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Milano risorge sul finale dopo seduta nervosa tra Conte e attese Bce

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la giornata dei mercati

Milano risorge sul finale dopo seduta nervosa tra Conte e attese Bce

Andamento titoli
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La situazione politica italiana e i dubbi sulle future mosse della Banca centrale europea hanno condizionato i principali listini europei (segui le Borse europee), che hanno registrato un andamento volatile e contrastato, snobbando la performance di Wall Street, con il Nasdaq su nuovi record. Gli investitori si interrogano sulle decisioni che saranno adottate dal nuovo Governo in materia fiscale e in particolare sulle coperture sulla flat tax e sulle pensioni, temi sui quali il presidente del Consiglio non ha dato elementi concreti su cui poter fare valutazioni precise. Oggi però nel discorso alla Camera ha scacciato ogni dubbio sulla linea filo-atlantista del nostro Paese in politica estera ribadendo la ferma volontà di restare nella Nato. Intanto è scattato il conto alla rovescia per il

consiglio direttivo della Bce in calendario il 14 giugno, che molto probabilmente dovrà analizzare i passi da compiere per ridurre e azzerare il QE, che invece fino a settembre prevede l’acquisto di titoli di Stato al ritmo di 30 miliardi al mese. Del resto anche il consigliere dell’Eurotower, Peter Praet, ha detto che «è chiaro che il Consiglio dei governatori della prossima settimana dovrà fare una valutazione: valutare se il progresso realizzato fin qui sia sufficiente a consentire un graduale riassorbimento dei nostri acquisti di titoli». Sullo sfondo rimangono anche le tensioni internazionali: proprio oggi la Commissione Ue ha dato il via libera ai dazi addizionali a una serie di merci provenienti dagli Stati Uniti in risposta ai dazi americani contro acciaio e alluminio. Il FTSE MIB ha chiuso in progresso dello 0,26%, dopo avere più volte cambiato la direzione, risentendo anche dell’andamento dello spread, che pur avendo registrato una fiammata sopra i 250 punti ha ingranato la retromarcia, chiudendo a 246,5 punti

Banche contrastate, bene Banco Bpm
A Piazza Affari hanno registrato un andamento volatile le banche, complice anche l’allarme di Moody’s sui crediti in sofferenza. L’agenzia di rating ha apprezzato i significativi progressi realizzati dai principali istituti di credito europei per ripulire i loro portafoglio di prestiti deteriorati, ma per alcune banche gli ampi stock di crediti problematici restano un forte peso. Grecia, Cipro e Italia continuano a destare preoccupazione, con livelli di Npl sensibilmente sopra la media europea. In particolare in Italia secondo Moody’s il rapporto tra sofferenze e crediti totali del sistema italiano si attesta attorno all’11%, livello superiore a quello della media europea del 4%. Nel pomeriggio si sono risvegliate le azioni delle ex popolari, soprattutto dopo che Conte, parlando alla Camera, ha dichiarato: «lavoreremo anche alla revisione dei provvedimenti recenti e meno recenti per quanto riguarda il credito cooperativo, per quanto riguarda le banche popolari». Ubi Banca è salita dell'1,5%, Banca Pop Er ha arginato le perdite chiudendo in pari. La migliore performance è stata quella di Banco Bpm (+4,4%), sull'onda di indiscrezioni circa un’accelerazione della cessione di crediti in sofferenza. Secondo indiscrezioni la banca ha sollecitato offerte per circa 3,5 miliardi di Npl entro il prossimo 6 luglio. Intesa Sanpaolo, invece ha perso mezzo punto percentuale, mentre Unicredit è salita dello 0,9%.

Fineco e Banca Generali festeggiano la raccolta di maggio

Sono salite anche Finecobank e Banca Generali con la diffusione dei dati sulla raccolta di maggio. La prima ha vantato una raccolta netta totale in netto miglioramento a 686,4 milioni di euro (+48% annuo e +18,9% rispetto ad aprile). Anche Banca Generali ha vantato una raccolta di 603 milioni, in rialzo dai 474 milioni di aprile.Dopo la buona performance della vigilia, hanno continuato a far bene le Stmicroelectronics (+1,27%), sulla scia dei record segnati da numerosi big americani della tecnologia. Si sono inoltre distinte le Mediaset (+3%), che hanno recuperato punti dopo il calo di ieri. Azimut, invece, ha perso lo 0,18%, dopo lo scivolone di oltre il 4% registrato la vigilia.

