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Euro area, «indice delle sorprese» a picco (-100). Così porre fine al Qe è dura

La ripresa dell’Eurozona sta perdendo slancio. Nei primi tre mesi del 2018 il Pil è cresciuto dello 0,3%, in netto calo rispetto al +0,7% del trimestre precedente. Il rallentamento dell’espansione è dovuto a un calo della domanda estera a fronte di consumi interni che invece restano solidi.

Questa debolezza è misurata anche da un altro indice, che raramente sbaglia: gli esperti lo chiamano l’ “indice delle sorprese” (calcolato da Citigroup). Misura lo scarto tra realtà (dati veri) e fantasia (aspettative degli operatori). Dopo aver toccato un picco a 92 a novembre è caduto in una spirale, segnale che via via tutti i dati macro pubblicati sull’Eurozona hanno deluso. Nelle ultime ore il punto più basso a -100.

Se l'indice sale indica che i macroeconomisti erano più pessimisti nelle attese rispetto ai dati reali, al contrario quando scende indica un maggior ottimismo degli stessi sulle condizioni reali dell'economia.

Al di là di confrontare dati macro ufficiali rispetto a quelli attesi, l’indice delle sorprese ha funzione da “sfera di cristallo” e pertanto viene osservato con rispetto da molti gestori. L’indice - che difatti misura lo stato di salute delle varie aree economiche mondiali - ha anche un effetto anticipatore.

L'indice conferma la sua attendibilità, anche se lo si guarda a ritroso. Dal settembre 2008 – quando Lehman Brothers ha dichiarato bancarotta scatenando la fase più violenta della crisi subprime iniziata un anno prima – l'indice era sprofondato per tre mesi. Poi. è ripartito. E, a distanza di qualche mese, è ripartita anche Wall Street.

Alla fase attuale, considerato questo clamoroso calo sottozero, e per giunta a -100, non sta certo lanciando un sereno messaggio per il prossimo futuro. Di questo passo, e senza una netta inversione dell’ “indice delle sorprese” c’è da aspettarsi che la crescita economica dell’Eurozona subisca ulteriori frenate nei mesi a venire.

Di questo dovrebbe o potrebbe tenerne conto anche la Bce che venerdì, quando si riunirà il prossimo consiglio direttivo, potrebbe anche annunciare un tapering (riduzione del sostegno all’economia attraverso l’acquisto di titoli di Stato sul secondario). Porre fine al Qe a fronte di un indice delle sorprese così brutto potrebbe essere obiettivamente un azzardo monetario.

twitter.com/vitolops

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