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Telecom apre procedure per la cigs per gestire 4.500 esuberi

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Telecom apre procedure per la cigs per gestire 4.500 esuberi

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Telecom Italia sceglie la strada della cigs, la cassa integrazione guadagni straordinaria , per gestire 4.500 esuberi. Il gruppo, secondo quanto si è appreso a ridosso dei dati sulla trimestrale, ha mandato la lettera al ministero del Lavoro per avviare le procedure. L’intenzione è di utilizzare per un anno questo strumento, da applicare a un massimo di 29.736 lavoratori ( rispetto a un totale di 59.489 dipendenti, di cui 49.584 in Italia) che dovranno essere sospesi dal lavoro per un numero medio di giornate non superiori a 26. Il costo totale per le casse di Telecom si aggira intorno ai 100 milioni per l’intero anno.

La richiesta dopo il mancato accordo sul piano di ristrutturazione

A gennaio scorso l’azienda ha presentato ai sindacati un piano di ristrutturazione del personale che, a fronte di migliaia di esuberi, proponeva 6.500 uscite volontarie (tra prepensionamenti e incentivi), 3500 riqualificazioni e duemila assunzioni da finanziare con la solidarietà espansiva.

Di fronte al muro alzato dalle sigle sindacali, soprattutto riguardo all’uso della solidarietà, strumento che non prevedeva un termine di applicazione, l’azienda a marzo ha messo sul piatto l’ipotesi della cigs. Sono seguiti circa due mesi di stallo, parallelamente alla battaglia sulla governance tra i soci Elliott e Vivendi, vinta dal fondo americano nell’assemblea del 4 maggio. I contatti che sono seguiti all’assise che ha sancito il ribaltone, non hanno aperto la strada a un accordo con le sigle. I sindacati sono rimasti fermi nella loro contrarieta' alla cigs e il management non ha ceduto sul ripristino delle vecchie condizioni della contrattazione di secondo livello, un punto particolarmente caldeggiato dalla Cgil. Da qui la decisione di avviare le procedure per la cigs, strumento che non richiede un previo accordo con i sindacati. Dall'avvio dell'iter ci sono 25 giorni di tempo per esplorare con i sindacati soluzioni alternative alla cassa.

La lettera al Ministero

In particolare, nella lettera al ministero del Lavoro di cui Radiocor ha preso visione, Telecom Italia chiede l'avvio della cigs presumibilmente a partire dal 18 giugno fino al 17 giugno del 2019. Alla fine del periodo di applicazione della cassa, precisa la missiva, "è prevedibile il permanere di eventuali eccedenze di personale - in misura pari a 4.500 unità di personale che solo in parte potranno essere gestite con strumenti non traumatici in quanto direttamente collegate a specifici contesti produttivi".

Sull’ Ebitda organico effetto negativo del mancato accordo

Nella tarda serata di ieri, dopo un cda fiume, il gruppo ha diffuso
i dati di bilancio relativi al primo trimestre che ha chiuso con ricavi reported confrontali in calo dell’1,6%, utile netto in ascesa del 25 per cento. Come sottolinea il comunicato sui conti, l'Ebitda organico sul domestic, "ha subito l'effetto negativo delle negoziazioni in corso con le organizzazioni sindacali
per il rinnovo dell'accordo di solidarieta' del personale, scaduto a fine 2017. Al netto dei proventi una tantum, il dato risulta in aumento dell'1,3%" rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Positiva comunque la performance del titolo Telecom Italia a Piazza Affari, dove recupera dopo il tonfo di ieri (-4,7%) legato al sentiment negativo generale dovuto all'incertezza sul programma del governo Lega-M5S.

Per azienda cigs “inevitabile”. Costa 100 milioni per l’intero anno

Successivamente Telecom Italia, con una nota ufficiale ha spiegato le ragioni del ricorso alla cigs che ha l’intento di realizzare la ristrutturazione del gruppo.
La necessita' di salvaguardare gli obiettivi industriali, unitamente alle esigenze di sostenibilita' economica ed organizzativa dei livelli occupazionali, rendono “inevitabile” la presentazione al Ministero del Lavoro e alle rappresentanze
sindacali di un progetto di Cassa integrazione straordinaria
per riorganizzazione aziendale. L’impatto, secondo quanto ha spiegato Giorgio Peluso, direttore finanziario di Telecom, dovrebbe essere intorno ai 100 milioni di euro nell’intero anno di applicazione. Ora l’auspicio è arrivare a un accordo con i sindacati “in tempi rapidi”.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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