Debole Azimut, si riscatta telecom

Azimut, per contro ha perso ancora quota, sebbene sul finale abbia arginato i danni allo 0,18%. Già la vigilia le azioni hanno lasciato sul parterre oltre il 4% dopo la notizia che la holding Timone, che riunisce il patto di sindacato di Azimut, ha acquistato il 4,9% del capitale sociale. Contestualmente anche il fondo Peninsula (tra i cui sottoscrittori figura Qatar Investment Authority) ha siglato un accordo di acquisto a termine sul 2,7% del capitale aderendo al patto di sindacata con Timone, cosicché la partecipazione complessivamente detenuta dal patto di sindacato salirà dal 15,8% al 23,3% del capitale. Gli analisti di Mediobanca hanno sottolineato che a questo punto viene meno l’appeal speculativo su un ingresso in forze da parte del fondo estero. Dopo aver perso punti per gran parte della seduta, sono rimbalzate le Telecom Italia, guadagnando sul finale lo 0,67%, anche nell'attesa di novità in tema di separazione della rete. Oggi si è infatti riunita l'Agcom per esaminare il progetto.
Fuori dal paniere principale, Bio Onè volata del 12% e la matricola Grifal del 12,1%.

Euro punta a 1,18 mentre si avvicina la riunione chiave della Bce

Mentre il mercato si concentra sull'attesa per la prossima riunione della Bce, che il prossimo 14 giugno riunirà il proprio consiglio direttivo, l'euro ha riconquistato posizioni nei confronti del biglietto verde. Del resto la prossima settimana dovrebbero emergere indicazioni in tema della fine del Qe, che invece fino a settembre prevede l'acquisto di asset al ritmo di circa 30 miliardi di euro ogni mese. L'euro/dollaro che punta verso la soglia di 1,18 dollari, mentre la vigilia si attestava sotto 1,17 dollari.

Il petrolio in netto ribasso dopo i dati sulle scorte Usa

Il prezzo del greggio, in calo sin da questa mattina, ha ampliato le perdite nel pomeriggio,dopo la diffusione dei dati sulle scorte settimanali americane, inaspettatamente salite di oltre 2 milioni di barili contro attese per una contrazione di 1,9 milioni di barili. In wti si è portato sotto i 65 dollari al barile (segui qui brent e WtI).

Scende il deficit Usa, torna a migliorare la produttività

Il deficit commerciale negli Stati Uniti è calato ad aprile più di quanto avessero messo in conto gli analisti. Secondo le rilevazioni del Dipartimento del Commercio, il deficit è sceso del 2,1% rispetto al mese precedente a 46,20 miliardi di dollari. Si tratta del calo mensile maggiore da sette mesi. Gli analisti si aspettavano un deficit di 48,7 miliardi. Il dato rivisto di marzo è stato di 47,2 miliardi. Le aziende americane hanno esportato oltre 200 miliardi di dollari di beni e servizi ad aprile, un record. Le esportazioni sono aumentate dello 0,3% su marzo raggiungendo 211,2 miliardi, un livello record per il secondo mese di fila. Le importazioni sono calate dello 0,2% a 257,4 miliardi. In particolare è calato il deficit commerciale con la Cina, ma non per i dazi. Nonostante il deficit commerciale sia sceso per il secondo mese di fila, nei primi quattro mesi del 2018 il dato è cresciuto dell'11,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. In quell'arco temporale l'export è salito dell'8,1% e le importazioni sono salite dell'8,7%. Sempre oggi è inoltre emerso che la produttività negli Stati Uniti ha ripreso a crescere nel primo trimestre del 2018, sebbene con meno slancio rispetto alla iniziale lettura. Stando al dato finale diffuso dal Dipartimento al Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è salito al tasso annualizzato dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti (quando c'era stato un +0,3%) contro il rialzo dello 0,7% calcolato a livello preliminare; gli analisti attendevano un aumento dello 0,6%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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