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Piazza Affari, il contratto M5S-Lega fa crollare Mps. Si allenta lo…

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la giornata dei mercati

Piazza Affari, il contratto M5S-Lega fa crollare Mps. Si allenta lo spread

Andamento titoli
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Alla fine di una seduta segnata da continui cambi di passo e oscillazioni attorno alla parità, Milano ha terminato in modesto rialzo (+0,29%), con la performance peggiore in Europa. Positive infatti le altre piazze principali, con Parigi a +0,98% (al livello più alto dal 28 dicembre 2007), Francoforte a +0,91%, i massimi da febbraio, a Madrid a +0,83% . Londra ha chiuso al record storico in rialzo dello 0,7%. A innervosire Piazza Affari sono state ancora le incertezze politiche, mentre prosegue la girandola di indiscrezioni e smentite sui progressi dell'accordo di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle e, soprattutto, sul nome del possibile presidente del Consiglio. Segnale tangibile delle perplessità del mercato è l'ampliamento dello spread tra BTp e Bund, che si è allargato nel corso della seduta fino a 158 punti, per poi assestarsi in area 150 punti. Proprio questo ha affossato le banche, in generale calo. La peggiore è stata comunque Banca Mps (-8,86%), schiacciata dalla possibilità che un Governo Lega-M5S «ridefinisca gli obiettivi» dell'istituto, ovvero faccia mancare supporto al piano di ristrutturazione.

Sul Ftse Mib le migliori Recordati e Tenaris, in coda Ubi
Sul Ftse Mib sono andate male soprattutto le banche, con Unicredit in ribasso dell'1,86%, Mediobanca a -0,86%, Banco Bpm a -1,13%, Intesa Sanpaolo a -0,79% e Banca Mediolanum a -0,49%. La peggiore del listino è stata Ubi Banca (-2,7%), che ha risentito anche del brusco ribasso di Mps: l'istituto è stato più volte chiamato in causa dalle indiscrezioni per un intervento su Mps e da sempre è indicato dai rumors come l'eventuale cavaliere bianco, cosa peraltro sempre smentita dai diretti interessati. Hanno invece svettato Recordati (+6,81% e ai massimi in tre mesi), sostenuta da voci di un interesse da parte della private equity Cvc, e Tenaris (+3,28%), in buon aumento, come tutti i titoli del comparto petrolifero ed energetico, sulla scia dell'aumento del greggio, che si è portato ai massimi da novembre 2014. Bene anche il settore del lusso, sostenuto da Moncler (+2,45%), che ha beneficiato di raccomandazioni positive da parte di Goldman Sachs e ha fatto da traino anche a Ferragamo (+1,61%) e Luxottica (+1,8%).

Mps ko, in bozza Lega-M5S da «ridefinire» obiettivi dell'istituto
Banca Mps cade in Borsa (è entrata in asta di volatilità quando cedeva il 9,45%) a fronte di un settore bancario complessivamente sottotono a Milano (-0,8% l'indice Ftse Italia Banche). Il tonfo delle azioni Mps, che a inizio settimana erano tornate in area 3,3 euro grazie ai conti trimestrali, è dovuto, secondo gli operatori, all'esplicito riferimento fatto alle strategie dell'istituto nell'ultima bozza di contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle che stanno lavorando al programma di una possibile maggioranza di governo. «Con riferimento alla banca Monte dei Paschi - si legge nel paragrafo Tutela del risparmio della bozza rilasciata ieri sera alle 19 - lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio». Mps ha come azionista di controllo il ministero delle Finanze che è titolare del 68% circa del capitale. Secondo l'analista di una casa di investimento, il riferimento a Mps per quanto criptico potrebbe significare che i quattro pilastri del piano di ristrutturazione dell'istituto (focus sulla banca commerciale, modello operativo rinnovato con attenzione all'efficienza, netto miglioramento della gestione del rischio di credito e rafforzamento di capitale e liquidità) potrebbe non incontrare più il supporto di un nuovo governo a guida Lega-M5S. Da capire, ragionano i broker, se la volontà di ridefinire gli obiettivi - come scritto nella bozza di contratto - possa spingersi al punto da valutare cambiamenti nel management dell'istituto o addirittura nella presenza dello Stato nel capitale.

