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Borse positive. A Piazza Affari exploit Brembo. Giù Telecom in…

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la giornata dei mercati

Borse positive. A Piazza Affari exploit Brembo. Giù Telecom in attesa dei conti

Andamento titoli
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Le Borse europee hanno chiuso su toni positivi una seduta in cui gli investitori hanno cercato di accantonare, almeno temporaneamente, i timori su un'ulteriore escalation della guerra di dazi tra Stati Uniti e Cina. Sembra esserci ancora tempo per trattare visto che le nuove tariffe minacciate dal presidente americano Donald Trump non entreranno in vigore prima di settembre. Milano ha terminato in rialzo dello 0,38%, poco sotto i massimi di seduta, Parigi ha guadagnato lo 0,97%, Francoforte lo 0,61%, Madrid lo 0,53% e Londra più di mezzo punto percentuale.

Da Washington oggi non sono arrivate ulteriori notizie sul tema commerciale, anche perché il presidente americano Donald Trump era impegnato a Bruxelles per il summit Nato, ma la Bce ha messo in guardia sulle possibili ricadute del braccio di ferro commerciale, spiegando che potrebbe minare fiducia e consumi e, quindi, la crescita dell'Eurozona (per il 2018 la stima è + 2,1%, per il 2019 +2%). A Piazza Affari, i titoli delle banche più esposte al rischio sofferenze hanno reagito bene alla decisione della Bce sulle regole per la riduzione degli stock di Npl: non prevedono alcun target di Npl ratio da applicare a tutte le banche ma obiettivi ad hoc per ogni singolo istituto, una posizione più soft di quella prevista. Bene Bper (+1,28%) e Banco Bpm (+1,52%), che sta stringendo sull'asta delle sofferenze e, secondo indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore, avrebbe ricevuto almeno sette offerte per la valorizzazione del maxi pacchetto di Npl. Fuori dal listino principale ancora sotto pressione Carige (-1,16%, dopo le oscillazioni della seduta), dopo che Vittorio Malacalza ha preannunciato l'intenzione di lasciare il Cda, dopo l'uscita del presidente Tesauro e dei consiglieri indipendenti.

Bene Brembo e Ferrari, in coda Telecom e Banca Generali
Sul FTSE MIB hanno svettato Brembo (+2,13%) e Ferrari (+1,93%), che ha ingranato la marcia più alta nel finale di seduta. Bene anche le utility, trainate da Terna (+1,98%) e sostenute dall'analoga performance del comparto in Europa (l'indice di settore Euro Stoxx 600 Utility ha guadagnato lo 0,68%). A2a ha così guadagnato l'1,68%, Snam Rete Gas l'1,4% e Italgas lo 0,91%. Quest'ultima ha appena concluso il road show (ultima tappa a Londra) per presentare agli investitori internazionali il piano industriale al 2024 e, come sottolineano fonti bancarie, ha ricevuto una buona accoglienza, soprattutto per quanto riguarda le prospettive di crescita e gli investimenti previsti nell'arco del piano. In coda al listino Telecom Italia (-2,75%), che risente ancora delle valutazioni negative degli analisti arrivate nei giorni scorsi, in vista dei conti del secondo trimestre, in arrivo il 24 luglio, e Banca Generali (-1,81%), schiacciata dal fatto che Kepler Cheuvreux ha abbassato il target di prezzo da 29 a 28 euro per azione, pur confermando la raccomandazione a «buy», a causa di una revisione al ribasso delle stime sull’utile del biennio 2018-2019. Giù anche Azimut (-1,54%), dopo i dati sulla raccolta di giugno diffusi ieri: secondo gli analisti di Mediobanca Securities la performance è stata debole, nonostante il rilevante contributo delle attività oltreoceano. Debole Fiat Chrysler Automobiles (-0,6%), che ha fallito il rimbalzo in una giornata in cui il tema dei dazi è passato in secondo piano, ma ha ridotto i cali rispetto alla prima parte della seduta, grazie alla buona performance della galassia Agnelli (bene Ferrari, ma anche Cnh Industrial +1,49%).

