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la giornata dei mercati

Tensioni sul contratto di governo, Piazza Affari perde 22,5 miliardi in una settimana

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Il nuovo governo Lega-M5S che dovrebbe nascere la prossima settimana tiene ancora in apnea i mercati finanziaria: mentre il rendimento del Btp 10 anni è salito al 2,23%, allargando lo spread a 166 punti, Piazza Affari è stata la peggiore tra i listini europei perdendo l'1,48% nella seduta di venerdì e completando un calo complessivo del 2,9% nell'intera settimana caratterizzata dai lavori dei rappresentanti di Lega e Movimento 5 Stelle sul contratto con i contenuti programmatici del nuovo esecutivo.

Con la correzione odierna Milano torna ai minimi da un mese. Molto pesante il settore bancario (-3,1% il Ftse Italia Banche) e Banca Mps, protagonista di un tonfo giovedì sulla prospettiva di un cambio di management e di strategie voluto dalla nuova maggioranza di governo, ha ceduto un altro 3,5%. Le peggiori sono state Ubi e Bper (-7,8% e -6,6%). Oltre al settore bancario, giù Telecom Italia (-3,4% con la raccomandazione «sell» di Berenberg e la prospettiva di nuovi scontri sulla governance) e Poste Italiane (-3,4%). Spicca in positivo Cnh Industrial (+3,7%) favorita da un report di Kepler e dai conti trimestrali della concorrente americana Deere. Euro/dollaro in discesa a 1,1777. Petrolio stabile a 71,39 dollari nel Wti e a 79,31 dollari nel Brent.

Wall Street: indici piatti, attenzione a trattative commerciali Usa-Cina
Intanto Wall Street ha chiuso sostanzialmente piatta, con l’indice tecnologico in calo di mezzo punto. Il Dow, l'S&P 500 e il Nasdaq chiudono la prima settimana in calo nelle ultime tre. Le trattative commerciali tra Usa e Cina, riprese ieri a Washington, sono continuate senza sosta. Pechino ha smentito indiscrezioni di stampa secondo cui aveva offerto al presidente americano Donald Trump una riduzione di 200 miliardi di dollari dell'avanzo commerciale annuo che vanta sugli Stati Uniti. La seconda economia al mondo ha però teso la mano al leader Usa eliminando una misura antidumping presa ad aprile contro l'importazione di sorgo americano. Intanto sul fronte della riscrittura del Nafta «non si è affatto vicini a un'intesa». Lo ha detto ieri il rappresentante commerciale degli Usa, Robert Lighthizer. L'agenda macroeconomica oggi è vuota.

Mps sotto i riflettori, il mercato si interroga sui piani M5s-Lega
Tornando a Mps, il titolo è stato l'osservato speciale a causa dell'incertezza sulle strategie che il nuovo Governo targato Movimento 5 Stelle e Lega vorrà
mettere in atto sull'istituto, controllato al 68% dal Tesoro. «L'intento abbastanza condiviso da tutte e due le forze è che la banca deve essere ripensata in un'ottica di servizio. In buona sostanza bisogna abbandonare l'idea di farci profitti vendendola a chissà chi ma mantenendola come patrimonio del Paese», ha dichiarato ieri Claudio Borghi, economista della Lega che ha partecipato alla stesura della bozza del contratto di governo in merito alla parte riguardante il cambio di missione dell'istituto bancario senese. Borghi ha anche giudicato «abbastanza probabile» il ricambio dei vertici di Mps, ora guidata dall'a.d. Marco Morelli e dalla presidente Stefania Bariatti. Le parole di Borghi sono state commentate duramente dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che le ha definite «gravi», sottolineando che hanno provocato «una crisi di fiducia». È «un fatto molto grave che mette a repentaglio l'investimento effettuato con risorse pubbliche - ha scandito Padoan - Ho il dovere di ricordare a tutti gli attori politici che la fiducia si costruisce poco per volta, progressivamente, ma basta poco per distruggerla, tirandosi dietro i risparmi degli italiani che a parole si vorrebbero tutelare». Padoan ha anche notato che «i risultati del primo trimestre del 2018», che per Mps ha visto il ritorno all'utile, «dimostrano che il piano è ben congegnato e che il management lo sta implementando in modo efficace».

