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Wiit, la “nuvola” dei computer che aspira allo Star

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private investigations - analisi di bilancio

Wiit, la “nuvola” dei computer che aspira allo Star

Compie un anno all’Aim Italia il gruppo milanese di cloud computing Wiit, che a differenza di molte altre società si è prefisso fin dall’inizio di approdare in tempi piuttosto brevi al Mta (possibilmente segmento Star), pur sapendo che in tal caso perderà la qualifica di Pmi Innovativa ottenuta da alcuni anni, seguendo in questo le orme di Giglio Group. La sigla Wiit in origine stava per Walther Italia Information Technology, e la società ha percorso tutti gli step graduali verso la quotazione, accedendo al progetto Elite di Borsa Italiana nel 2014 ed emettendo a novembre 2015 un minibond da 2 milioni che è stato il primo investimento del fondo HI Crescitalia Pmi gestito da Hedge Invest Sgr. Nel 2016 è stata poi emessa un’obbligazione convertibile da 5 milioni con tasso fisso al 2,5%.

Risultati 2017 positivi e primo dividendo post-quotazione

Dopo la quotazione all’Aim, avvenuta il 5 giugno 2017, il titolo Wiit è sempre rimasto al di sopra del prezzo di collocamento di 45 euro. L’esercizio 2017 si è chiuso con ricavi in aumento del 27,5% a 19,6 milioni, mentre l’ebit è balzato da 1,8 a 4,2 milioni e l’utile netto da 0,9 a 3,1 milioni. A livello rettificato delle voci non ricorrenti l’ebit sarebbe passato da 2,4 a 5,4 milioni. È stato già distribuito un dividendo post-quotazione, pari a 0,83 euro per azione per un monte dividendi di circa 2,15 milioni, corrispondente a un pay-out del 68,5% sull’utile netto consolidato. Il gruppo, grazie all’Ipo, disponeva al 31 dicembre 2017 di una liquidità netta di 7,9 milioni nonostante investimenti per 7 milioni effettuati nell’esercizio (tra cui l’innovativo sistema di raffreddamento del data center milanese realizzato da Mitsubishi Electric Hydronic & IT Cooling System). Potrà dunque dedicarsi senza problemi alla prevista crescita per linee esterne.

Gli ammortamenti degli investimenti hanno ridotto i margini al 31 marzo
Il 2018 è iniziato bene e Wiit, nel primo trimestre, ha conseguito ricavi in crescita del 10% a 5,2 milioni; gli ammortamenti legati ai consistenti investimenti effettuati hanno però fatto scendere l’ebit da 1,2 a 0,9 milioni (e anche a livello adjusted è passato da 1,3 a 1 milione), mentre l’utile netto è passato da 0,8 a 0,7 milioni. La redditività rimane elevata, con un ebit margin pari al 18%. Nel mese di maggio un cliente del settore defence & security ha rinnovato anticipatamente un contratto pluriennale di “cloud e business continuity” per un valore base complessivo di 4,4 milioni.
Il settore del cloud computing è in piena espansione, anche se a causa dei consueti freni burocratici della Pubblica Amministrazione l’Italia nel 2018 è

scesa dall’ottava alla nona posizione nella classifica Global Cloud Computing Scorecard di Bsa – The Software, riguardante l’adozione della tecnologia cloud. A livello europeo, lo studio Equinix “Indice di Interconnessione Globale” del 2017 indicava un cagr 2016 – 2020 pari al 36% per la capacità di ampiezza di banda installata nell’interconnessione con riferimento al settore cloud e servizi It.

Ora le sfide per Wiit saranno la crescita esterna e il flottante
Insomma Wiit, nonostante le piccole dimensioni, ha tutte le possibilità per approdare al Mta in tempi ragionevolmente brevi. Ma cruciali saranno due fattori: la capacità di crescere anche per linee esterne senza penalizzare significativamente i margini reddituali (e mantenendo il buon livello di investimenti richiesto da un settore tecnologicamente avanzato come quello del cloud computing) e l’ulteriore ampliamento del flottante, attualmente pari al 25,76% del capitale sociale (la maggioranza è detenuta dal fondatore, nonché presidente e a.d., Alessandro Cozzi) e pertanto non ancora sufficiente per l’approdo al segmento Star.

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