Giù Telecom, bene invece gli energetici
In calo Telecom Italia (-0,65%), dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre (utile +25% e ricavi -1,6%) e le parole del Ceo Amos Genish, che ha sottolineato che la riduzione del personale del gruppo potrebbe essere realizzata «con prepensionamento per circa 4.000 persone». Sul listino principale sono andati bene i titoli del comparto energetico, appunto sostenuti dall'andamento del petrolio, con Saipem in rialzo dell'1,2%, Eni dello 0,39% e Terna dello 0,86%.

Piaggio in evidenza: contratto con Foton
Il presidente e a.d. di Piaggio, Roberto Colaninno, e il vice presidente di Foton Motor Group e presidente di Foton International, Chang Rui, hanno sottoscritto il contratto definitivo per lo sviluppo e la realizzazione di una nuova gamma di veicoli commerciali leggeri a quattro ruote, così come previsto dall’accordo preliminare sottoscritto a Pechino a settembre 2017. Entro i prossimi due mesi - indica una nota congiunta - verranno definiti gli allegati tecnici. In Borsa le azioni salgono di quasi il 3%.

Fca positiva: vendite aprile in Europa crescono meno del mercato
Le immatricolazioni di auto del gruppo Fca in Europa (area Ue + area Efta) sono aumentate del 2,3% ad aprile attestandosi a 91.279. Lo rende noto Acea precisando che la quota di mercato del Lingotto è scesa al 6,8% dal 7,3% di aprile 2017. Nel primo quadrimestre le immatricolazioni del gruppo Fca si sono attestate a 381.594 dalle 392.379 dei primi quattro mesi del 2017. A livello generale le immatricolazioni di nuove auto in Europa (Ue + Efta) sono aumentate del 9,6% ad aprile: i le nuove immatricolazioni, secondo i dati Acea, si sono attestate complessivamente a 1.348.659 (erano 1.230.702 ad aprile 2017).

Borse europee positive con auto ed energetici
A fare da traino sono stati soprattutto i comparti utility ed energia (da segnalare per esempio ad Amsterdam il rialzo dell'1,79% del colosso petrolifero Royal Dutch Shell. Molto bene anche il comparto auto, sulla scia dell'aumento delle immatricolazioni di aprile: da segnalare la buona performance di Bmw e Daimler (rispettivamente +1,24% e +1,39% a Francoforte) e di Peugeot e Renault (rispettivamente +2,23% e +3,54% a Parigi). Anche in Europa le banche non hanno brillato, anche se si sono visti ribassi più contenuti rispetto a quelli registrati dagli istituti italiani, se non addirittura qualche rialzo: Societe Generale e Bnp Paribas hanno perso rispettivamente lo 0,65% e lo 0,14% a Parigi, Commerzbank ha bruciato lo 0,29% a Francoforte. Viceversa, su listino tedesco si è attestata in aumento Deutsche Bank (+0,42%), mentre a Londra Barclays è salita dello 0,24% e Royal Bank of Scotland dell'1,03%. Da segnalare infine ad Amsterdam la buona performance del gruppo chimico Akzo Nobel (+1,25%), mentre il gigante dei prodotti di consumo Unilever ha avuto una performance appannata e sottotono (+0,22%).

In Usa aumentano richieste sussidi lavoro, bene superindice
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione americane sono aumentate, ma restano comunque vicino ai minimi toccati di recenti. Nei 7 giorni conclusi il 12 maggio sono salite di 11.000 unità a un totale di 222.000, mentre gli analisti attendevano un dato a 215.000. La media delle ultime quattro settimane si è confermata ai minimi da dicembre 1969. E' invece salito da 23,2 a 34,4 punti l'indice manifatturiero stilato dalla Fed di Filadelfia (meglio delle stime per un ribasso a 20,5 punti). Positivo anche l'andamento del superindice economico, salito dello 0,4% in aprile. In aumento anche le componenti che riguardano le condizioni correnti e future.

Euro scende sotto 1,18 dollari, sale petrolio
Sul fronte valutario l'euro ha ceduto ulteriore terreno e, dopo essere calato ieri sotto gli 1,18 dollari, è scivolato oggi anche sotto questa soglia, a 1,1793 dollari, contro gli 1,1796 dell'apertura e gli 1,1808 della chiusura precedente. La moneta unica è scambiata a 130,624 yen, contro i 130,849 dell'avvio e i 130,66 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 110,797. In rialzo i prezzi del petrolio, che si sono portati ai massimi da novembre 2014, con il Brent che si è riportato alla soglia di 80 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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