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Questo governo farà meno di quanto temuto. E lo stallo…

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Questo governo farà meno di quanto temuto. E lo stallo piacerà ai mercati

Nelle settimane scorse il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha impiegato 75 minuti per illustrare al Parlamento il “radicale” programma per l’Italia del suo nuovo governo. Alcuni sono stati entusiasti delle promesse di introduzione della flat tax e di deregolamentazione. Altri sono corsi ai ripari, spaventati per il profilarsi di picchi di spesa e di conflitti con i leader dell’Unione Europea in tema di bilancio. In realtà, questo governo riuscirà a fare molto meno di quanto sperato o temuto. Preparatevi allo stallo politico - un magico elisir quando si parla di azioni.

Pochissimi investitori comprendono i vantaggi delle situazioni di stallo. La maggior parte di loro le detesta, e giudica i politici nullafacenti e litigiosi come uno spreco. Tuttavia nel caso di impasse politica i mercati apprezzano parecchio quello che tutti gli altri odiano.

A prova di ciò, considerate ad esempio la lunga storia del mercato statunitense. In Italia e nella maggior parte dei paesi dell’Ue con sistemi parlamentari, può essere complicato identificare l’impatto dell’influenza politica sui rendimenti storici. Frequenti e improvvise elezioni impediscono l’esistenza di un ciclo politico definito per i corsi azionari. Gli Stati Uniti invece hanno un ciclo politico rigido e 92 anni di storia del mercato azionario che lo ha accompagnato. E qui viene il bello.

Quasi tutti sanno che i cittadini statunitensi sono chiamati alle urne per eleggere il presidente ogni quattro anni, nel mese di novembre. Sono invece meno seguite, almeno in Europa, le elezioni del Congresso a metà del mandato presidenziale. Queste elezioni, cosiddette midterm, si svolgono durante il secondo anno del ciclo presidenziale, anch’esse a novembre. Di solito durante tali elezioni il partito politico del presidente perde seggi e si crea una situazione di stallo. Gli elettori mostrano insofferenza davanti allo stallo, mentre invece i titoli azionari statunitensi lo adorano. L’indice S&P 500 è stato positivo per ben l’87% delle volte nel quarto trimestre dell’anno delle elezioni di metà mandato, molto al di sopra della media! L’indice americano ha inoltre avuto un andamento positivo nell’87% dei casi in ciascuno dei due trimestri successivi. Per di più, a partire dalla seconda guerra mondiale, il mercato azionario non è mai stato in calo durante il terzo anno di mandato presidenziale - ovvero l’anno successivo alle elezioni di metà mandato.

Le midterm americane sono sempre fonte di preoccupazione per l’opinione pubblica; in modo analogo gli investitori globali hanno temuto le elezioni italiane a marzo di quest’anno. Ci si preoccupa che vada storto questo o quello, per cui l’incertezza cresce prima delle elezioni e ciò non piace ai mercati. Dopo però, quando si arriva alla situazione di stallo post-elezioni - che blocca tutti quegli avvenimenti negativi che si temevano - l’incertezza crolla. Questo invece piace molto ai mercati.

Nel mese di maggio, i rendimenti delle azioni italiane hanno dimostrato che i mercati non apprezzano il caos che scaturisce dall’indecisione e altresì temono l’azione dei governi più radicali. Il Parlamento tuttavia dovrebbe presto assestarsi in una situazione di stallo.

Il Movimento 5 Stelle e la Lega detengono insieme una maggioranza, piuttosto risicata, del 53%. La loro incompatibilità ideologica rende inoltre complicato ottenere la maggioranza in merito a diversi temi, soprattutto di natura economica. Non appena si giungerà ad una situazione di stallo, l’incertezza svanirà. La lezione americana ci insegna che questa situazione piacerà parecchio ai mercati.

Per di più, il mercato globale è - nel suo complesso - in un ciclo rialzista. Le azioni italiane si muovono nella direzione di quelle europee che, a loro volta, si muovono nella direzione di quelle mondiali - e quest’ultime vanno dove va il mercato americano. Le prossime elezioni di metà mandato sono a novembre, pertanto è probabile che per le azioni statunitensi si ripeta quel miracolo dell’87%. Ciò che è positivo per gli Stati Uniti lo è per l’Europa e quindi per l’Italia!

Non aspettate che la situazione di stallo si materializzi prima di decidere di comprare. Le azioni si muovono sempre prima. I mercati statunitensi iniziano ad attribuire un prezzo allo stallo quando la campagna elettorale inizia a prendere forma e non dopo il voto. Ritengo che il prezzo dello stallo italiano verrà stabilito presto, molto prima che le proposte di legge si perdano nei dibattiti parlamentari.

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