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Caos politico, in due settimane la Borsa brucia il 7%. Spread a…

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La giornata dei mercati

Caos politico, in due settimane la Borsa brucia il 7%. Spread a quota 206

Andamento titoli
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Pesante chiusura per le Borse di Milano e di Madrid schiacciate dalle incognite politiche. Il Ftse Mib di Piazza Affari, alla vigilia del week end probabilmente decisivo per la formazione del Governo M5S-Lega guidato da Giuseppe Conte, ha perso un altro 1,54% accompagnando il movimento al rialzo del rendimento del Btp 10 anni (che ha chiuso a 2,47% con spread 206): il principale indice della Borsa milanese ha ceduto il 4,3% nell'ultima settimana. Nella seduta odierna le vendite consistenti hanno colpito soprattutto il settore bancario: l'indice Ftse Italia Banche è arretrato del 3,4% tornando ai minimi da giugno 2017. Sul comparto ha pesato anche un report di Goldman Sachs che ha messo in evidenza i potenziali impatti delle politiche annunciate dal nuovo Governo sui piani di riduzione del rischio degli istituti. In netto calo i petroliferi: -2,5% Eni. A Madrid lo scandalo della sentenza Gurtel sulla rete di corruzione che sta travolgendo il Partito popolare del premier Mariano Rajoy ha fatto cadere l'Ibex35 dell'1,7% con vendite su banche e utility.

-7% Milano in due settimane di caos politico, +58 pb per rendimento Btp
Nelle due settimane di incertezza politica sulla formazione del Governo a marchio Lega-Movimento 5 Stelle Piazza Affari è arretrata di oltre il 7%, mentre il rendimento dei Btp a 10 anni è aumentato di 58 punti base. Dall'inizio delle trattative sul contratto di governo tra le due formazioni politiche, a cui è seguito l'incarico a Giuseppe Conte, il FTSE MIB è indietreggiato del 7,3%(-4,48% solo nelle ultime cinque sedute) tornando ai minimi dell'ultimo mese: va segnalato comunque che a inizio maggio (con la chiusura del giorno 7) l'indice di riferimento di Piazza Affari aveva raggiunto i livelli massimi dall'ottobre 2008. Il dietrofront, dettato in primo luogo dalle vendite sul comparto bancario e in cui va incluso inoltre l'effetto dello stacco dividendi da parte di quasi metà delle società del paniere, ha nettamente ridimensionato la brillante performance messa a segno da inizio anno. Se Milano si era distinta come la migliore tra le principali Borse europee del 2018, ora il saldo è di +2,49%. Il primato dall'1 gennaio è così passato a Parigi (+4,33%). Per quanto riguarda l'andamento dei titoli di Stato, il rendimento del Btp a 10 anni nelle ultime due settimane è passato dagli 1,89% dell'11 maggio ai 2,47% odierni. Complice il movimento contrario del Bund (rendimento passato da 0,55% a 0,40%) lo spread si è allargato da 134 a 207.

Banche sotto pressione: -7,3% Banco Bpm

Le performance peggiori sono state quelle di Banco Banco Bpm (-7,3%), di Finecobank (-4,3%) e di Mediobanca (-4%). Giù di quasi il 4% Intesa Sanpaolo e di oltre il 3% Unicredit. Gli istituti finanziari, già sotto pressione nelle precedenti sedute, sono stati schiacciati dall'incertezza politica, che ha fatto salire lo spread tra i rendimenti dei BTp decennali e i Bund di pari scadenza oltre quota 200 punti, portandosi ai massimi in un anno. Inoltre, come scrive Il Sole 24 Ore, la flat tax proposta da Lega e Movimento 5 Stelle nel contratto di Governo, potrà portare più rischi che benefici alle banche, almeno nel breve periodo: il sistema creditizio potrebbe andare incontro a perdite tra i 3,1 e i 5,3 miliardi di euro e l'aliquota Ires, senza una corretta gestione del periodo di transizione, potrebbe avere effetti negativi anche sul patrimonio di vigilanza valido ai fini di Basilea III. Secondo gli analisti di Equita, «dato l'attuale scenario politico, una riduzione delle tasse per le banche appare molto improbabile», ma comunque «in un contesto in di riduzione della pressione fiscale, le banche più colpite sarebbero quelle con un più alto rapporto Dta/Cet». Secondo gli analisti di Goldman Sachs, «la nuova coalizione di Governo propone misure che secondo li economisti faranno salire il deficit e aumentare ancora il debito. Per le banche, se i provvedimenti saranno approvati, nel breve termine le ricadute principali riguardano un mark-to-market negativo sui titoli di stato, l'importo delle attività fiscali differite e ulteriori svalutazioni degli Npe (non performing exposure)», tutti fattori che «potrebbero rallentare le strategie di derisking degli istituti nel medio termine» e «un ulteriore allargamento del divario tra banche grandi e piccole».

