portato il titolo in alto in questi anni, in omaggio alla contendibilità del gruppo.

D'altro canto ciò che molti inevitabilmente temevano, cioè riflessi negativi di questa battaglia sugli affari del gruppo, alla fine paradossalmente non si sono verificati. Business e governance stranamente non hanno subito grandi stop. Nel 2017 Sika ha registrato un fatturato in crescita dell'8,9% a 6,2 miliardi di franchi (5,2 miliardi di euro) ed un utile netto in aumento del 14,5% a 649 milioni di franchi (543 milioni di euro).

Nel dettaglio, l'accordo prevede che Saint-Gobain rilevi per 3,2 miliardi di franchi (2,7 miliardi di euro) la holding Schenker-Winkler (Swh) della famiglia Burkard, che rappresenta gli eredi dei fondatori del gruppo svizzero che da tempo volevano vendere al gruppo francese. La quota della holding in Sika è pari al 17,7% (con diritti di voto però più alti), ma la Saint-Gobain rivenderà poi il 6,97% alla stessa Sika per 2 miliardi di franchi (1,7 miliardi di euro), impegnandosi a conservare il circa 10,7% restante per almeno due anni. Di fatto, Saint-Gobain rinuncia così appunto a disporre di quel 50% e oltre dei diritti di voto che era il suo obiettivo iniziale. Era quanto volevano il management e gli azionisti Sika “autonomisti”.

Oggi il gruppo elvetico ha reso noto che lancerà un prestito convertibile di 1,5 miliardi di franchi per finanziare il riacquisto di azioni dalla Saint-Gobain. Una delle più singolari battaglie societarie si avvia a quanto sembra davvero a chiudersi, con un esito che forse pochi avrebbero pronosticato quattro anni fa.

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