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Risparmiatori al bivio tra strategie attendiste o scelta del rischio

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il portafoglio degli italiani

Risparmiatori al bivio tra strategie attendiste o scelta del rischio

Siamo nel mezzo di una tempesta finanziaria. In poche sedute Piazza Affari ha bruciato il +10% che aveva accumulato da inizio anno ed è scivolata a -3%. Ancor di più, e nonostante la protezione offerta dalla Banca centrale europea, i tassi dei titoli di Stato si stanno impennando. Un esempio su tutti arriva dal biennale: in una manciata di sedute è passato da livelli negativi (ovvero bisognava pagare lo Stato per possederlo) al +2,76% di ieri. Pericolosamente vicino al 3,1% pagato dal decennale. Un sorpasso della scadenza a 2 anni su quella a 10 segnerebbe quella che in gergo si chiama “inversione della curva” e sarebbe un ulteriore, e più profondo, segnale di tensione.

In questo scenario - che sta contagiando anche gli altri listini azionari e perfino l’euro/dollaro, scivolato ieri a 1,15, di cui secondo gli esperti circa 5 figure sono da attribuire al “caso Italia” - i risparmiatori italiani si stanno chiedendo cosa convenga fare. Mantenere i nervi saldi e confidare che la burrasca passi quanto prima. Oppure prendere sin da ora la situazione in mano e operare attivamente sui mercati. Premettendo che non esiste una risposta netta, le due variabili più importanti da considerare a questo punto sono: 1) quando ci saranno le nuove elezioni; 2) quale è la classe di investimento su cui si hanno dei dubbi tanto nel pensare di uscire (se si ha già investito) quanto eventualmente nel valutare un ingresso (quando i prezzi scendono si presentano talvolta anche delle occasioni). Quanto al primo punto «se le elezioni si svolgeranno a luglio i mercati potrebbero reagire con più nervosismo - spiega Vincenzo Longo, strategist di Ig -. Perché a quel punto l’ipotesi di un governo giallo-verde, quella più temuta dagli investitori in quanto potenzialmente anti-sistemica e soprattutto foriera di promesse fiscalmente difficili da coprire, si rafforzerebbe stando agli ultimi sondaggi. In questo caso ci aspettiamo ancora diverse sedute di turbolenza e di rialzi dei rendimenti dei titoli sovrani».

C’è una grande differenza tra obbligazioni e azioni, però, e qui passiamo al secondo punto. «I bond garantiscono, salvo casi di default o ristrutturazioni, il capitale a scadenza - spiega Angelo Drusiani, esperto del mercato obbligazionario di Banca Albertini Syz -. Ma non siamo a quel punto. Diciamo che siamo in uno scenario pre-2011 ma non allarmistico. Quindi consiglierei ai risparmiatori che hanno titoli di Stato (oltre l’11% delle famiglie secondo il censimento Consob, ndr) di mantenere nervi saldi in questa fase».

Per le azioni invece manca la garanzia sul capitale. «Chi è in attivo dopo i rialzi degli ultimi anni potrebbe anche prendere profitto - spiega Longo - se non vuole sopportare altre sedute di probabili ribassi. E magari rientrare quando si spera le acque si siano calmate. Anche se questa strategia dipende dall’orizzonte temporale e in ogni caso vale anche per questa situazione il consiglio generale di non farsi prendere dall’emotività nel mondo degli investimenti».

Senza dimenticare quei quasi 1.400 miliardi che gli italiani (dati Bankitalia) mantengono liquidi, e praticamente non remunerati, sui conti correnti. «Eventuali ulteriori turbolenze potrebbero essere anche occasioni di acquisto a prezzi scontati - conclude Longo -. Assumendosi sempre però il rischio che la situazione non degeneri». A tal proposito va ricordato che le probabilità di crollo dell’euro - lo scenario peggiore dal punto di vista degli investitori, misurato dall’indice “Sentix euro-break up” - sono balzate nell’ultimo mese dal 6% al 13%. Ma restano ancora, tutto sommato, basse.

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