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Borsa: corrono a Zurigo i titoli di Ubs e Credit Suisse

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Borsa: corrono a Zurigo i titoli di Ubs e Credit Suisse

A Zurigo oggi i titoli delle due maggiori banche elvetiche, Ubs e Credit Suisse, sono richiesti e fanno da traino all'indice svizzero delle blue chip, lo Smi. A spingere le azioni delle due big rossocrociate è l'esito positivo agli stress test della Federal Reserve. Anche i due principali gruppi bancari elvetici, presenti ampiamente sul mercato americano, hanno superato la prova teorica di resistenza messa a punto dall'istituto centrale d'oltreoceano.
Attorno a mezzogiorno il titolo Ubs era a 15,35 franchi, in rialzo era dell'1,8%, e il titolo Credit Suisse era a 15,32 franchi, in rialzo del 2,5%. Ubs sta quindi risalendo ai livelli di un anno fa (16 franchi); dopo aver toccato nel gennaio scorso i 19 franchi, l'azione della banca svizzera numero uno per dimensioni nei mesi scorsi è scesa, seguendo più o meno gli andamenti del settore e del mercato. Credit Suisse è sopra il livello di un anno fa (13 franchi); l'azione della banca elvetica numero due ha toccato il picco in gennaio a 18 franchi, poi una discesa analoga a quella di Ubs. L'indice svizzero Smi sempre attorno a mezzogiorno era in rialzo dell'1%; lo Smi è poco sopra gli 8.500 punti, sotto il livello di dodici mesi fa (circa 9.00 punti).

Entrambe le banche hanno chiuso il primo trimestre 2018 con buoni utili. Ubs ha già concluso tempo fa la sua riorganizzazione post crisi finanziaria, Credit Suisse la sta ora completando. La brezza dei test della Federal Reserve fa bene alle due banche elvetiche e permette loro evidentemente anche di superare le ombre presenti, accanto ad aspetti positivi, nella relazione presentata ieri dalla Banca nazionale svizzera (Bns), nella giornata in cui l'istituto centrale elvetico ha confermato i tassi negativi, per frenare un franco che tende ad essere troppo forte.

Fritz Zurbrügg, vicepresidente della Bns, ha elencato i passi avanti fatti da Ubs e Credit Suisse per quel che riguarda l'attuazione delle norme too big to fail, ma ha anche affermato che le due grandi banche rossocrociate devono ora completare l'applicazione delle regole previste, soprattutto sul versante dell'indice di leva finanziaria. Ubs e Credit Suisse, ha spiegato Zurbrügg, si stanno gradualmente spostando dall'eliminazione degli oneri ereditati dalla crisi finanziaria verso strategie di crescita e verso nuove iniziative; nel fare questo, devono però evitare di prendersi ancora rischi eccessivi. Un'analisi insomma a tinte miste sullo stato del too big to fail per Ubs e Credit Suisse. Ma i pensieri innescati da questa analisi in una parte degli investitori sono stati, almeno per ora, superati dall'effetto positivo dei test della Federal Reserve. Per le due grandi banche elvetiche probabilmente più avanti si riproporrà però la sfida di mostrare che il rilancio prosegue di pari passo con la riduzione dei rischi legati alle loro attività.

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