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Genish (Tim): nuova società della rete a gennaio. Preoccupa calo tariffe all’ingrosso

Amos Genish, amministratore delegato di Tim
Amos Genish, amministratore delegato di Tim
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«La decisione dell'Agcom di ieri sulla separazione della rete è una pietra miliare, importante per noi per raggiungere la deadline di finalizzare il processo entro fine anno e lanciare la Netco (società della rete, ndr) a inizio gennaio». Lo ha detto Amos Genish, amministratore delegato di Telecom, a margine della relazione dell'organo di vigilanza.

«Entro l'anno ci attendiamo l'ok da parte dell'Agcom», ha aggiunto il manager israeliano, sottolineando che la separazione della rete «è un pilastro fondamentale per sostenere l'evoluzione societaria e preparare l'Italia alla prossima fase della digitalizzazione».Telecom Italia, dal canto suo, ha una «unità dedicata» per il processo di separazione legale della rete e lavorerà «a stretto contatto con l'Autorità». Ieri l'Agcom ha dato un primo via libera alla separazione dell'asset.

Il calo dei prezzi all’ingrosso
Genish ha espresso i suoi timori sul tema dei prezzi: «Siamo preoccupati del costante calo dei prezzi annuali all'ingrosso di accesso che a noi non sempre sembra tenga conto del costo effettivo e del rischio», una situazione che può minare «la sostenibilità di Netco», cioè la società della rete. Netco, ha precisato, «è l'unico operatore dominante nelle infrastrutture e lo resterà per i prossimi 8-10 anni con tutto il rispetto per i concorrenti. Dobbiamo essere sicuri che abbia le risorse per posare la fibra dov'è necessario nei prossimi 10 anni». Per questa ragione, ricordando il «grave calo delle tariffe all'ingrosso» pagate per l'accesso alla rete, Genish ha precisato che «serve un nuovo modello» per queste tariffe.
La separazione legale «è il primo passo, ha bisogno di tempo e non e' una cosa semplice». Netco, ha concluso l'a.d. di Telecom, «non è iniziativa unilaterale, richiede che tutti facciano la propria parte».

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