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Petrolio e finanza: sfuma l’Ipo record di Saudi Aramco

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SECONDO IL WSJ

Petrolio e finanza: sfuma l’Ipo record di Saudi Aramco

Mohammed bin Salman, il principe dell’Arabia Saudita. (Bloomberg)
Mohammed bin Salman, il principe dell’Arabia Saudita. (Bloomberg)

New York - Niente più Ipo per Aramco, per ora e forse per il prevedibile futuro. Quello che doveva essere il più grande collocamento azionario iniziale non solo del secolo ma di tutti i tempi, appare oggi essersi arenato nelle sabbie del deserto saudita. Fonti vicine all'operazione che doveva portare in Borsa il gigante petrolifero di Riad, citate dal Wall Street Journal, rivelano che a dominare sono invece i dubbi, tanto che il progetto sarebbe deragliato. Lo stallo dell'Ipo minaccia ripercussioni che vanno al di la' dei mercati, dove avrebbe dato vita al maggior gruppo quotato nella storia e fatto la fortuna delle banche d'investimento di Wall Street e globali. Era infatti, anche e soprattutto, uno dei pilastri centrali, se non il pilastro per eccellenza, delle strategie di ammodernamento dell'intera economia del Paese del Golfo Persico.

Cioe' dei piani per renderla in prospettiva meno dipendente dal greggio: avrebbe raccolto forse cento miliardi di dollari, attraverso la cessione di una quota del 5% sulla base di una valutazione dell'intero impero di duemila miliardi. Anche un'ipotesi alternativa, di vendita diretta di una quota alla Cina, sembra tramontata.

Saudi Arabian Oil, il nome per esteso della societa' di stato di Riad, aveva preparato per due anni il proprio sbarco sulle piazze finanziarie. Ma queste attenzioni, secondo indiscrezioni, non sarebbero bastate. L'Arabia Saudita, stando a quanto e' emerso tra i suoi alti funzionari, non sarebbe all'altezza delle scrutinio che una quotazione del suo gioiello industriale porterebbe automaticamente con se'. “Tutti sono praticamente certi che l'Ipo non avverrà'”, ha ammesso un senior executive della stessa Aramco al Journal. La conclusione sarebbe stata che una quotazione su una grande Borsa quale New York, Londra e anche Hong Kong comporterebbe in particolare troppi rischi legali, esponendo Aramco e i suoi vertici a potenziali ricorsi da parte dei soci.

Il collocamento azionario record era stato proposto originalmente dal principe ereditario Mohammed bin Salman - soprannominato MbS, il giovane uomo forte del regime che ha avviato seppur con maniere brusche un drastico ricambio interno. Il progetto era stato svelato agli inizi del 2016 e avrebbe dovuto aver gia' luogo l'anno scorso. Una serie di perplessità' e slittamenti l'avevano in seguito spinto a una data di recente fissata per l'anno prossimo. I lavori per l'Ipo, tuttavia, fino ad oggi ancora proseguivano nonostante le battute d'arresto. Finche' si sono di fatto congelati.

A frenare gli entusiasmi ha contribuito in maniera determinante inoltre il rincaro dei prezzi del petrolio: sono raddoppiati a circa 80 dollari al barile rispetto agli inizi del 2016, riducendo l'urgenza di una Ipo al fine di rastrellare risorse per ricalibrare il futuro dell'Arabia Saudita. Questa realta' potrebbe contare di piu' anche del desiderio saudita di compiacere il Presidente americano Donald Trump, che nei suoi tweet aveva invitato esplicitamente Aramco a quotarsi a Wall Street.

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