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Citi, con l’automazione prevista la perdita di 10mila posti nei…

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gli effetti dell’automazione

Citi, con l’automazione prevista la perdita di 10mila posti nei prossimi 5 anni

L'automazione potrebbe portare alla perdita di 10mila posti di lavoro in Citi nei prossimi cinque anni. L’avvertimento è giunto da Jamie Forese, presidente della banca americana e responsabile del gruppo di clienti istituzionali. Il top manager ha spiegato in una intervista al Financial Times che i «ruoli operativi», pari a quasi due quinti dei dipendenti di Citi dedicati all'investment bank, sono «i più fertili» per essere sostituiti da robot. Forese ha affermato: «Abbiamo 20mila ruoli operativi. Nell'arco dei prossimi cinque anni possiamo arrivare a 10mila?».

Questi commenti ricalcano quelli di John Cryan, Ceo di Deutsche Bank, secondo cui fino alla metà della forza lavoro della banca tedesca potrebbe essere sostituto da macchine. Dal canto suo, ricorda l'FT, Richard Gnodde, a capo di Goldman Sachs International, ha fatto notare che «ci sono così tante funzioni oggi che sono già state sostituite dalla tecnologia. Non cedo perché questo trend dovrebbe finire presto».

Stando a una ricerca dell'FT, l'automazione potrebbe portare a un taglio di posti di lavoro maggiore di quello registrato tra il 2007 e il 2017, quando quasi 60mila posizioni sono state eliminate in otto delle 10 principali banche d'investimento al mondo (nel conteggio del giornale ne sono rimaste fuori Citi, per via di una mancanza di dati a disposizione, e Bank of America, perché la sua fusione del 2008 con Merrill Lynch rende inutile un confronto sul periodo pre-crisi). Forese ha aggiunto che Citi recluterebbe personale in altre aree come le vendite e la ricerca: «Il tipo di lavoro svolto da un essere umano piuttosto che da una macchina cambierà».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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