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Dieselgate, multa da un miliardo di euro in Germania per Volkswagen

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i guai del costruttore tedesco

Dieselgate, multa da un miliardo di euro in Germania per Volkswagen

La procura di Stato di Braunschweig ha comminato a Volkswagen una multa da oltre 1 miliardo di euro. La casa automobilistica tedesca ha fatto subito sapere che «accetta la multa e riconosce le proprie responsabilità», cercando di fare un altro passo avanti per superare la crisi sulle emissioni di gasolio che va avanti da quasi tre anni. In particolare, la nota della casa automobilistica recita che «secondo i risultati dell’indagine condotta dal pubblico ministero, le funzioni di monitoraggio sono state violate nel reparto di sviluppo del gruppo nell’ambito dei test sui veicoli».

Volkswagen ha indicato che dopo che verrà pagata la multa i procedimenti dovrebbero essere chiusi. Il pagamento della sanzione, secondo l’azienda, potrebbe avere un impatto positivo su eventuali ulteriori indagini contro il gruppo o le sue controllate in Europa. «Volkswagen sta lavorando con impegno per chiudere i conti con il passato», ha detto il nuovo amministratore delegato Herbert Diess in una dichiarazione separata: «Sono necessari ulteriori passi per ripristinare gradualmente la fiducia nell’azienda e nell'industria automobilistica».

La sanzione vera e propria consiste in 5 milioni di euro, a cui si aggiungono i 995 milioni che VW deve dare a titolo di risarcimento per i vantaggi che ha tratto dall'utilizzo di un dispositivo software fraudolento. Il gruppo Vw dovrà trasferire il miliardo, specifica la procura, entro 6 settimane al Land della Bassa Sassonia, il secondo maggiore azionista di Volkswagen.

La motivazione della sanzione è la «violazione nell'obbligo di supervisione» dei veicoli diesel. Secondo la procura questi mancati controlli sarebbero “concausa” del fatto che dalla metà del 2007 fino al 2015 «sono state vendute e messe in
circolazione un totale di 10,7 milioni di veicoli con il motore diesel dei tipi EA 288 (Gen 3), negli Usa e in Canada, e del tipo EA 189, nel resto del mondo, con una funzione software non ammessa», si afferma in un comunicato reso noto da Wolkswagen. Il software in questione, in pratica, non controllava, come avrebbe dovuto, la soglia limite di emissione dei gas nocivi.

Il gruppo, come è noto, dall'autunno del 2015 è incappato nello scandalo scoppiato negli Usa, per il quale il suo ex Ceo, Martin Winterkorn, rischia attualmente 25 anni di carcere e una sanzione che potrebbe prosciugargli il patrimonio, a quanto riferisce la stampa tedesca.

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