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la giornata dei mercati

Piazza Affari, colpo di coda sul finale (+0,54%) in attesa di novità sul Governo

Andamento titoli
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Milano ha accelerato nel finale ed è riuscita a chiudere in rialzo(+0,54%) una giornata interlocutoria, trascorsa all'insegna della volatilità, con continui rovesciamenti di fronte tra tentativi di rimbalzo e momenti di maggiore apprensione. Dopo i ribassi della vigilia, gli investitori hanno preferito restare a guardare, in attesa di capire se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella darà o meno incarico di formare il Governo a Giuseppe Conte, il giurista e avvocato civilista indicato da Movimento 5 Stelle e Lega, apparso nel pomeriggio nuovamente in bilico. Da sciogliere anche i nodi sui ministeri chiave, in particolare il Tesoro, che potrebbe finire all'economista anti-euro Paolo Savona. L'incertezza dell'azionario è stata la stessa che ha mosso i rendimenti dei titoli di stato e, di conseguenza, lo spread: il differenziale tra Btp e Bund a dieci anni, che ieri aveva chiuso a 186 punti, in avvio è volato a 195 punti, poi è sceso e ha chiuso in area 177 punti.

Segno positivo anche per le Borse europee, che hanno apprezzato i tentativi di accordo sul fronte commerciale tra Stati Uniti e Cina e hanno chiuso in rialzo: Parigi +0,27%, Francoforte +0,84%, Madrid +0,86% e Londra in rialzo di circa mezzo punto percentuale. Sul FTSE MIB hanno ripreso quota le banche, che alla viglia avevano perso anche più del 6% con lo stacco delle cedole: Ubi Banca +2,31%, Mediobanca +1,68%, Intesa Sanpaolo+0,68%, ma soprattutto Unicredit +2,43%, che tra le altre cose ha siglato un accordo preliminare con Coima Res per la vendita del Pavilion di Porta Nuova per oltre 45 milioni di euro. Fuori dal listino principale in buono spolvero anche Credito Valtellinese (+5,36%). Frena invece Mps (-0,71%, dopo essere arrivata a perdere il 4,5%): risente dell'incertezza sulle future decisioni del Governo, che detiene nell'istituto una partecipazione del 68%.

A passo rapido risparmio gestito e Brembo
A Milano particolare spolvero per i titoli del risparmio gestito (Finecobank +3,26% e Azimut+2,48%), che alla vigilia avevano perso meno quota delle banche. Tra le migliori del listino Brembo (+3,33%), sostenuta dal fatto che la Cina abbasserà i dazi sulle importazioni di auto, e Saipem (+2,55%), con l'aumento del petrolio. In coda Prysmian (-1,66%) e Moncler (-2,73%), colpite dai realizzi dopo avere toccato nei giorni scorsi i massimi storici.
Fuori dal listino principale bene Mondadori (+3,68%), in recupero dopo i ribassi precedenti, alimentati, tra le altre cose, dallo sciopero dei dipendenti per la possibile cessione di due testate, e Retelit (+9,93%), che è stata scelta dal gruppo ospedaliero San Donato come fornitore per lo sviluppo di una soluzione integrata per i sistemi Ict. Male invece Astaldi (-3,43%), dopo che sono circolati ulteriori dettagli sulle condizioni dell'operazione con la giapponese Ihi, che potrebbe fare mancare il proprio sostegno al previsto aumento di capitale da 300 milioni di euro.

Fca ancora sugli scudi, si avvicina il primo giugno
Sul mercato milanese continua la corsa di Fiat Chrysler Automobiles, mentre si avvicina il primo giugno, quando il ceo, Sergio Marchionne presenterà il piano industriale per la casa auto e molto probabilmente annuncerà l'azzeramento dei debiti. Gli investitori scommettono che il manager tirerà fuori l'asso dalla manica, annunciando un mega-accordo internazionale, nel suo ultimo anno di mandato. Intanto anche la controllata Magneti Marelli sta scaldando i motori per lo scorporo e il debutto a Piazza Affari, già annunciato per fine 2018 o al massimo inizio 2019. Il titolo di Fca approfitta anche dell'avvio della copertura del titolo da parte di Hsbc con rating «buy», comprare. La casa automobilistica per ampia parte della seduta ha in parte sostenuto la galassia Agnelli: bene Exor (+1,22%), mentre hanno perso quota Ferrari (-0,7%) e Cnh (invariata), che in precedenza aveva accelerato portandosi ai massimi in due mesi con la rivale americana Deere.

