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Poste apre la gara per l’Rc auto: le compagnie vogliono l’esclusiva

Le offerte sarebbero arrivate sul tavolo di Poste la settimana scorsa. Sul piatto ci sarebbe la potenziale alleanza con la società nell’Rc Auto. In corsa, stando a quanto si apprende, ci sarebbero almeno cinque o sei compagnie, tra le quali Generali, Unipol, Allianz e probabilmente anche Axa. I termini non sarebbero ancora formalmente scaduti ed è possibile che nelle prossime ore si aggiunga qualche altro operatore ma di certo le prime manifestazioni di interesse, e tendenzialmente anche quelle più rilevanti, sono state racapitate. Peraltro un paio di anni fa, quando era stato fatto un tentativo simile, nessun gruppo assicurativo si era fatto avanti.

La ricerca dei partner

Il tassello, ossia l’invio delle proposte, è l’ultimo passaggio di un percorso iniziato diversi mesi fa e che ha cambiato forma e direzione proprio recentemente. Per comprendere meglio è necessario fare un passo indietro. Quando il vertice di Poste si è impegnato sul nuovo piano industriale ha valutato le differenti ipotesi di crescita nel settore assicurativo.

Al termine dell’analisi ha concluso che per giocare un ruolo anche sul segmento danni la soluzione migliore poteva essere quella di diventare un “distributore” di prodotti auto e salute. E per farlo il modo più semplice era naturalmente quello di trovare un partner che la accompagnasse in questa fase di sviluppo. Così Poste ha avviato una serie di contatti per sondare la disponibilità dei diversi assicuratori. Contatti che però si sono arenati nel momento in cui gli interlocutori hanno inteso che il modello che il gruppo aveva in mente era distante dalle logiche industriali del settore.

L’ipotesi della piattaforma

In particolare, Poste sembrava guardare con favore alla possibilità di realizzare una sorta di piattaforma capace di distribuire prodotti di più operatori, al fine di poter coprire la più ampia gamma possibile di esigenze dei propri clienti.

Lo schema, però, non incontrava il gradimento degli operatori. Questo per diverse ragioni. La prima è che, soprattutto nel segmento Rc auto, la redditività non è un risultato scontato, tanto più nei primi anni di avvio di nuove iniziative. Assumersi dunque un rischio elevato, come quello di veicolare su un canale importante ma tendenzialmente despecializzato prodotti simili, poteva non essere conveniente per le compagnie nonostante la potenza distributiva della rete. Senza contare che Poste continua ad avere tra i propri asset Poste Assicura, ossia una fabbrica di prodotti danni.

Il piano B con l’esclusiva

Così, si è passati a uno step successivo. Invitando sostanzialmente le compagnie a presentare delle proposte su quello che potrebbe essere un modello di accordo valido. Da capire però, e questo sarà chiaro solo nelle prossime settimane, se Poste sta guardando solo a un’intesa commerciale come è stato fatto con Intesa Sanpaolo o se potrebbe valutare l’ipotesi di una joint venture. Attualmente la società guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante non ha chiuso alla possibilità di mantenere in vita l’idea della piattaforma ma allo stesso tempo non ha fissato alcun paletto rigido rispetto ai contenuti della manifestazione di interesse.

Nei prossimi giorni inizierà a valutare quanto arrivato sul tavolo, anche per comprendere meglio in che direzione è più opportuno muoversi. Di certo, resta ferma la volontà delle compagnie di siglare partnership in esclusiva. Tanto più considerato che allo stato la richiesta di proposte è stata sollecitata solo sul ramo auto e non su quello salute, sul quale si ragionerà in un secondo momento.

Va detto, tra l’altro, che i tempi allo stato non sembrano essere strettissimi. Come già accennato i termini non sono ancora scaduti e non è stata fissata una data ultima. Inoltre ci sono anche alcuni aspetti che prescindono le logiche industriali e legati, per lo più, alla fase di riassetto che interesserà le partecipate pubbliche sul fronte della governance. Tra queste c’è Cassa Depositi e Prestiti, azionista di controllo del capitale di Poste.

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