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Gli ampi margini di manovra non aiutano i fondi Obbligazionari Flessibili Eur a…

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risparmio gestito

Gli ampi margini di manovra non aiutano i fondi Obbligazionari Flessibili Eur a far meglio degli Etf

(Fotolia)
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I risparmiatori non devono fidarsi dei nomi dei fondi e della classificazione effettuata dai provider di dati, spesso è meglio cercare di capire cosa possono fare i gestori a cui affidano i propri risparmi leggendo con attenzione il prospetto informativo.
Nella categoria “Obbligazionari Flessibili Eur” la politica di investimento dei fondi può spaziare in modo sostanziale ed è possibile inserire in portafoglio titoli speculativi, dei Paesi Emergenti, obbligazioni subordinate e ibride, convertibili e così via. Alcuni possono investire anche in valute esotiche.
È meglio quindi non fermarsi all’analisi delle sole performance. ma cercare di comprendere come è stato ottenuto il rendimento.

La creatività del gestore che funziona
Dall’analisi condotta dalla società di consulenza finanziaria indipendente, Norisk, emergono in positivo due fondi in cui il gestore ha attinto a piene mani dal margine di manovra offerto dal prospetto, consegnando agli investitori performance inusuali per il mondo obbligazionario. Il fondo H2O Multibonds R ha ottenuto un apprezzamento del 58,2% in tre anni, sperimentando in questo periodo anche una perdita massima vicina al 25% ed evidenziando quindi un livello di rischio davvero ingente.
L’Etf iShares Euro Aggregate Bond che persegue una strategia comparabile si è apprezzato del 2,4% circa e la perdita di valore nello stesso periodo è stata di appena il 3,4%. Va ricordato che l’Etf replica passivamente un indice composto da obbligazioni governative, societarie denominate in euro e di
qualità “investment grade”.
Un altro fondo che ha sfruttato la discrezionalità al massimo è stato GAM Star Credit Opportunity che ha ottenuto un “upside” dell’11,2% ed una rischiosità appena doppia rispetto all'Etf.
In un ipotetico portafoglio sono due strumenti interessanti da inserire ma è importante non eccedere con il peso a loro assegnato vista la loro natura.

Se la creatività diventa distruttiva
Tendercapital Bond Two Steps negli ultimi 3 anni è riuscito a perdere oltre il 14% registrando una perdita massima di quasi il 24% nel periodo compreso tra la primavera 2015 e febbraio 2016. «Con un livello di rischio così marcato - afferma Marcella Rubiu, partner di Norisk - è plausibile che il gestore abbia fatto incetta dei titoli più rischiosi disponibili sul mercato, come, ad esempio, le obbligazioni subordinate emesse da qualche banca italiana in difficoltà».

Commissione di entrata: No grazie
La categoria Obbligazionari Flessibili Eur evidenzia come i rendimenti ottenuti da buona parte dei fondi non copre il prelievo commissionale.
La situazione si aggrava ulteriormente se all’investitore viene addebitata la commissione di entrata soprattutto a livello massimo. Questo onere viene incamerato dall’intermediario e dal suo commerciale ed è oggetto di negoziazione tra la rete e il risparmiatore. Tradotto, se il risparmiatore non dispone di elevati capitali ed è poco preparato sull’argomento, rischia di vedere il capitale decapitato alla partenza anche per il 5% del valore.
«Se l’intermediario non rinuncia alle commissioni di entrata è bene ricordare - sottolinea Rubiu - che vi sono diverse piattaforme che consentono di sottoscrivere online i fondi e che tendenzialmente non applicano questo prelievo, indipendentemente da quanto il risparmiatore desidera investire».


Le commissioni erodono i guadagni
Quando si investe e si rischia il proprio denaro è importante che la remunerazione sia commisurata al rischio. L'analisi svolta da Norisk mostra che i risparmiatori si espongono all’erraticità dei mercati attraverso i fondi e i rendimenti siano negativi non esclusivamente per motivi di mercato ma per la pressione commissionale.
Il grafico sottostante mostra come in media il sottoscrittore nei fondi appartenenti a questa categoria ha perso 8 euro ogni 1000 euro investiti, mentre chi avesse investito nell’Etf paragonabile avrebbe guadagnato 24 euro. In compenso gli emittenti dei fondi, che prelevano oneri che poi girano in buona parte a chi li colloca, hanno incamerato in media 64 euro. In questo caso i fondi battono il mercato visto che la variazione dell’investimento in Etf è stata inferiore (24 euro in media).

IL RIPARTO
La suddivisione dei guadagni realizzati negli ultimi 3 anni con gli asset dei fondi analizzati.
1.000 € investiti tre anni fa
(Fonte Norisk)

Se sbagli paghi doppio!
Un singolo fondo può essere commercializzato secondo diverse classi caratterizzate da aspetti tecnici (distribuzione o accumulazione dei proventi) oppure differenziati per canale distributivo ossia che presentano livelli commissionali differenti. Morgan Stanley Euro Strategic Bond propone ben 14 classi dello stesso fondo, tutte destinate agli investitori retail. Alcune offrono spese correnti elevate ma senza prevedere le commissioni di entrata, altre invece dimezzano i prelievi ricorrenti ma penalizzano i risparmiatori alla sottoscrizione.

TROVA LE DIFFERENZE
La diversa ripartizione dei guadagni tra classi dello stesso fondo
1.000 € investiti tre anni fa
(Fonte Norisk)

Se le commissioni battono il mercato
Nell'ultimo triennio il fondo Amundi Obbligazionario Dinamico D è riuscito a guadagnare 62 euro ogni 1000 euro investiti, battendo il mercato ovvero l’Etf che lo replica (24 euro). Ma purtroppo per il risparmiatore, sommando l’onerosità del fondo alle scelte gestionali davvero infelici, al termine del triennio il capitale inizialmente investito ha registrato una decurtazione vicina al 15%.

UN TRIENNIO DA DIMENTICARE
Risultati del fondo Amundi Obbligazionario Dinamico D a confronto con l'Etf comparabile
Investimento di 1.000 € effettuato tre anni fa
(Fonte Norisk)

L’analisi completa
Per leggere l’analisi completa di Norisk l’appuntamento è per sabato, 26 maggio 2018, con Plus24 in edicola con Il Sole 24 Ore dove sono indicati tutti i fondi migliori e quelli peggiori della categoria.

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