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A Leonardo Del Vecchio maxi cedola da 60 milioni dalla cassaforte Delfin

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la holding lussemburghese

A Leonardo Del Vecchio maxi cedola da 60 milioni dalla cassaforte Delfin

Un’altra annata di forti utili per Delfin. La holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio ha chiuso il 2017 con un risultato netto di 369 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto ai 312 milioni del 2016. Come indicano i documenti depositati nel Granducato e consultati da Radiocor, il consiglio di amministrazione di Delfin ha proposto all’assemblea, che si è tenuta il 25 aprile scorso, la distribuzione di un dividendo di 60 milioni di euro a favore di Leonardo Del Vecchio quale usufruttuario, prelevandolo dal cosiddetto «conto profitti». L’utile dell’esercizio è stato invece allocato alle riserve distribuibili. Le riserve della holding, che controlla il 62,5% di Luxottica, nell’insieme sfiorano i 3 miliardi di euro: a fine 2017 erano infatti pari a 2,97 miliardi, in crescita dai 2,65 miliardi del 2016.

In cassaforte 9,4 miliardi di asset totali
Gli asset totali di Delfin ammontano a 9,4 miliardi da 8,99 miliardi nel precedente esercizio. I redditi da controllate nel 2017 sono saliti a 562,7 milioni da 318,2 milioni, mentre gli utili da altri investimenti sono scesi a 49,8 milioni da 55,7 milioni. Le svalutazioni di asset finanziari e di investimenti detenuti come attività correnti sono aumentate a 189,3 milioni da 17,5 milioni.
Lo scorso anno Leonardo Del Vecchio aveva percepito a titolo dell'esercizio 2016 un dividendo di 31,2 milioni di euro, prelevato anche in quel caso dal«conto profitti Pescs». I Pescs (preferred equity stock certificates shares) sono titoli privilegiati e, così come il «conto profitti Pescs» vengono contabilizzati nel bilancio come passività, cioè tra i creditori e non come capitale, «perchè i detentori dei Pescs non partecipano alle riserve generali della società, ma solo al conto profitti Pescs e perchè i Pescs sono riscattabili» nel 2055, spiega il bilancio civilistico di Delfin. Il «conto profitti Pescs» è decisamente abbondante, visto che ammontava a fine 2017 a ben 4,6 miliardi di euro. Delfin, precisa inoltre il documento, ha una linea di credito con «una primaria istituzione finanziaria fino a un massimo di 2,1 miliardi», di cui sono stati utilizzati 747 milioni. Il prestito è garantito «da alcuni conti correnti della società». Delfin ha poi fornito garanzie per complessivi 400 milioni di euro a due entità del gruppo, in relazione a un credito concesso da Unicredit International Luxembourg per lo stesso importo.

Le partecipazioni custodite
Oltre a Luxottica, Delfin controlla - spiega la relazione - il 100% delle italiane Porto San Rocco Marina Resort e Partimmo e delle lussemburghesi Delfin Finance, Immochapelle, Vast Gain Group, Aterno e Dfr Investment. Delfin Finance, fondata nel 2013, si occupa dell'acquisto e della gestione di partecipazioni e nel 2017 ha segnato una perdita di circa 19mila euro. La Vast Gain è proprietaria di un aereo, ha asset per circa 51 milioni e nel 2017 ha registrato perdite per 2,7 milioni, dovute a «costi operativi», dopo un rosso di 1,9 milioni nel 2016. Immochapelle è una società di real estate, che ha chiuso il 2017 con un utile di 1,14 milioni e attività per 12 milioni. Aterno e Dfr Investment detengono le quote nella Fonciere des Regions, società immobiliare quotata alla Borsa di Parigi, a cui fa capo Beni Stabili e di cui il gruppo Delfin è il principale azionista con il 28%. Aterno nel 2017 ha segnato un utile di 17,3 milioni, in crescita dai 12,7 milioni del 2016 e ha asset per 980 milioni, mentre Dfr Investment ha registrato un risultato netto di 11,5 milioni (da 9 milioni nel 2016) e ha attivita' per 701 milioni. Nella relazione 2017 di Delfin figura poi l'83,5% di Delfin H srl, la depositaria della quota nell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo). Il cda della finanziaria ha deciso nello scorso febbraio di trasformarla da srl a fondazione e «sta aspettando l'approvazione delle autorità legali italiane» per procedere. Nel bilancio civilistico di Delfin non vengono menzionate le quote in Generali (3,16%) e Unicredit (circa il 2%). Nei giorni scorsi il gruppo Delfin ha reso noto il bilancio consolidato 2016 che si e' chiuso con un utile netto di 778 milioni, in crescita del 41%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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