Thyssenkrupp vola a Francoforte con investimento di Elliott
Il colosso siderurgico è arrivato a guadagnare più dell'8%, la performance migliore dal 2016, sulla notizia che il fondo Elliott Management starebbe acquistando titoli sul mercato, con l'obiettivo di ottenere un peso crescente nel capitale. Secondo indiscrezioni di stampa, il fondo, guidato dall'investitore attivista Paul Singer, potrebbe superare nelle prossime settimane la soglia del 3 o del 5%, cosa che lo farebbe entrare tra gli investitori rilevanti. Successivamente Elliott potrà fare pressioni affinché sia rimpiazzato l'amministratore delegato Heinrich Hiesinger, la cui strategia di rilancio del gruppo non sta dando i risultati auspicati. Gli investitori sperano che un cambio al vertice possa ridare fiato alle azioni, che da quando Hiesinger ha assunto l'incarico di Ceo, a gennaio 2011, hanno bruciato circa il 30% del proprio valore. In particolare, non piace il fatto che la possibile fusione delle attività europee nell'acciaio con Tata Steel, parte centrale della strategia dell'amministratore delegato e valutata circa 15 miliardi di euro, non sembra andare da nessuna parte: le trattative informali sono iniziate due anni fa, ma poi non sono stati fatti passi avanti.

In Europa bene le auto e i finanziari
Alla Borsa tedesca in particolare spolvero Volkswagen (+2,02%) e Bmw (+2,55%), che potranno trarre vantaggio dall'abbassamento dal 25 al 15% dei dazi cinesi sulle importazioni di auto, cosa che favorirà soprattutto i produttori di vetture di lusso. In rialzo, seppure più contenuto, anche Renault e Peugeot (rispettivamente +0,58% e +0,43% a Parigi). Il rialzo del petrolio non basta a sostenere ad Amsterdam Royal Dutch Shell (-0,41%). In generale bene il comparto bancario, con l'indice di settore Euro Stoxx 600 Banks in rialzo dell'1,55%: a Madrid bene Bankia (+1,78%) e Banco de Sabadell (+3,02%), a Londra a passo rapido Barclays (+1,05%) e Royal Bank of Scotland (+1,23%) e a Parigi in rialzo Societe Generale (+0,77%), Credit Agricole (+2,75%) e Bnp Paribas (+1,74%).

Wall Street positiva con taglio dazi Cina sulle auto
Oltreoceano intanto la seduta a Wall Street prosegue in leggero rialzo, cosa che permette al Russell 2000 - l'indice delle società a piccola e media capitalizzazione - di raggiungere un record per la quinta volta di fila. Gli investitori stanno ancora festeggiando la tregua commerciale raggiunta da Usa e Cina, che oggi ha annunciato il taglio di dazi su auto e componentistica. Il tutto succede mentre l'amministrazione Trump sembra pronta ad aiutare la cinese ZTE tornando a permettere alle aziende americane di venderle software e componenti.

Alla vigilia della pubblicazione dei verbali della riunione dell'1 e 2 maggio scorsi della Federal Reserve, il rendimento del Treasury a 10 anni resta sopra la soglia psicologica del 3%. Sostegno arriva anche dall'indice manifatturiero della Fed di Richmond, salito a maggio a 16 punti dai -3 punti di aprile (un valore sotto lo zero indica una fase di contrazione delle attività economiche).

Euro sotto la soglia di 1,18 dollari, petrolio in rialzo
Sul fronte dei cambi, l'euro resta stabile sotto la soglia degli 1,18 dollari e si attesta a 1,178 dollari, contro gli 1,1763 dell'apertura e gli 1,1761 della chiusura di ieri. La moneta unica è scambiata a 130,815 yen, contro i 130,58 dell'apertura e i 130,642 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 111,01. In rialzo i prezzi del petrolio: i future del Wti a luglio salgono dello 0,57% a 72,76 dollari al barile, mentre quelli a luglio del brent salgono dell'1,45% a 80,38 dollari.

Spread con Bund recupera e chiude a 177, rendimento decennale al 2,34%
Seduta decisamente meno complicata per i titoli di Stato italiani che, dopo le vendite di ieri, recuperano parte del terreno perdute sul mercato secondario Mts. Al termine degli scambi lo spread tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco si attesta a 177 punti base dai 187 punti della chiusura ieri, recuperano una decina di punti base. In netto miglioramento anche il rendimento del BTp decennale, che scende al 2,34% dal 2,41% della vigilia, quando aveva toccato i massimi da 3 anni e mezzo a questa parte.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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