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Telecom scivola in Borsa, Ubs raccomanda di vendere

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Telecom scivola in Borsa, Ubs raccomanda di vendere

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Telecom Italia in netto ribasso a Piazza Affari: le quotazioni accusano un ribasso significativo, tra i maggiori sul listino principale. Ormai dai livelli di inizio aprile, in area 0,88 euro, le azioni della compagnia di tlc navigano su prezzi inferiori quasi del 30%.
Questa mattina ad alimentare le vendite su Telecom è un report particolarmente negativo di Ubs. Gli analisti della banca svizzera consigliano di vendere le azioni (Sell), stimando un target di prezzo addirittura inferiore alle attuali quotazioni, ossia attorno a 0,59 euro (e a 0,5 euro per le risparmio). In un momento delicato per il settore delle tlc italiane, con numerose sfide che si affacciano all’orizzonte, dal 5G, alla concorrenza di Iliad, fino a una discussione sulla cablatura del Paese con Open Fiber, «il ruolo del board e del management di Telecom – hanno spiegato gli esperti della banca svizzera – non ha la stabilità che sarebbe necessaria, con il ruolo del principale azionista Vivendi (che detiene quasi il 24%

del capitale) che rimane irrisolto». Ubs, così, ha tagliato le stime della società per il periodo 2018-2020, mettendo in conto la prospettiva di un ribasso delle guidances fino al 50% rispetto ai numeri del consensus e fino al 60% sui numeri indicati dai vertici dell'azienda. Insomma il giudizio di Ubs è più che severo.
Non la pensano allo stesso modo gli analisti di Equita e quelli di Mediobanca, entrambi positivi sulle azioni di Telecom ed entrambi ottimisti sul valore nascosto della rete. Valore che verrà fuori al momento della separazione della società. In particolare per Equita la rete Telecom vale circa 14 miliardi e per Mediobanca 15 miliardi. Ovviamente rimane da sciogliere il nodo sul futuro della rete e sulle eventuali trattative per una cooperazione con Open Fiber, la società controllata da Enel e Cdp e che sta cablando il Paese a ritmo sostenuto: gli analisti di Equita hanno ricordato che Open Fiber sta portando la fibra in media a 35mila case ogni settimana. Sarebbe già arrivata a 3,1 milioni di case cablate e punterebbe al target di 4 milioni per fine anno. Così circa 29 città del piano di Tim da coprire con la fibra, sono già state coperte da Open Fiber o comunque sono nel mirino di Open Fiber. Sia Equita, sia Mediobanca ritengono che non sia positivo per il Paese una duplicazione della rete. D’altra parte, in caso di aggregazione, è possibile che Open Fiber non sia interessata a tutta la rete Telecom, ma solamente a quella in fibra. «Open Fiber considera obsolete le connessioni in rame», hanno ricordato gli analisti di Equita, che hanno inoltre rimarcato: «L`ipotesi di una totale separazione della rete di Telecom con acquisto da parte di Open Fiber, è quindi difficilmente percorribile a nostro avviso». Per contro Open Fiber potrebbe considerare solamente l`acquisto di `Flash Fiber`, società creata da Telecom e Fastweb, che ha un obiettivo di investimento di circa 1,2 miliardi al 2020. «Questa operazione rientrerebbe più nelle corde di Open Fiber, considerando le tecnologie sottostanti e la dimensione complessiva ». Gli analisti, comunque, raccomandano di acquistare le azioni di Telecom per le quali stimano un target di prezzo a 0,92 euro. Mediobanca è ancora più positiva, stimando che il prezzo giusto per le azioni sia di 1,2 euro. Gli esperti di Piazzetta Cuccia ritengono che i titoli della società siano sottovalutati rispetto ai competitor, soprattutto tenendo conto del valore della rete. Per gli esperti, inoltre, anche il timore legato all’ingresso di Iliad sul mercato italiano delle tlc è stato ingigantito.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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