Ancora realizzi su Juventus, debutta Monnalisa
Fuori dal listino principale, continuano i realizzi su Juventus Fc (-8,4%), in attesa dell'arrivo di Cristiano Ronaldo, atteso all'inizio della settimana prossima.
Fuori dal listino principale bene Longino&Cardenal (+10,54%), che continua a correre dopo la recente quotazione sull'Aim di Borsa Italiana, e Monnalisa (+1,89%, dopo essere arrivata a guadagnare più del 3% durante la seduta), che ha debuttato oggi sul mercato dedicato alle piccole e medie imprese, portando a 17 il numero di quotazioni sull'Aim da inizio anno. Ieri era stata la volta di Askoll Eva (-0,4% nel suo secondo giorno a Piazza Affari). Tra le peggiori Autogrill (-6,08%), dopo che gli analisti di Equita hanno anticipato per il primo semestre un trend delle vendite positivo, ma accompagnato da un ribasso dei margini.

In Europa bene settore media con Sky, vola Vivendi
Nel Vecchio Continente, oltre al comparto delle utility, sono andati bene i titoli tecnologici, il comparto retail e soprattutto quello dei media (+2,37% l'indice di settore Euro Stoxx 600), incoraggiati dal via libera del governo britannico alla proposta di Fox per Sky (+3,4% il titolo). Londra ha affermato che non si opporrà all'offerta di 21st Century Fox volta a consolidare la quota già posseduta in Sky, eliminando così l'ultimo ostacolo regolamentare per la società. Intanto la rivale Comcast ha alzato l'offerta per Sky a 26 miliardi di sterline, il 5% in più rispetto a quella di Fox che detiene già il 39% di Sky. A Parigi da segnalare il rialzo di Michelin (+2,06%), dopo che il produttore francese di pneumatici ha annunciato che sta comprando la canadese Camso per 1,45 miliardi di dollari. Sempre alla Borsa francese Vivendi ha brillato con il maggior rialzo tra i titoli guida (+5,44%) dopo i positivi commenti di Morgan Stanley, in particolare sulla controllata Universal Music Group. La banca d'affari ha mantenuto la raccomandazione "sovraponderare" sul titolo, con un obiettivo di prezzo di 27 euro. Le minori pressioni sul fronte dei dazi hanno consentito al comparto auto di prendere fiato (+0,6% l'indice di settore Euro Stoxx 600), con buone performance soprattutto per i produttori tedeschi, con Bmw che ha chiuso in rialzo dello 0,63%.

BTp, assegnati triennali per 2 mld, giù il rendimento
Buona domanda e rendimenti misti per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la settima tranche del BTp a 3 anni scadenza 15/04/2021 per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,927 miliardi. Il rendimento è sceso di 5 centesimi attestandosi all'1,10%. Collocata anche la nona tranche del BTp a 7 anni scadenza 15/05/2025: a fronte di richieste per 3,272 miliardi l'importo emesso è stato pari a 2 miliardi mentre il rendimento, in calo di 6 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 2,31 per cento. Infine, sul segmento lungo della curva, il Tesoro ha emesso la 12ma tranche del BTp a 15 anni scadenza 01/09/2033: a fronte di richieste per 1,818 miliardi l'importo emesso è stato di 1,25 miliardi, con un rendimento in aumento di 67 punti base al 3,04 per cento. Emessa anche la quarta tranche del BTp a 20 anni scadenza 01/09/2038: l'impoto emesso è stato pari a 1,25 miliardi (domanda per 1,796 miliardi) mentre il rendimento si è attestato al 3,28 per cento. Il regolamento delle aste cade sul prossimo 16 luglio.

In Usa inflazione sale, calano le richieste di sussidi
I prezzi al consumo americani sono aumentati per il terzo mese consecutivo in giugno (+0,1%, meno del +0,2% atteso dagli analisti; +0,2% il dato «core», come le stime), ma su base annuale il rialzo è stato del 2,9% rispetto a giugno 2017, l'accelerata più rapida da febbraio 2012 (il dato «core» è cresciuto del 2,3%, il massimo da gennaio 2017). Notizie positive dal fronte dell'occupazione, con le richieste di sussidi di disoccupazione calate la settimana scorsa di 18.000 unità a 214.000, mentre gl i analisti attendevano un dato a 225.000. In discesa anche la media delle ultime quattro settimane e il numero totale, sceso di misura a 1,739 milioni.

L'euro chiude a 1,168 dollari, petrolio debole
Sul fronte valutario l'euro è scambiato a 1,168 dollari, contro gli 1,1685 dell'apertura e gli 1,1717 della chiusura di ieri. La moneta unica è scambiata a 131,396 yen, contro i 131,13 dell'apertura e i 130,69 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 112,446. Ancora in calo i prezzi del petrolio: i future del Wti ad agosto cedono lo 0,87% a 69,72 dollari al barile, mentre quelli a settembre del brent perdono lo 0,1% a 73,33 dollari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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