Finanza & Mercati

Pirelli taglia la catena di controllo Via alla fusione tra Camfin e Np

  • Abbonati
  • Accedi
riassetto

Pirelli taglia la catena di controllo Via alla fusione tra Camfin e Np

Marco Tronchetti Provera (Ansa)
Marco Tronchetti Provera (Ansa)

La catena societaria che controlla il gruppo Pirelli cambia ancora ed elimina la storica scatola Nuove partecipazioni, controllata da Marco Tronchetti Provera attraverso Mtp spa. I cda di Nuove Partecipazioni (NP) e di Camfin hanno approvato un progetto di fusione che, come si legge nella documentazione depositata consultata da Il Sole 24 Ore, «si inserisce nel quadro di una più ampia riorganizzazione e semplificazione della catena partecipativa del gruppo» funzionale a far sì che all’esito della stessa i soci di NP divengano titolari di una partecipazione diretta in Camfin.

L’operazione – una fusione cosiddetta inversa - prevede l’incorporazione di Nuove Partecipazioni in Camfin, le cui azioni saranno assegnate ai soci di Nuove Partecipazioni in misura proporzionale alle loro partecipazioni. A seguito della fusione esisteranno due categorie di azioni, con stessi diritti patrimoniali, ma con diversi diritti di governance. Questo con l’obiettivo di mantenere la governance di Camfin inalterata, se non tranne, appunto, per l’introduzione della nuova categoria di azioni.

Nell’ambito del processo di fusione, quindi, a UniCredit, Intesa e Mtp saranno assegnate azioni “A” con diritto di voto, mentre agli altri soci di Nuove Partecipazioni saranno assegnate azioni di categoria “B” prive di diritto di voto.

Al termine della fusione, che non comporta meccanismi di concambio, Intesa (tramite la controllata Manzoni) e UniCredit manterranno il 12% del capitale di Camfin e i soci di Nuove Partecipazioni le quote che detengono attualmente in trasparenza. Mtp avrà quindi il 42% del capitale, il gruppo Acutis l’8,49%, Fidim il 18,51%, Massimo Moratti il 2,38% e Alberto Pirelli il 4,6%. Diversa la fotografia se si guardano i diritti di voto: al veicolo di Tronchetti Provera spetterà circa il 64% e a ciascuna delle banche il 18%, restando privi di diritti di voto gli attuali soci di minoranza di Nuove Partecipazioni.

Tutto ciò comporterà poi l ’adozione di un nuovo statuto sociale, che introduce le azioni “B” e che disciplina il lock-up, i diritti prelazione per il trasferimento delle azioni di qualunque categoria detenute dai soci e i trasferimenti consentiti.

La fusione fra NP e Camfin è un ulteriore passaggio nel processo di semplificazione del gruppo che culminerà – come previsto dagli accordi fra i soci – con lo scioglimento di Marco Polo International Italy, società che custodisce il pacchetto di controllo di Pirelli, pari al 63,11%. Con lo scioglimento della società, che dovrebbe avvenire entro l’estate, i soci di Marco Polo verranno a detenere direttamente azioni di Pirelli. Secondo quanto già emerso, ChemChina verrà allora a possedere circa il 45,5% diretto del capitale di Pirelli, Camfin l’11,3% e LTI il 6,2%.

“La fusione fra NP e Camfin è un ulteriore passaggio nel processo di semplificazione del gruppo che culminerà con lo scioglimento di Marco Polo International Italy, società che custodisce il pacchetto di controllo di Pirelli, pari al 63,11%”

 

Il prossimo 7 agosto la società presenterà i risultati del primo semestre dopo aver chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile quasi raddoppiato (+86,7%) a 92,4 milioni. Per l’intero esercizio la società guidata da Marco Tronchetti Provera prevede di raggiungere una crescita dei ricavi organici uguale o maggiore del 9%. Considerato l’impatto dei cambi la crescita dei ricavi prevista per il 2018 è del 4%. Confermato invece l’Ebit rettificato a circa 1 miliardo e un rapporto tra debito netto e Ebitda adjusted ante costi di start up di circa 2,3 volte. La spesa per investimenti si attesterà intorno all’8% del giro d’affari.

© Riproduzione riservata