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Le utility resistono ai ribassi in Borsa, Italgas guarda al nuovo piano

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Le utility resistono ai ribassi in Borsa, Italgas guarda al nuovo piano

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Con la prospettiva di un governo Cottarelli le utility, che nelle ultime due settimane erano state tra le più penalizzate, reggono meglio di altri settori l'alta volatilità degli indici di Piazza Affari. Questo comparto viene visto dagli operatori, molto spesso, quasi come un'alternativa al reddito fisso in ragione delle ricche cedole offerte agli investitori e, appunto, dell'andamento meno volatile rispetto ad altre azioni. Il motivo? Una buona fetta di margini realizzati dalle utility dipende da business regolati, che hanno tariffe stabili e decise dallo Stato, per esempio quelle che remunerano la distribuzione di energia elettrica e gas.

Resiste così Italgas, che il 13 giugno presenterà il nuovo piano industriale e a inizio maggio aveva toccato i massimi a 5,3 euro per poi arretrare complici i dati trimestrali e appunto la recente ondata di vendite sul settore. Ribassi limitati anche per Snam Rete Gas, Enel e Terna. Fuori dal listino principale Iren è debole sulla prospettiva che il Comune di Torino possa cedere sul mercato il 2,5% del capitale fuori dal patto di sindacato con Genova. In generale, fuori da tutto l'accordo parasociale tra le amministrazioni pubbliche, c'è un 8,8% che può essere liberamente venduto dai Comuni (e viste le elevate quotazioni raggiunte dal titolo c'è chi potrebbe approfittarne per fare cassa e tamponare i propri bilanci).

Le utility brillano in tutta Europa (con lo stoxx di settore che è il migliore, +0,8%) con le due big Rwe ed E.On che a Francoforte sono tra i titoli più in vista.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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