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La Fed verso un allentamento dei vincoli anti speculazione sul trading

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«Volcker Rule»

La Fed verso un allentamento dei vincoli anti speculazione sul trading

Jerome Powell, governatore della Fed, ha proposto un’uscita soft dalla Volcker Rule (Epa)
Jerome Powell, governatore della Fed, ha proposto un’uscita soft dalla Volcker Rule (Epa)

La Fed oggi approva un piano morbido per uscire dalla Volcker Rule, la normativa voluta dall’amministrazione Obama dopo la crisi dei mutui subprime per evitare le speculazioni finanziarie troppo rischiose che prende il nome dall’ex presidente della banca centrale americana Paul Volcker. La revisione delle normative finanziarie apre le porte alle grandi banche americane per tornare ad alcune pratiche di trading più a rischio – come gli investimenti negli hedge fund o il trading con capitale proprio – vietate dopo la crisi subprime.

La Federal Reserve è stata la prima istituzione finanziarie americana a presentare la revisione voluta dall’amministrazione Trump, nel senso di un ammorbidimento delle normative finanziarie. Una revisione annunciata che fa seguito a una lunga campagna di Wall Street per uscire dalle complicate e stringenti restrizioni imposte alle banche in seguito alla crisi finanziaria del 2008. Dopo la Fed, nei prossimi 60 giorni saranno chiamate a pronunciarsi su quella che è già stata enfaticamente ribattezzata come la Volcker 2.0 anche agenzie regolamentari come la Securities and Exchange Commission e la Federal Deposit Insurance.

Meno regole per le grandi banche
La Volcker rule è parte della legge Dodd-Frank del 2010 che fu decisa due anni dopo la crisi finanziaria americana per evitare che le banche potessero utilizzare i depositi dei risparmiatori per operazioni finanziarie troppo rischiose. La revisione della normativa ha richiesto tre anni di tempo e il lavoro di cinque agenzie. La scorsa settimana il presidente Trump ha firmato un disegno di legge bipartisan che libererà migliaia di banche di piccole e medie dimensioni dagli obblighi stringenti previsti dalla Dodd-Frank. Trump inoltre il 21 maggio ha anche firmato una legge che revoca una norma che tutelava i consumatori con gli istituti di credito per le pratiche di finanziamento degli istituti di credito. Tutto parte di un quadro di deregolamentazione generale voluto dalla Casa Bianca. La Fed di recente ha proposto di allentare i limiti sui prestiti che le grandi banche possono chiedere nel circuito interbancario. La Federal Reserve ha anche proposto modifiche agli stress test a cui le banche americane sono chiamate a sottoporsi ogni anno per determinare se possono sopportare una crisi economica.

Le modifiche della Fed
In un documento da 373 pagine, la banca centrale Usa ha spiegato che sono 40 i gruppi su cui si concentrerà e che equivalgono circa al 98% dell’attività di trading in Usa da parte degli istituti di credito. Jerome Powell, il governatore della Fed espresso dall’amministrazione Trump, ha detto in una nota che le proposte sulla Volcker Rule sono «fedeli al testo e allo spirito della Dodd-Frank», già «allentata» la settimana scorsa dall’amministrazione Trump. Secondo il successore di Janet Yellen le regole proposte adegueranno i requisiti previsti concentrandosi sulle aziende che fanno trading. «I gruppi che fanno un ammontare modesto di trading saranno soggetti a meno requisiti», ha aggiunto Powell. Randal Quarles, in ultimo, vicepresidente per la supervisione nella banca centrale Usa scelto da Trump, ha affermato che «la proposta rappresenta il nostro primo migliore sforzo per semplificare e rendere su misura la Volcker Rule».

Tre categorie di banche
Tra le proposte della Fed volte a semplificare la norma che prende il nome dall’ex presidente Volcker c’è la creazione di tre nuove categorie di banche: quelle che hanno asset e oneri da trading per oltre 10 miliardi di dollari e che subiranno le regole più stringenti. Quelle medie, le seconde, con asset tra 1 e 10 miliardi di dollari, per le quali la compliance sarà «moderata». E le piccole, quelle sotto il miliardo di asset, che non saranno più soggette ai complessi adempimenti previsti dall’attuale normativa. Le prime due categorie comprendono le 40 banche che, stando alla Fed, generano il 98% dell’attività bancaria di trading negli Stati Uniti, primo mercato finanziario mondiale.

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