ECONOPOLY / Lo spread e il paese dei balocchi »

A Milano svettano Leonardo e Moncler
A Piazza Affari è stata brillante Moncler, che ha trainato il comparto del lusso ed è ritornata sopra i 39 euro avvicinando i propri record. Tra gli industriali denaro su Leonardo - Finmeccanica, dopo che il Governo canadese ha annunciato di voler modernizzare e allargare la flotta degli elicotteri CH149 Cormorant, utilizzati sin dal 2000 e prodotti originariamente da AgustaWestland. Bene anche Pirelli e Campari.Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso sostanzialmente in pareggio dopo una "mini sbandata" pomeridiana dovuta al richiamo di 4,8 milioni di vetture negli Stati Uniti per l'aggiornamento di un software che eviti il malfunzionamento del "cruise-control", il sistema di regolazione della velocità.

SPREAD AI MASSIMI DA QUATTRO ANNI
L'andamento dello spread Btp-Bund dal 2014 ad oggi

Autogrill di slancio dopo l'assemblea dei soci
Fuori dal listino principale,in controtendenza Autogrill all'indomani dell'assemblea dei soci, durante la quale l'amministratore delegato Gianmario Tondato da Ruos ha detto di prevedere un futuro positivo per la società, anche se restano pressioni sul fronte dei costi. I ricavi al 30 aprile si sono attestati a 1,33 miliardi (-2,7% e +5,3% a cambi costanti, con una crescita like for like del 4,1% con il contributo di tutte le regioni), sostanzialmente in linea con le previsioni degli analisti e con una buona crescita delle attività internazionali. Piace anche il fatto che sarà distribuito un dividendo di 0,19 euro per azione. Tondato ha inotre aperto alla possibilità di una collaborazione con Eataly: «Abbiamo un ottimo rapporto, non escludo che in futuro si possa far qualcosa negli aeroporti», anche se al momento Autogrill sta facendo «solo progetti autostradali». Gli analisti di Equita hanno confermato le stime sull'utile per azione adjusted a 0,47-0,52 euro. Un elemento considerato positivo è la possibilità che la società cerchi nuovi opportunità sul mercato: «Se ci saranno occasioni, le valuteranno. La recente riorganizzazione facilita le operazioni di fusione e acquisizione. Difficile comunque che ci siano dismissioni, mentre sono più probabili partnership», hanno sottolineato.

Euro debole, petrolio in calo con possibile rialzo produzione Opec
Sul fronte valutario l'euro ha confermato la discesa sotto 1,17 dollari, ai minimi da novembre scorso. Alla chiusura dei mercati continentali, segna 1,1662 (da 1,1695). Nel corso della settimana, è proseguito il generale rafforzamento del
biglietto verde americano il cui indice (dollar index, che calcola l'andamento della valuta rispetto a un ampio paniere di valute) ha toccato i massimi da dicembre: nei confronti dell'euro, la moneta statunitense ha recuperato circa l'1% tornando ai livelli di novembre in area 1,1660. Il dollaro ha rimontato un punto percentuale anche verso la sterlina (portandosi a 1,3312 dollari per un pound) mentre ha corretto verso la moneta giapponese (passata da 111 dollaro/yen a 109,39).

Forti vendite sul petrolio: Opec e Russia ragionano su tetti produzione
Brusco calo dei prezzi del petrolio, il barile di greggio sta cedendo il 3,5% a New York (a 68,25 dollari) e il 2,7% a Londra (a 76,7 dollari) a causa della forza del dollaro e delle discussioni tra i Paesi Opec e la Russia sull'aumento dei tetti produttivi. Da San Pietroburgo i ministri dell'energia dei due paesi, il russo Alexander Novak e il suo omologo saudita Khaled al-Faleh, hanno spiegato che di fronte al forte aumento dei prezzi negli ultimi mesi, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e i suoi partner potrebbero allentare l'accordo che limita la produzione. «È probabile che ci sarà un graduale aumento della produzione nella seconda metà dell'anno», ha detto il ministro saudita. Il futuro dell'accordo sulla limitazione della produzione dovrebbe essere al centro del prossimo incontro dell'Opec e dei suoi partner alla fine di giugno a Vienna.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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