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Seduta grigia, ma Milano riduce perdite sulla scia di Wall Street

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la giornata dei mercati

Seduta grigia, ma Milano riduce perdite sulla scia di Wall Street

Andamento titoli
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Chiusura sopra i minimi di giornata per le piazze europee, con Milano che ha ridotto i cali nel finale e ha terminato in ribasso dello 0,58%. Peggio le controparti del Vecchio Continente: Parigi ha perso lo 0,97%, Madrid lo 0,88%, Francoforte l'1,41%, schiacciata anche dai deludenti numeri sull'inflazione, e Londra in ribasso di circa mezzo punto percentuale. Non ha aiutato la debolezza di Wall Street, che oscilla al momento tra modesti guadagni e perdite contenute. Sulla Borsa americana hanno pesato alcuni dati macroeconomici negativi. In particolare, il Pil Usa del primo trimestre è stato rivisto al ribasso (da +2,2% a +2% nella lettura finale, sotto le previsioni) e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate, deludendo le stime. Ad alimentare la tensione sono anche le incertezze sul summit dei capi di Stato e di Governo, oggi e domani a Bruxelles, dopo che il presidente della Ue Donald Tusk ha anticipato un «vertice difficile», pur ribadendo che i leader europei cercheranno di raggiungere un punto di incontro su migrazione, commercio, difesa e futuro dell’Eurozona. Ulteriore pressione arriva dal fronte commerciale, con il braccio di ferro sui dazi tutt'altro che risolto: il tono distensivo di Trump di ieri ha dato respiro all'azionario europeo, ma Larry Kudlow, il consulente economico del presidente americano, ha confermato successivamente la posizione dura dell'amministrazione contro la Cina.

Maglia nera sul Ftse Mib Fca, Prysmian e St
I timori sui dazi hanno messo il freno a Fiat Chrysler Automobiles (-3,47%), che a Piazza Affari è stata tra le peggiori del Ftse Mib, insieme a Stmicroelectronics (-5,09%), penalizzata dal generale calo dei tecnologici in Europa (l'indice di settore Euro Stoxx 600 Tecnologia ha segnato un -2,7%). Male anche Prysmian (-4,54%), dopo i dati sull'aumento di capitale da 500 milioni per l'acquisizione di General Cable: avverrà a sconto del 25,82% sul Terp e questo ha messo sotto ulteriore pressione il titolo che già nei giorni scorsi aveva ceduto anche il 10% dopo la revisione delle guidance sull'Ebitda.

Banche a due velocità, bene Saipem
Sul fronte opposto hanno svettato Unicredit (+1,43%), sostenuta da una valutazione positiva di JPMorgan, e Banco Bpm (+1,13%). In generale, le banche si sono mosse a corrente alternata, con Ubi Banca (-0,03%), Banca Generali (-0,1%), Banca Mediolanum (-0,61%) e Mediobanca (-0,65%) in discesa, mentre si sono attestate in rialzo Intesa Sanpaolo(+1,97%), la migliore del Ftse Mib, e Bper Banca (+0,9%). Fuori dal listino principale in recupero Banca Carige (+2,56%), dopo i forti cali seguiti alle dimissioni del presidente Tesauro e del consigliere Lunardi. Il rialzo del petrolio ha sostenuto i titoli del comparto petrolifero, con Eniin rialzo dello 0,33% e Saipem dell'1,38%. Quest'ultima è stata sostenuta anche dagli sviluppi sul fronte del gas in Mozambico, dove l'attività sta cominciando a riprendersi e il gruppo appare ben posizionato, anche su progetti relativi al Lng, il gas naturale liquefatto. Acquisti su Mediaset, dopo l'assemblea in cui è emerso che la World Cup avrà un impatto positivo sui risultati della società: il costo è stato circa di 70 mln e l`attesa è di raggiungere 80 mln di raccolta pubblicitaria, che potrebbero arrivare fino a 100 mln, grazie all`ottimo andamento dell'audience.

Corre la «Tesla delle moto», giù Fincantieri
Fuori dal listino principale, da segnalare il rally di Energica Motor Company (+22,85%), produttore di moto elettriche, che ha registrato valori e volumi record dopo i dati sulle vendite del primo semestre, crescite di cinque volte rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e già ad oggi raddoppiate rispetto all'intero anno precedente. In buono spolvero anche il gruppo del web marketing Prismi (+1,96% dopo essere arrivato a guadagnare il 6% circa), che aggiorna i massimi da gennaio 2016 e guadagna da inizio anno il 92% circa. Bene anche Astaldi (+1,23%), che ha fatto sapere che le trattative per la vendita del terzo ponte sul Bosforo sono in fase avanzata e, separatamente, che gli azionisti hanno approvato la proposta di aumento di capitale fino a 300 milioni di euro. Male invece Fincantieri(-6,38%), dopo che la maxi commessa da 26 miliardi della Marina australiana è stata assegnata alla concorrente britannica Bae Systems (+1,25% il titolo a Londra).

