Finanza & Mercati

5 mete turistiche dove il cambio è oggi più favorevole grazie ai…

  • Abbonati
  • Accedi
viaggi e valute

5 mete turistiche dove il cambio è oggi più favorevole grazie ai mercati

Il tema dei dazi è senza dubbio quello che più di tutti ha influenzato l’andamento dei mercati negli ultimi mesi e una delle classi di investimento che ne ha risentito di più è stata quella dei Paesi emergenti. Le valute di molti di questi Paesi si sono fortemente deprezzate sulla speculazione che i dazi di Trump potessero mettere i bastoni tra le ruote al commercio globale, dalla cui liberalizzazione hanno tratto in passato enorme vantaggio. Questa svalutazione è avvenuta principalmente sul dollaro ma ovviamente anche il cambio rispetto all’euro è sceso molto. A tutto vantaggio di chi, in questi Paesi, ha programmato di fare le vacanze che ovviamente si troverà a beneficiare di un maggiore potere d’acquisto (al netto di anticipi sulla prenotazione particolarmente esosi...).

Uno dei casi più eclatanti riguarda la Turchia, un Paese che, con un flusso annuo di circa 30 milioni di arrivi, è la decima meta turistica più gettonata al mondo secondo la banca mondiale. Nonostante le vicissitudini politiche di questi anni. In questi mesi il Paese è piombato in una situazione finanziaria critica. Un circolo vizioso di iperinflazione, squilibri della bilancia commerciale e contesto di mercato sfavorevole per via dei dazi di Trump, che ha portato a una pesantissima svalutazione della moneta nazionale. La lira turca da inizio anno ha perso il 19% nel cambio con l’euro. Male per chi ci ha investito. Bene invece per chi ha in programma di farci un viaggio.

L’altra valuta che, oltre alla lira turca, si è molto svalutata quest’anno è stata quella argentina. Nel cambio con l’euro il peso ha perso il 19% del suo valore da inizio anno. Come per la Turchia anche nel caso dell’Argentina il crollo è stato innescato da una crisi interna i cui effetti sono stati amplificati dal contesto di mercato poco favorevole. Il Paese, la cui economia ancora soffre ancora degli effetti nefasti della bancarotta del 2001 e delle scelte sbagliate di politica economia fatte negli anni seguenti, è stato costretto a chiedere un nuovo prestito al Fmi.

Molto amata soprattutto per le sue bellezze naturali l’Argentina ha fatto registrare nel 2016 oltre 5 milioni di arrivi. Tra l’Argentina e l’Italia c’è un forte legame per via della forte presenza di immigrati di origine italiana (l’attuale presidente Mauricio Macrì ha origini calabresi). Un fatto che l’accomuna al vicino Brasile. La differenza è che il Brasile è molto più gettonato per le vacanze: si stima infatti che gli italiani rappresentino oltre il 4% dei visitatori esteri del Paese che, nel 2016, ha fatto registrare oltre 6 milioni di arrivi. Farà certamente piacere a chi ha pianificato un viaggio sapere che il real brasiliano si è svalutato di oltre il 12% rispetto all’euro da inizio anno.

Il Brasile è noto in tutto il mondo per il bel calcio ma purtroppo la spedizione della seleção ai mondiali di Russia è stata al di sotto delle aspettative. Sempre meglio dell’Italia che neppure si è qualificata... Peccato perché i tifosi azzurri avrebbero potuto beneficiare di un tasso di cambio favorevole: il rublo si è infatti svalutato di oltre il 5% rispetto ai livelli di inizio anno.

Tra le destinazioni più vicine all’Italia la cui moneta si è molto svalutata sull’euro si segnala infine la vicina Tunisia dove la quota degli italiani sul totale dei turisti dall’estero vale oltre il 5 per cento. Rispetto all’euro il dinaro tunisino ha perso il 4% da inizio anno e oltre l’8% rispetto a un anno fa.

© Riproduzione riservata