Su Tim si spegne speculazione su spezzatino
Quanto a Telecom Italia, le azioni sono scivolate ai minimi da due mesi. Se da una parte gli investitori più speculativi sono rimasti delusi, visto che nel corso della conference call sulla trimestrale è emerso chiaramente che nell'immediato non si profila nessuna operazione di «spezzatino»con la cessione di asset, dall'altra la possibilità che i francesi di Vivendi tornino alla carica per un nuovo riassetto del cda ha alimentato ulteriori incertezze. Secondo le valutazioni degli analisti di Berenberg, il titolo è da vendere perché su Telecom rischia di influire negativamente un «cocktail tossico» di ingredienti: una guerra dei prezzi nel mobile Italia con l'arrivo di Iliad, le interferenze politiche (con la presenza di Cdp nel capitale sia di Tim sia di Open Fiber), i conflitti di governance e l'impatto negativo dei cambi. In questo quadro anche per Berenberg le cessioni o le operazioni straordinarie sembrano meno probabili.

Saipem, Pirelli e Moncler le migliori della settimana
Pressione anche sul comparto delle utility, il cui indice milanese è arretrato dell'1,47%: le vendite hanno colpito A2a (-2,2%) e Enel (-1,7% penalizzata dal fatto che Goldman Sachs ha tolto il titolo dalla proprio "Conviction Buy list").Tra gli industriali ha sofferto Saipem (-3,2%), complici i realizzi dopo una prima parte di settimana particolarmente brillante, insieme a Leonardo (-2%), St (-1,9%) e Fiat Chrysler Automobiles (-1,8%). A parte Cnh, pochi sono stati i titoli rimasti a galla: Moncler ha segnato i nuovi massimi storici sopra quota 39 euro (+1,2%) e Pirelli ha completato con un +0,8% una settimana di forte risalita dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Il bilancio della settimana del Ftse Mib indica che tre istituti (Ubi, Banco Bpm e Unicredit) hanno perso il 10% circa mentre le migliori sono state Saipem (+12,8%), Pirelli (+9,3%) e Moncler(+5,9%)

Nel resto d'Europa sono state le vendite su tlc, materie prime e banche a prevalere. Milano a parte, Madrid ha accusato un calo dell'1,02% soprattutto legata alla flessione del comparto del credito ma anche i titoli "italiani" dell'Ibex35, come Cellnex (-1,9%) e Mediaset Espana (-1,6%), sono stati penalizzati. Francoforte ha perso lo 0,28% mostrando in fondo al Dax30 i titoli delle società che hanno staccato il dividendo come Bmw, Deutsche Telekom e Fresenius. Calo dello 0,1% per Parigi e Londra.

Spread al top da 7 mesi a 166 punti, in tre giorni su di 35 punti
Chiude sui massimi di giornata, sui massimi da ottobre 2017, lo spread BTp/Bund che in tre giorni, dalle prime indiscrezioni sul programma di Governo M5S-Lega, è salito di 35 punti base. Il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha infatti chiuso a 166 punti base, in netta crescita dai 153 punti della chiusura di ieri (era a 131 punti base martedì scorso), su livelli che non si vedevano appunto da sette mesi. In forte crescita anche il rendimento dei decennali italiani che oggi ha sfondato la soglia del 2,2%, terminando la settimana al 2,23 per cento, anche in questo caso al top da ottobre dell'anno scorso. Nell'intero 2017 il rendimento del Btp 10 anni è oscillato tra un massimo di 2,53% e un minimo di 1,65%, mentre il differenziale con il Bund si è mosso tra 136 e 208 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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