In Europa a picco le auto e i tecnologici
In una seduta di ribassi per le Borse europee, a pagare il conto più salato sono stati i titoli del comparto tecnologico. St, che come detto a Milano ha ceduto il 5,09%, ha perso a Parigi il 5,07%, mentre a Francoforte la rivale Infineon ha lasciato sul campo il 4,23%. Il timore di un'escalation sui dazi pesa sul settore auto, con Renault e Peugeot che cedono rispettivamente l'1,58% e il 3,84% a Parigi e Volkswagen e Bmw in discesa rispettivamente del 2,32% e dell'1,34% a Francoforte. Non va meglio ai fornitori di componenti, con la francese Valeo che ha lasciato sul campo il 5,47%. Male anche il comparto petrolifero con l'indice di settore Euro Stoxx 600 Energia in discesa dello 0,46%: il rialzo del petrolio, che comunque si va attenuando dopo l'accelerata delle ore precedenti, non basta a dare sostegno: tra i titoli ad Amsterdam Royal Dutch Shell si è fermata attorno alla parità con un rialzo dello 0,1% e a Londra Bp ha chiuso sostanzialmente invariata (+0,03%). Contrastate invece le utility spagnole, con Enegas in ribasso dello 0,2% e Gas Natural in aumento dell'1,63% a Madrid.

Asta BTp, collocati 2,5 mld decennali, rendimento cala al 2,77%
Il Tesoro ha collocato in asta complessivamente 6,5 miliardi di BTp a 5 e 10 anni e CcTeu, il massimo dell'offerta prevista, con rendimenti in netto calo visto che si confrontavano con la precedente asta che si era tenuta nel periodo di massima tensione politica con i tassi italiani volati ai massimi dal 2014. La domanda nell'asta di oggi è risultata molto contenuta. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso la nona tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/03/2023 per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 2,674 miliardi. Il rendimento è sceso di 50 punti base attestandosi all'1,82% (1,34 il rapporto di copertura). Collocata anche l'unidcesima tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/02/2028: a fronte di richieste per 3,148 miliardi l'importo emesso è stato pari a 2,5 miliardi, mentre il rendimento, in calo di 23 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 2,77% (1,26 il rapporto di copertura). Infine, la quinta tranche del CcTeu scadenza 15/09/2025, assegnata per 2 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,609 miliardi (1,30 il rapporto di copertura), ha spuntato un rendimento lordo dell'1,67% (-33 centesimi sull'asta precedente).

In calo la fiducia europea, migliora in Italia. Inflazione italiana accelera
A giugno l'indice della Commissione europea che misura la fiducia nell'economia di business e consumatori nella zona euro è rimasto virtualmente invariato registrando un calo marginale di 0,2 punti a 112,3 punti. Nella Ue è calato di 0,6 punti a quota 112,2 punti. Tra i paesi più grandi, l'indice è aumentato in misura marcata in Italia, +1,2 punti, e Francia, +1, mentre è calato in Germania, -0,8 e in Olanda, -1,8 ed è risultato stabile in Spagna. Stabile a giugno anche l'indice della fiducia delle imprese (Bci) dell'Eurozona: meno 0,05 punti rispetto al mese precedente. Su fronte dei prezzi, l'Istat ha reso noto che l'inflazione a giugno in Italia è accelerata: secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’1,4% su base annua (in accelerazione rispetto al +1,0% di maggio). «L’inflazione di giugno continua a crescere nelle componenti legate maggiormente agli acquisti quotidiani dei consumatori».

In Usa Pil rivisto al ribasso e sussidi lavoro in aumento
I dati sul prodotto interno lordo americano hanno deluso le aspettative: la lettura finale del primo trimestre è stata pari a +2%, ritoccata al ribasso dal +2,2% precedente e sotto le stime per un valore invariato. Il dato è inferiore al trimestre precedente, quando gli Stati Uniti avevano registrato un +2,9%. Nel terzo trimestre del 2017 c'era stato un +3,2% nel terzo trimestre del 2017. Notizie deludenti anche dal fronte dell'occupazione: le richieste iniziali di sussidi sono aumentate di 9.000 unità a 227.000 nell'ultima settimana e, pur restando ai minimi in vari decenni, sono state superiori alle 220.000 attese dal consensus. Anche i compromessi su case esistenti si sono attestati in ribasso, scivolando ai minimi in quattro mesi.

Dollaro sui massimi da un anno, euro verso 1,15
Prosegue l'apprezzamento generalizzato del dollaro sul valutario, che sta riportando questa mattina il cambio euro/dollaro in prossimità del forte supporto in area 1,15 con il biglietto verde sui massimi da un anno. A favorire il biglietto verde, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, sono state probabilmente le attese per una crescita forte nel secondo trimestre e il tentativo di stemperare il timore di una guerra commerciale da parte dell’amministrazione Trump. Tra le emergenti non si arresta la fase di deprezzamento dello yuan.

Petrolio incerto, occhi puntati sulle sanzioni all'Iran
Incerti i prezzi del petrolio, che si conferma ai massimi dal 2014, sulla scia del continuo calo delle scorte settimanali americane e dell’intransigenza mostrata da Washington per le nazioni che non azzereranno l'import di petrolio iraniano entro il prossimo 4 novembre: i future del Wti ad agosto crescono dell'1% a 71,91 dollari al barile, mentre quelli ad agosto del brent acquistano lo 0,1% a 77,64 dollari.A favorire il rialzo è stato il contemporaneo forte calo delle scorte statunitensi ed una produzione che da tre settimane è ferma a 10,9 mln di barili. L'attenzione resta comunque concentrata sulle sanzioni Usa alle importazioni dall'Iran.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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