Finanza & Mercati

I dazi auto spaventano l'Europa. Piazza Affari chiude a…

  • Abbonati
  • Accedi
la giornata dei mercati

I dazi auto spaventano l'Europa. Piazza Affari chiude a -2%. Spread in risalita a 243

Andamento titoli
Vedi altro

I dazi americani colpiscono ancora, questa volta il settore auto, e mandano ko tutte le Borse europee con Milano che chiude maglia nera del Vecchio Continente a -2% mentre lo spread risale a 243 punti base e Wall Street viaggia in ribasso. In attesa che domani entrino in vigore i "contro-dazi" europei sui prodotti Usa per 2,8 miliardi di euro, oggi la casa automobilistica tedesca Daimler ha lanciato un profit warning sul 2018 proprio a causa delle misure protezionistiche decise dalla Casa Bianca. Un annuncio che ha fatto crollare le quattro ruote in Europa (-3,2% lo stoxx di settore) con Milano appesantita anche dalle nomine degli euroscettici Borghi (Lega) e Bagnai (Lega) rispettivamente alla presidenza delle commissioni Bilancio della Camera e Finanze del Senato. A Piazza Affari giù Fca (-4,2%) e Prysmian (-3,9%) che ieri in serata ha aggiornato la guidance in virtù dell'acquisizione di General Cable e spostato a settembre la pubblicazione della semestrale. Realizzi sulle banche e ancora su Salvatore Ferragamo (-3,1%) che già ieri aveva ceduto l'8,4% dopo il collocamento del 3,5% del capitale da parte della famiglia. Si salvano titoli difensivi come Moncler (-0,2%) e Luxottica (-0,7%). Fuori dal listino principale Ovs rimbalza del 6,2% dopo la trimestrale in cui ha ripulito il bilancio con svalutazioni di oltre 50 milioni.
Sul mercato valutario l'euro risale a 1,16 (da 1,158 ieri in chiusura) ma in mattinata era sceso anche a 1,15, minimo degli ultimi 11 mesi. La moneta unica vale inoltre 127,7 yen (da 127,5 yen), mentre il dollaro-yen viaggia a quota 110. In attesa dell'inizio del vertice Opec di domani, il petrolio è quasi invariato con il Wti agosto in rialzo dello 0,05% a 65,75 dollari al barile.

Per gli operatori focus su commercio e Opec

L'attenzione degli investitori resta sulle tensioni commerciali e sulla riunione di venerdì dell'Opec. Sul primo fronte, pesa il profit warning lanciato da Daimler, il primo gruppo automobilistico a mettere in guardia sull'impatto negativo dato dai nuovi dazi cinesi sulle importazioni americane. Sebbene sia tedesca, l'azienda ha varie fabbriche in Usa da dove partono veicoli destinati al mercato cinese. Secondo Market News International, tuttavia, i funzionari cinesi hanno preso contatti in Usa per cercare di minimizzare le tariffe doganali punitive sulle importazioni cinesi. Quanto all'Opec, sembra che le nazioni produttrici di petrolio siano più vicine al raggiungimento di un accordo sull'output. Dal fronte macroeconomico, il calo più ampio delle stime delle richieste di sussidi di disoccupazione dimostra la buona salute del mercato del lavoro Usa ma l'indice che misura l'attività manifatturiera nell'area di Filadelfia è sceso più del previsto sui minimi del 2016.

Daimler lancia un profit warning sul 2018

Sull'azionario europeo quindi indici in rosso, dopo un avvio positivo. Perde l'1,8% il FTSE MIB a Piazza Affari, appesantito da banche e automotive. E' in calo tutto il comparto auto in Europa dopo che Daimler ha tagliato le stime per il 2018 a causa dell'effetto dei dazi all'import cinese, con Fiat Chrysler Automobiles che a Piazza Affari chiude in coda al listino . Tra gli altri titoli del comparto, Bmw è in forte calo così come Volkswagen e Peugeot. In ribasso sul listino milanese anche le banche, a partire da Ubi Banca, Banca Pop Er, Unicredit, in corrispondenza dell'allargamento dello spread BTp/Bund tornato a salire a 243 punti base. Resiste Moncler: ieri il ceo Remo Ruffini in occasione del Luxury Summit organizzato da Il Sole 24 Ore ha confermato l'impegno sull'innovazione dei prodotti. Nel settore tiene botta anche Luxottica Group mentre Ferragamo perde ancora dopo il crollo della vigilia. In lieve ribasso Atlantia dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui Cdp potrebbe entrare nel capitale di Alitalia assieme a un gruppo di investitori privati. Fuori dal listino principale, scatto al rialzo per Ovs dopo i dati del primo trimestre che hanno visto una crescita dei principali indicatori e un debito sotto controllo. Mondadori ben comprata dopo che Equita ha alzato il giudizio a buy.

La Bank of England lascia i tassi invariati allo 0,5%

La Banca d'Inghileterra ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0,5%. La decisione è stata assunta al termine del meeting che si è concluso oggi con 6 pareri favorevoli e 3 contrari. Fermi i tassi anche per la Banca centrale Svizzera che ha anche confermato la politica monetaria espansiva al termine della riunione conclusa oggi.

Euro in risalita contro il dollaro, petrolio in calo alla vigilia del vertice Opec

Sul mercato valutario, l'euro recupera terreno dopo essere sceso ancora vicino ai minimi dell'anno in area 1,15084, il valore più basso da 11 mesi. In attesa dell'inizio del vertice Opec di domani, il petrolio viaggia al ribasso. Ieri il Wti, ha beneficiato del calo maggiore del previsto delle scorte Usa e della produzione di greggio che ha interrotto l’aumento che durava da ben sedici settimane consecutive. Stamani stiamo però assistendo a un ritracciamento dopo che l’Iran ha mostrato un’apertura a un possibile aumento della produzione. Secondo il Ministro dell’Ecuador, quest’ultimo dovrebbe attestarsi intorno ai 600mila barili al giorno.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

© Riproduzione riservata