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Allarme meteo sul cotone, prezzo al record da 4 anni

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dopo l’uragano alberto

Allarme meteo sul cotone, prezzo al record da 4 anni

(Reuters)
(Reuters)

Prima la siccità, ora le piogge portate da Alberto, il primo uragano della stagione. Il clima impazzito alimenta il rally del cotone, spingendone le quotazioni ai massimi da 4 anni. Alla riapertura dell’Ice dopo il lungo weekend del Memorial Day, la fibra è subito balzata del 5% ieri, il massimo consentito, arrivando a scambiare a 93,21 centesimi per libbra.

La corsa al rialzo era già cominciata da tempo, sull’onda delle preoccupazioni per il clima troppo secco in Texas, area da cui proviene circa un quarto della produzione degli Stati Uniti. Ora l’attenzione si è spostata anche sull’Alabama e sulla Carolina, dove si stanno verificando allagamenti che rischiano di rinviare le semine.

Il cotone è sostenuto anche da un buon livello dei consumi e dalla prospettiva che la domanda possa crescere ulteriormente. Si è inoltre allontanato, almeno per ora, il timore che le esportazioni dagli Usa possano essere penalizzate da una guerra commerciale con la Cina.

La fibra compare nel lungo elenco di prodotti su cui Pechino minaccia di imporre dazi, come ritorsione contro analoghe misure da parte di Washington. Ma i due Paesi ora stanno trattando e un eventuale accordo potrebbe includere addirittura un impegno da parte cinese ad acquistare più materie prime dagli Usa.

Come sempre a spingere i prezzi è anche la speculazione: sul cotone l’esposizione rialzista dei fondi è ai massimi da gennaio, un elemento che si traduce in una potenziale vulnerabilità del mercato, che potrebbe invertire la rotta una volta spento l’allarme sul clima.

Dall’inizio dell’anno le quotazioni della fibra hanno guadagnato quasi il 20%, ben più del petrolio, che – dopo la recente correzione – è in rialzo di circa il 13%. L’International Cotton Advisory Committee (Icac) è ottimista sulla domanda di cotone: nella stagione 2018-19 prevede che cresca del 4,8% a livello globale, a 26,7 milioni di tonnellate (nel 2017-18 c’era già stato un incremento del 4%). Anche le importazioni cinesi dovrebbero continuare ad aumentare, per il quarto anno consecutivo, raggiungendo 1,5 milioni di tonnellate.

I prezzi alti stanno tuttavia stimolando anche la produzione, soprattutto negli Usa, dove tra l’altro il governo a febbraio ha concesso nuovi sussidi per la coltivazione della fibra. Solo tre anni fa gli agricoltori americani avevano ridotto le aree a cotone ai minimi da oltre trent’anni, ma adesso – scrive la Reuters – c’è una vera e propria corsa alle semine, anche in aree un tempo meno vocate a questa coltivazione, come il Kansas e l’Oklahoma, dove il cotone in molti terreni sta prendendo il posto del grano.

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