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Spread, 4 domande (e risposte) degli investitori esteri sul caos…

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Spread, 4 domande (e risposte) degli investitori esteri sul caos italiano

Che cosa sta succedendo in Italia, proprio ora che la Grecia sta uscendo dal programma della Troika dopo nove lunghissimi anni? È quello che si chiedono gli investitori esteri assistendo alla crisi politica e istituzionale, al crollo di Borsa e all’impennata dello spread tra BTp e Bund. Dal Financial Times a Bloomberg, sulle grandi testate finanziarie internazionali si moltiplicano le domande su quali siano i possibili scenari della crisi politica italiana e quali rischi portino alla stessa stabilità dell’eurozona. Eccole qui sotto, nero su bianco, con le relative risposte.

1. Quali sono i rischi politici in Italia?

Il sollievo dei mercati per lo scampato pericolo della nomina a ministro dell’Economia dell’euroscettico Paolo Savona è stato di breve durata, annota il Financial Times. Le vendite sugli asset italiani sono riprese non appena ci si è resi conto che presto si andrà a nuove elezioni, con mesi di aspra campagna elettorale da parte delle forze populiste. A Bloomberg non sono sfuggite le sparate sull’Unione europea e sull’Italia «a sovranità limitata» di Matteo Salvini, leader di una Lega che dal 17,4% del voto del 4 marzo è balzata a sfiorare il 23% nei sondaggi, o le minacce di impeachment al presidente della Repubblica firmate da Luigi Di Maio, leader del primo partito italiano, che nei sondaggi arriva al 31,7%.

2. L'economia italiana è abbastanza forte da poter reggere il debito pubblico?

Anche se la spesa per interessi è scesa dal 6% del Pil del 2000 al 4% attuale (in buon parte grazie all'opera della Bce), il fardello del debito pubblico italiano resta enorme, sottolinea il Financial Times, e non ha mai smesso di crescere. Ora dovrebbe iniziare lentamente a scendere, grazie anche alla crescita complessiva dell'Eurozona di cui sta beneficiando anche l’Italia. Ma la situazione resta fragile: l’abbandono della disciplina di bilancio farebbe nascere dubbi sulla stabilità economica del Paese, avviando un periodo di grande incertezza. La possibilità di un downgrade del rating da parte di Moody’s, che porterebbe l’Italia a un solo gradino dal livello “spazzatura”, è emblematica dei dubbi degli investitori internazionali sulle prospettive economiche italiane.

3. Quali sono i punti di forza del debito pubblico italiano?
Circa due terzi dei titoli di Stato italiani sono in mano a investitori nazionali, sottolinea il Financial Times, parte dei quali “istituzionali”, come fondi previdenziali e assicurazioni: quindi “cassettisti” relativamente poco sensibili all’andamento del prezzo della carta governativa nazionale. Grazie al Quantitative Easing, la Bce possiede (attraverso la Banca d'Italia) circa il 15% dei titoli di Stato, con acquisti che hanno contribuito a ridurre la volatilità dell'obbligazionario governativo.

4. La situazione italiana è in grado di portare rischi sistemici alla stabilità dell’eurozona?
La crisi del debito greco, esplosa quasi un decennio fa, diventò una sfida alla stessa sopravvivenza dell’euro, ricorda Ft. Considerate le dimensioni dell’economia italiana e soprattutto del suo debito, un’analoga crisi proveniente dallo Stivale rappresenterebbe una minaccia sistemica incredibilmente più ampia e dagli esiti imprevedibili perché, come sottolineano spesso gli investitori, l’Italia è troppo grossa per fallire o per poter essere salvata. Tra poco più di due settimane la Bce dovrebbe decidere sulla fine entro l’anno del suo Quantitative easing, che ha aiutato non poco Roma a ripagare gli interessi sul debito: quanto peserà il caos politico italiano sulle decisioni dell'Eurotower?

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